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Incidente in A1, auto incastrata sotto un tir: 22enne muore in un inferno di lamiere

Tragedia lungo l’autostrada A1 Milano-Napoli, dove un ragazzo di 22 anni ha perso la vita in un drammatico incidente stradale avvenuto nella notte nel tratto compreso nel territorio comunale di Villanova del Sillaro, in provincia di Lodi.

Secondo una prima ricostruzione, il giovane stava viaggiando a bordo di una Bmw in direzione sud quando, per cause ancora in fase di accertamento, avrebbe tamponato violentemente un mezzo pesante. Dopo l’impatto, l’auto è finita sotto il rimorchio del camion e per il conducente non c’è stato nulla da fare. Il decesso sarebbe avvenuto sul colpo a causa della violenza dello schianto.

L’incidente si è verificato intorno alle 2 al chilometro 28 dell’autostrada e avrebbe provocato una carambola che ha coinvolto complessivamente sei veicoli. Oltre alla vittima, il bilancio conta anche due feriti: un uomo di 51 anni e una donna di 48, soccorsi dal personale sanitario e trasportati per le cure necessarie. Le loro condizioni, secondo quanto emerso, non sarebbero gravi.

Immediato l’intervento dei soccorsi. Sul posto sono arrivati gli operatori del 118 con ambulanze e automediche, insieme ai vigili del fuoco che hanno lavorato a lungo per estrarre il corpo del giovane dalle lamiere e mettere in sicurezza l’area interessata dall’incidente.

Pesanti anche le ripercussioni sulla circolazione stradale, rimasta fortemente rallentata per diverse ore durante la notte a causa delle operazioni di soccorso e dei rilievi effettuati dalla polizia stradale, impegnata ora a ricostruire con precisione la dinamica del tragico schianto.

Provinciali, nasce “Provincia al Centro”: moderati e riformisti provano a costruire un nuovo spazio politico

Una nuova area politica centrista e moderata che prova a ritagliarsi spazio nel panorama provinciale pontino. Con la presentazione ufficiale della lista per le prossime elezioni provinciali entra nella fase operativa “Provincia al Centro”, progetto politico promosso da Noi Moderati, Partito Liberal Democratico e Nuovo Partito Socialista Italiano.

L’obiettivo dichiarato è quello di costruire una proposta politica stabile, radicata nei territori e alternativa alle dinamiche tradizionali del confronto tra centrodestra e centrosinistra.

Diciotto comuni coinvolti

Uno degli elementi rivendicati dai promotori riguarda il radicamento territoriale del progetto. La lista, spiegano i coordinatori, coinvolge amministratori e rappresentanti civici provenienti da 18 comuni della provincia di Latina.

Un dato che viene letto come il tentativo di costruire una presenza politica organizzata capace di superare la frammentazione delle esperienze moderate e riformiste presenti nel territorio pontino.

Le priorità: strade, scuole e servizi

Provincia al Centro prova a caratterizzarsi soprattutto sui temi amministrativi.

Nel documento politico vengono indicati come prioritari la manutenzione delle strade provinciali, l’edilizia scolastica, il sostegno ai comuni, la gestione dei rifiuti, la tutela delle risorse idriche e lo sviluppo infrastrutturale del territorio.

Il messaggio politico è chiaro: riportare il confronto meno sugli schieramenti e più sulla capacità concreta di amministrare.

Paletta: “Esiste uno spazio politico moderato”

Per Alessandro Paletta, segretario provinciale di Noi Moderati, la nascita della lista rappresenta “una novità politica reale” nel panorama pontino.

Secondo Paletta, nel giro di pochi anni quest’area sarebbe riuscita a passare dall’assenza di rappresentanza alla costruzione di un progetto politico riconoscibile, rivolto a chi non si identifica nelle contrapposizioni più radicali.

L’obiettivo: consolidare un’area riformista

Sulla stessa linea anche Vincenzo Coccia del Partito Liberal Democratico e Antonio Melis del Nuovo PSI, che parlano della necessità di dare spazio a culture liberali, moderate e riformiste storicamente presenti nella tradizione amministrativa locale.

