Una sentenza, quella emessa dal Tribunale di Latina, che vede tra i condannati per bancarotta l’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Fondi Antonio Ciccarelli. Una decisione che fa male alla coalizione di maggioranza, se non altro per le tempistiche nelle quali arriva: a pochissimi giorni dalla scadenza elettorale.
Lo stesso Antonio Ciccarelli, in città conosciuto da tutti come Tonino, è attualmente assessore ai Lavori Pubblici e ricandidato al consiglio comunale in una civica portata avanti proprio dallo stesso esponente politico di lungo corso, ovvero “Fondi Azzurra”, a sostegno della candidatura a sindaco dell’attuale vicesindaco Vincenzo Carnevale che punta a indossare la fascia tricolore.
Ma andiamo per ordine: come si è arrivati alla sentenza? La condanna per bancarotta – che colpisce anche altre due persone – riguarda una società di cui faceva parte lo stesso Ciccarelli e fallita nel 2015. Secondo il suo legale, però, la posizione dello stesso Ciccarelli sarebbe diversa rispetto alla vicenda, anche perché lui era stato amministratore della stessa società diversi anni prima, mentre il fallimento è arrivato a seguito di un’amministrazione giudiziaria.
Questa società, infatti, era legata ad un’altra collegata allo stesso Ciccarelli, quella che era finita al centro di un’altra vicenda giudiziaria che vide lo stesso assessore finire in carcere prima di essere assolto nel 2015 dal Tribunale di Palmi.
Se nel frattempo non ci sono posizioni ufficiali né dalla coalizione di cui Ciccarelli fa parte, ma neppure dalle altre forze politiche che non hanno messo voce sulla vicenda giudiziaria personale, nonostante all’assessore non siano stati evitati in questi anni attacchi, anche pesanti, alla sua gestione dei Lavori Pubblici.
Secondo il suo legale, l’attuale presidente del consiglio comunale Giulio Mastrobattista, e come riportato anche dall’edizione odierna del Messaggero (edizione Latina), comunque Ciccarelli sarebbe sia candidabile che eleggibile. E se sulla prima non ci sono dubbi in quanto non è possibile burocraticamente fare un passo indietro, in caso di elezione, la questione al massimo sarà oggetto di discussione nel primo consiglio comunale, quando la massima assise civica è chiamata alla convalida degli eletti.
