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Chef di Latina muore in Australia, una raccolta fondi per rimpatriare la salma

Alcuni amici di Amir El Ghayesh, latinense di 32 anni, si sono attivati per sostenere la famiglia. Raccolti già più di 16.000 euro

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La scomparsa improvvisa in Australia di Amir El Ghayesh, latinese di 32 anni, ha spinto alcuni suoi amici ad avviare una raccolta fondi online per aiutare la sua famiglia a rimpatriare la salma in Italia. Nato a Latina da madre italiana e padre egiziano, Amir si era trasferito da qualche anno in Australia, dove aveva trovato occupazione come chef, il lavoro che aveva imparato nel capoluogo pontino.

“Abbiamo aperto questa raccolta fondi per aiutare la famiglia di Amir ad affrontare le spese necessarie per riportarlo a casa dall’Australia e permettere alla sua famiglia, ai suoi amici e a tutte le persone che gli hanno voluto bene di dargli l’ultimo saluto – ha scritto Davide nella pagina dedicata all’amico scomparso sulla piattaforma Gofundme – Amir aveva 32 anni. Era uno chef, uno sportivo, un sognatore. Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo sa che persona fosse: buona, rispettosa, generosa, sempre pronta a dare una mano. Una persona con una bontà fuori dal comune, una grande voglia di vivere e, soprattutto, la forza di non arrendersi davanti alle difficoltà”.

La decisione di avviare la raccolta fondi, che ha già superato quota 16.000 euro, è motivata dal fatto che le operazioni di rimpatrio hanno costi elevati “La famiglia ci ha comunicato che le spese attualmente stimate per il rimpatrio e per le successive spese funerarie e di sepoltura ammontano a circa 15.000 euro – scrive ancora Davide – Abbiamo deciso di fissare l’obiettivo della raccolta a 18.000 €, prevedendo un piccolo margine per eventuali imprevisti e ulteriori costi legati alle pratiche e a un trasferimento internazionale così complesso. I fondi raccolti serviranno quindi a sostenere il rimpatrio di Amir dall’Australia all’Italia, le pratiche necessarie al trasferimento, le spese funerarie e di sepoltura e gli eventuali costi imprevisti collegati. Vogliamo essere il più trasparenti possibile con tutte le persone che sceglieranno di aiutarci”.

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