Il nodo del voto diretto

Tra i temi rilanciati dalla nuova lista anche quello della riforma delle Province.

I promotori chiedono infatti il ritorno all’elezione diretta da parte dei cittadini, superando il sistema attuale introdotto dalla legge Delrio.

Tumore al colon retto, nel Lazio riparte la campagna screening: test gratuiti per i cittadini tra 50 e 74 anni

Riparte nel Lazio la campagna di prevenzione dedicata al tumore del colon retto. Da oggi la Regione rilancia infatti il programma di screening gratuito rivolto a donne e uomini tra i 50 e i 74 anni, con l’obiettivo di incentivare la diagnosi precoce attraverso un semplice test da effettuare a casa.

Lo slogan scelto per l’edizione 2026 è chiaro: “Screening per il tumore del colon retto? Fatto! Alla prevenzione mettici la spunta”.

Il test è gratuito e si può ritirare anche senza lettera

Lo screening ha cadenza biennale e può essere effettuato gratuitamente ritirando l’apposito kit presso le sedi ASL oppure nelle farmacie aderenti.

La Regione precisa che è possibile partecipare anche senza aver ricevuto la lettera di invito.

Un aspetto importante soprattutto per chi, pur rientrando nella fascia prevista, non ha mai aderito al programma di prevenzione o non è mai stato contattato dalla propria azienda sanitaria.

I numeri del 2025

I dati diffusi dalla Regione Lazio confermano l’impatto concreto dello screening sulla prevenzione.

Nel corso del 2025 hanno partecipato oltre 255mila cittadini, mentre circa 13.500 persone hanno effettuato approfondimenti diagnostici successivi.

Grazie ai controlli sono state individuate oltre 300 lesioni cancerose e circa 4.500 adenomi precancerosi, consentendo interventi tempestivi e riducendo il ricorso a cure invasive o interventi chirurgici più complessi.

Come funziona il percorso

Se l’esito del test risulta negativo, il cittadino riceverà la comunicazione direttamente a casa e sul Fascicolo Sanitario Elettronico, con un nuovo invito dopo due anni.

In caso di ulteriori accertamenti necessari, sarà invece la stessa ASL di appartenenza a prenotare ed erogare gratuitamente visite e approfondimenti.

Prevenzione e adesione

La Regione punta molto sul tema dell’adesione ai programmi di screening, ricordando come pochi minuti possano fare la differenza nella diagnosi precoce del tumore del colon retto.

Tutte le informazioni e la mappa dei centri aderenti sono disponibili sul portale regionale dedicato agli screening sanitari.

Blitz antidroga tra Aprilia e il litorale: i nomi degli arrestati

Emergono identità e provenienza delle persone coinvolte nella vasta operazione condotta dai Carabinieri del Reparto Territoriale di Aprilia nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma sul presunto traffico internazionale di sostanze stupefacenti.

L’indagine, sviluppata tra il 2021 e il 2022, ha portato all’esecuzione di 19 misure cautelari tra Aprilia, Cisterna, il litorale romano e altre province italiane.

Le persone finite in carcere

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma ha disposto la custodia cautelare in carcere per Gennaro Amato, 61 anni, residente a Cisterna di Latina; Francesco Falco, 42 anni di Aprilia; Marco Tuccio, 35 anni di Aprilia; Tonino Di Pietro, 47 anni di Aprilia; Machkour Kamal, 50 anni, cittadino marocchino residente ad Aprilia; Antonio Cimmino, 42 anni di Aprilia; Gianluca Bottoni, 58 anni di Aprilia; Antonio Di Fazio, 46 anni di Aprilia; Simone D’Innocenzo, 37 anni di Aprilia; Patrizio Libero Abbate, 35 anni di Aprilia; Giuseppe Arcadi, 35 anni di Sant’Agata del Bianco, in provincia di Reggio Calabria; Stefano Tiozzo, 32 anni di Castelletto Sopra Ticino, nel Novarese; Claudio Amadio, 49 anni di Ciampino e Mauro Cerci, 61 anni di Roma.

