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West Nile, 590 casi in Italia: Il ricordo del boom del 2025 a Latina

I dati aggiornati al 10 settembre confermano l’Italia come Paese europeo più interessato dal virus. A Latina 34 casi dall’inizio dell’estate

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Il virus della Febbre del Nilo o West Nile continua a circolare in Italia e il Lazio resta una delle aree da osservare con maggiore attenzione. Secondo i dati Ecdc riportati da Sky TG24 e aggiornati al 10 settembre, dall’inizio della stagione estiva sono stati registrati in Europa 1.285 casi autoctoni in 15 Paesi. Quasi la metà è concentrata in Italia, con 590 infezioni e 64 aree interessate: numeri che collocano il nostro Paese al primo posto nel continente, davanti a Grecia e Spagna.

All’interno della mappa italiana spicca anche Latina, che con 34 casi è tra le province maggiormente interessate dalla circolazione del virus. Nella graduatoria riportata dall’Ecdc compaiono davanti a quella pontina Padova, Milano e Roma, mentre subito dopo si trovano Torino e altre province del Nord e del Centro Italia.

Per il territorio pontino non si tratta, però, di un fenomeno nuovo. Si ricorderà come l’estate 2025 aveva già visto il West Nile protagonista di una vera emergenza sanitaria nel Lazio. Ad agosto le positività regionali erano salite a 136, con 126 casi riferiti alla Asl di Latina. Nello stesso aggiornamento si contavano nove decessi, quattro persone ricoverate in terapia intensiva e numerosi pazienti ancora ospedalizzati o seguiti a domicilio.

Un anno dopo il quadro è diverso per dimensioni, ma non per attenzione. Nei giorni scorsi, il Comune di Latina infatti predisposto nuovi interventi contro le zanzare e, dopo le indicazioni del Dipartimento di Prevenzione della Asl, la Giunta ha autorizzato trattamenti straordinari larvicidi e adulticidi proprio nell’ambito delle misure di prevenzione e contenimento del virus.

La macchina della prevenzione era comunque partita già in primavera in tutta la provincia e, i singoli casi comparsi nei vari centri del territorio pontino hanno portato a diversi interventi anche fuori stagione o, comunque, a quelli già programmati.

Il confronto tra le due estati restituisce quindi un dato chiaro: il West Nile non è un rischio occasionale per il territorio pontino, ma una presenza che richiede sorveglianza e prevenzione continuative, soprattutto nella stagione favorevole alla proliferazione delle zanzare. Detto ciò, bisogna comunque ricordare che a differenza di molti altri virus, anche se non esiste vaccino o cura specifica contro la malattia, il decorso nella stragrande maggioranza dei casi è simile a quello influenzale e, la trasmissione, avviene solamente attraverso la puntura di zanzare già infette.

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