Chi si trova ai domiciliari

Per altri sei indagati il provvedimento disposto è quello degli arresti domiciliari.

Si tratta di Daniela De Maio, 46 anni di Aprilia; Maria Vincenza Farina, 63 anni di Aprilia; Andrea Falco, 36 anni di Aprilia; Sabatino Falco, 66 anni di Aprilia; Valter Belani, 48 anni di Aprilia e Silvio Speranza Melotto, 60 anni di Aprilia.

Fondi – Intervista ai candidati sindaco, Carnevale: “Bisogna fare un ulteriore salto di qualità” 

Domenica e lunedì prossimo urne aperte per le Comunali. In terra pontina al voto il solo Comune di Fondi. Dopo la scelta del primo cittadino uscente Beniamino Maschietto di non ricandidarsi sono in cinque in campo per prenderne il posto. Il centrodestra non si presenta unito, mentre sembrano compatte la coalizione civica e quella progressista.

Abbiamo voluto incontrare i cinque esponenti che ambiscono a ricoprire il ruolo di primo cittadino e, ponendo loro domande analoghe, abbiamo tentato di farveli conoscere e far capire quali sarebbero le loro priorità nell’azione di governo.

Vincenzo Carnevale, vicesindaco uscente è il candidato in continuità con l’attuale amministrazione comunale si colloca nel confine di centrodestra facendo riferimento a Forza a Italia di cui è diretta espressione. La coalizione che lo supporta è composta di cinque liste. Oltre a Forza Italia si annoverano “Io, si”, “Litorale e Sviluppo Fondano”, “Fondi Azzurra” e “Noi per Fondi”. Il suo motto è “Orgogliosi del Passato, pronti per il futuro”.

  • Cosa l’ha spinta a candidarsi alla carica di primo cittadino?

“La mia candidatura nasce dalla volontà di dare continuità al lavoro svolto in questi anni, ma anche dalla consapevolezza che Fondi abbia oggi l’opportunità di aprire una nuova fase di crescita. L’esperienza da vicesindaco mi ha permesso di conoscere da vicino esigenze, criticità e potenzialità della città, confrontandomi quotidianamente con famiglie, imprese, associazioni e giovani. In questi anni sono state poste basi importanti, ma credo che Fondi possa fare un ulteriore salto di qualità: diventare una città sempre più moderna, efficiente, attrattiva e vivibile, senza perdere la propria identità e il legame con la sua storia. La mia candidatura nasce proprio da questo senso di responsabilità: trasformare il lavoro fatto in nuove opportunità concrete per il futuro della città, con una visione amministrativa capace di unire programmazione, attenzione ai bisogni quotidiani e prospettiva di lungo periodo.”

  • Qual è il primo provvedimento che tenterà di realizzare in caso di elezione?

“Uno dei primi obiettivi sarà dare un impulso concreto al rilancio del centro storico, che considero una delle priorità del prossimo mandato. Vogliamo sostenere nuove attività attraverso agevolazioni e incentivi, favorire il recupero degli immobili inutilizzati e riportare vitalità nel cuore della città. Il centro storico non deve essere soltanto un luogo da attraversare, ma uno spazio vissuto ogni giorno, capace di creare economia, socialità, cultura e qualità urbana.”

  • Qual è, invece, la sfida amministrativa principale che punta a realizzare entro il mandato se dovesse essere eletto?

“La vera sfida sarà accompagnare Fondi in una crescita equilibrata e duratura, capace di mettere insieme sviluppo economico, qualità della vita, servizi efficienti e valorizzazione del territorio. Vorrei lasciare una città più organizzata, più moderna e più vivibile, con spazi pubblici più curati, un centro storico rigenerato, una programmazione culturale stabile e un sistema turistico meglio strutturato e coordinato. Penso anche al tema della viabilità, del decoro urbano, della sostenibilità ambientale e dell’innovazione amministrativa. Oggi amministrare significa anche semplificare processi, migliorare i servizi digitali e costruire un Comune sempre più vicino ai cittadini. Allo stesso tempo sarà fondamentale valorizzare il patrimonio storico e culturale della città: dalle Terme Romane al teatro cittadino, fino al legame con il nostro territorio e con le sue eccellenze. La sfida più importante, però, sarà creare opportunità concrete soprattutto per i giovani, affinché possano immaginare il proprio futuro qui, senza sentirsi costretti a cercarlo altrove.”

  • Se un suo avversario dovesse elogiarla per una sua qualità, quale pensa sarebbe?

“Credo la capacità di ascolto e l’equilibrio. Ho sempre cercato di affrontare i problemi con concretezza e senso di responsabilità, privilegiando il dialogo rispetto alle polemiche. Chi mi conosce sa che preferisco lavorare sui fatti e sul confronto diretto con le persone. Amministrare una città significa prendere decisioni, assumersi responsabilità e cercare soluzioni nell’interesse della comunità, anche nei momenti più complessi.”

  • Immagini di incontrare tra cinque anni un ragazzo che oggi vuole andare via da questa città: cosa vorrebbe che le dicesse?

“Vorrei che mi dicesse: ‘Ho scelto di restare perché oggi qui vedo un futuro’. Credo che questa sia la sfida più importante per chi amministra una città: creare le condizioni perché i giovani possano costruire qui il proprio percorso di vita. Questo significa lavoro, servizi, cultura, sport, spazi di aggregazione, ma anche una città più dinamica, moderna e capace di valorizzare idee, competenze ed energie nuove. Vorrei che i ragazzi sentissero Fondi come una città aperta alle opportunità, in cui sia possibile realizzare progetti personali e professionali senza dover necessariamente andare via. Una città viva tutto l’anno, che investa sulla qualità della vita e sulla partecipazione delle nuove generazioni.”

  • Siete in cinque in corsa per la fascia tricolore: chi pensa sia il suo principale sfidante?

“Ogni candidatura merita rispetto e rappresenta una proposta diversa per la città. Personalmente, però, preferisco concentrarmi sul rapporto con i cittadini e sul progetto amministrativo che stiamo costruendo. Credo che oggi Fondi chieda soprattutto serietà, esperienza amministrativa, capacità di governo e una visione chiara del futuro. I cittadini vogliono risposte concrete sui temi che incidono sulla vita quotidiana: servizi, lavoro, qualità urbana, sviluppo e opportunità per i giovani. Più che guardare agli avversari, preferisco guardare ai bisogni della città e alle risposte che saremo in grado di dare. Saranno poi i cittadini, con il loro voto, a scegliere quale proposta riterranno più credibile per il futuro di Fondi.”

Niente bandiera blu al Circeo, il Comune ipotizza il “danno di immagine”

La questione della mancata Bandiera Blu del 2026 al Comune di San Felice Circeo, unico centro pontino a non aver confermato il riconoscimento che vede protagonista tutto il litorale della provincia di Latina ad esclusioni delle isole, continua a far parlare di sé.

Dopotutto, mai come quest’anno ha fatto più notizia il vessillo non confermato che gli altri. Per tale motivo il Comune, al centro di una vera e propria sovraesposizione mediatica figlia anche di una non conoscenza adeguata di come viene riconosciuta la Bandiera Blu, è dovuto intervenire sulla vicenda ventilando anche l’ipotesi di ricorrere al “risarcimento danni per danno di immagine”.

Ma andiamo per ordine. Sui profili social dell’Ente, l’Amministrazione comunale ha dato ai cittadini una spiegazione che è stata definita “trasparente”

“La motivazione, per quanto è dato sapere – si legge nella nota – riguarda l’assenza delle analisi e dei rapporti di prova delle acque in uscita dal depuratore per i mesi di maggio, giugno, luglio e settembre 2025, onere che spettava ad Acqualatina S.p.A., gestore dell’impianto dal 2003. La FEE ha chiarito che tali documenti sono obbligatori per ottenere la certificazione. Il Comune si era attivato per tempo, anche con formale diffida ad Acqualatina, senza ottenere la documentazione richiesta”.

Da San Felice Circeo ci tengono a precisarlo: “Le nostre acque sono balneabili e di qualità eccellente, come certificato da ARPA Lazio e dal Portale delle Acque del Ministero della Salute. L’esclusione non riflette in alcun modo la qualità del nostro mare”. Ma, alla luce della vicenda, la stessa Amministrazione comunale ha fatto sapere di stare valutando “tutte le azioni necessarie, incluso il risarcimento del danno d’immagine, nelle sedi competenti”.

Narcos tra Aprilia e Belgio, maxi blitz antimafia: 19 arresti e un arsenale per controllare il traffico di droga

Un’organizzazione strutturata, canali internazionali per il rifornimento della droga, armi da guerra utilizzate per intimidire debitori e attività commerciali trasformate in basi operative. È il quadro emerso dalla vasta operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma e scattata all’alba tra Lazio, Umbria, Abruzzo, Calabria e Piemonte.

Al centro dell’inchiesta, sviluppata dai militari del Arma dei Carabinieri del Reparto Territoriale di Aprilia, ci sarebbe una presunta associazione criminale attiva nel traffico internazionale di stupefacenti e capace di muovere ingenti quantitativi di droga tra diverse province italiane.

L’operazione ha portato all’esecuzione di 19 misure cautelari firmate dal Gip del Tribunale di Roma nei confronti di soggetti gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione finalizzata al narcotraffico, estorsione, ricettazione e detenzione illegale di armi.

Il blitz ha interessato Aprilia, Cisterna di Latina, Nettuno, Ciampino, Anzio, Velletri, oltre a comuni di Umbria, Abruzzo, Calabria e Piemonte. Sul campo anche unità cinofile, elicotteri e reparti territoriali dell’Arma.

I legami con la ’ndrangheta e il canale belga

Secondo gli investigatori, il gruppo avrebbe operato tra il 2021 e il 2022 costruendo una rete di approvvigionamento internazionale con collegamenti in Belgio per l’importazione della cocaina. Le indagini avrebbero inoltre fatto emergere rapporti con ambienti criminali ritenuti vicini alla ‘Ndrangheta, in particolare alla cosca Morabito di Africo.

Nel corso delle attività investigative sarebbero stati documentati traffici di oltre sette chili di cocaina, cinquanta chili di hashish e trentacinque chili di marijuana destinati alle piazze di spaccio delle province di Latina, Roma, Massa Carrara, Novara e Perugia. Cinque persone erano già finite in manette in flagranza durante l’inchiesta, sorprese con circa due chili di cocaina.

Armi e minacce per recuperare i crediti

Uno degli aspetti ritenuti più allarmanti dagli investigatori riguarda la disponibilità di armi da parte del gruppo. Tra quelle sequestrate o individuate figurerebbe anche un fucile mitragliatore, utilizzato — secondo l’accusa — per intimidire clienti morosi e imporre il controllo sul territorio.

Tra le vittime delle presunte pressioni ci sarebbe stato anche il titolare di un ristorante di Aprilia, minacciato per questioni legate ai pagamenti della droga.

Le indagini avrebbero inoltre portato alla luce l’utilizzo di una società di autonoleggio del territorio come struttura funzionale al traffico di stupefacenti: le vetture sarebbero state impiegate esclusivamente per il trasporto e la distribuzione della droga.

La serra della marijuana e il ruolo del dipendente ministeriale

Nel fascicolo compare anche la posizione di un dipendente del Ministero dell’Istruzione, accusato di aver fornito supporto tecnico nella coltivazione della marijuana in serra, contribuendo — secondo gli inquirenti — a migliorare i processi di produzione della sostanza.

L’indagine rappresenta uno dei filoni investigativi nati dalle attività che avevano già acceso i riflettori sugli intrecci criminali nel territorio apriliano e che avevano contribuito allo scioglimento del Comune di Aprilia per infiltrazioni mafiose.

Per tutti gli indagati resta valido il principio di non colpevolezza fino a eventuale sentenza definitiva.

Trionfo di Sinner a Roma, in tribuna anche l’assessore regionale Palazzo

C’era anche l’assessore regionale del Lazio Elena Palazzo al centrale del Foro Italico ieri, in quella che rimarrà una giornata storica per il tennis italiano.

L’esponente di FdI, originaria di Itri, titolare dello Sport nella giunta Rocca ha potuto assistere al doppio successo tricolore sulla terra rossa di Roma.

Oltre alla storica vittoria di Jannik Sinner, che ha raccolto il titolo vinto l’ultima volta 50 anni prima da Adriano Panatta, ieri, anche la coppia di doppio Bolelli-Vavassori hanno centrato il titolo.

E il post pubblico dalla Palazzo con tanto di foto, mostra varie istantanee tra cui un selfie in cui sullo sfondo si vede la coppia italiana di doppio che ha centrato il successo.

Asilo a Lenola, FP CGIL attacca il Comune: “Non si può giocare sulla pelle dei bambini”

Si accende lo scontro sul futuro dell’asilo nido comunale “Primi Passi” di Lenola. La FP CGIL Frosinone Latina ha annunciato un’assemblea generale del personale prevista per il 21 maggio davanti al Comune, contestando la scelta dell’amministrazione di procedere verso l’affidamento del servizio educativo a un soggetto privato.

“Nessun confronto preventivo”

Secondo il sindacato, la decisione sarebbe stata assunta senza un confronto preventivo con lavoratrici e organizzazioni sindacali.

Nel mirino soprattutto la mancanza di rassicurazioni su alcuni aspetti considerati centrali: applicazione della clausola sociale, tutela occupazionale e mantenimento dei diritti economici e contrattuali del personale coinvolto.

Il tema dei servizi 0-3 anni

Nel comunicato, la FP CGIL sottolinea il valore strategico dei servizi educativi per la prima infanzia, definiti “uno dei pilastri fondamentali del grado di civiltà di una comunità”.

Il sindacato richiama anche numerosi studi pedagogici e scientifici sul ruolo degli asili nido nello sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale dei bambini, oltre che nel sostegno alle famiglie e all’occupazione femminile.

“La qualità educativa passa dalla tutela del personale”

Per la FP CGIL il tema non riguarda soltanto la gestione amministrativa del servizio, ma anche la qualità educativa garantita ai bambini.

“Non può esistere qualità educativa senza stabilità lavorativa, dignità professionale e garanzie contrattuali”, sottolinea il sindacato nel documento diffuso oggi.

La richiesta di incontro al sindaco

La Funzione Pubblica CGIL chiede ora un incontro urgente con il sindaco di Lenola per chiarire il futuro del servizio e le modalità dell’eventuale affidamento ai privati.

L’obiettivo dichiarato è ottenere garanzie sulla tutela occupazionale ed economica delle lavoratrici dell’asilo nido comunale.

L’assemblea pubblica si terrà il prossimo 21 maggio dalle 11 alle 13 davanti al Palazzo Comunale.

Revoca dei domiciliari a Tiero, Fratelli d’Italia esprime “sollievo”

A commentare la decisione è stato il senatore Nicola Calandrini, coordinatore provinciale del partito, che in una nota ha parlato di un passaggio accolto “con sollievo”. “A nome di tutta Fratelli d’Italia della provincia di Latina, esprimiamo fiducia nel lavoro della magistratura e siamo certi che Enrico Tiero potrà ora chiarire nel merito la propria posizione attraverso il dibattimento processuale con la piena fiducia nella magistratura e nell’accertamento della verità”, ha dichiarato il parlamentare.

La decisione, giunta dal Tribunale del Riesame di Roma ha infatti disposto la revoca degli arresti domiciliari per l’esponente di Fratelli d’Italia ed ex consigliere regionale del Lazio, indagato nell’ambito di un procedimento per corruzione. 

Proprio la misura cautelare aveva immediatamente prodotto effetti anche sul piano politico e istituzionale. Tiero, infatti, era stato sospeso dalla carica in seguito alla misura cautelare scattata nell’ottobre scorso.