Sono quasi 10mila i nuovi posti letto per studenti universitari previsti nel Lazio attraverso il Piano Housing del Ministero dell’Università e della Ricerca, finanziato con le risorse del PNRR. Un intervento che interessa tutte le province della regione e che coinvolge anche il territorio pontino, dove sono previsti 236 nuovi posti.
Il dato laziale arriva mentre a livello nazionale il programma ha già oltrepassato l’obiettivo fissato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: i nuovi posti letto sono complessivamente più di 63.200, oltre 3mila in più rispetto al target di 60mila.
Per il Lazio, dei 9.978 posti aggiuntivi previsti dal Piano Housing, 5.027 sono già stati realizzati e messi a disposizione degli studenti. La distribuzione territoriale vede in testa la provincia di Frosinone, con 2.369 posti, seguita da quella di Roma con 2.058. A Latina spettano, appunto, 236 posti, mentre sono 188 quelli previsti nel Viterbese e 176 nel Reatino.
Il quadro, dunque, restituisce una fotografia nella quale il territorio pontino si colloca dietro alle altre province laziali per numero di nuovi alloggi, ma beneficia comunque di un investimento destinato a incidere sulla possibilità per gli studenti di vivere e studiare più vicino agli atenei senza dover necessariamente sostenere i costi, spesso elevati, degli affitti privati.
Per i 5.027 posti già disponibili, l’accesso avverrà attraverso gli enti regionali per il diritto allo studio oppure secondo criteri di merito, rivolgendosi direttamente ai gestori delle residenze. Gli altri 4.951 posti entreranno invece progressivamente nella disponibilità degli studenti nel 2027: Cassa Depositi e Prestiti, incaricata dal MUR della gestione del secondo bando, ha infatti completato la sottoscrizione degli atti necessari.
Un intervento che, nelle intenzioni del Ministero, punta a ridurre uno degli ostacoli più pesanti per chi sceglie di frequentare l’università lontano da casa: la disponibilità di un alloggio a condizioni sostenibili.
«Più alloggi rendono i nostri atenei più accessibili e attrattivi, rafforzando allo stesso tempo i territori che li ospitano», sottolinea la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, secondo cui i nuovi posti rappresentano «una risposta concreta al bisogno di alloggi per i fuori sede».
Il Piano prevede inoltre che almeno il 30% dei nuovi posti letto sia destinato agli studenti capaci e meritevoli privi di mezzi, individuati attraverso le graduatorie degli enti per il diritto allo studio. Per gli altri alloggi, invece, le tariffe dovranno essere inferiori di almeno il 15% rispetto ai valori medi di mercato.
«È un investimento sul diritto di ogni studente di scegliere liberamente dove formarsi», aggiunge Bernini. Un principio che assume un peso particolare nelle realtà universitarie del Lazio, dove la possibilità di trovare una sistemazione accessibile può incidere concretamente sulla scelta dell’ateneo.
E proprio l’ampliamento dell’offerta abitativa viene indicato dal MUR come uno degli strumenti per rendere il sistema universitario più accessibile. A livello nazionale, con il superamento del target PNRR, l’offerta di residenzialità universitaria è destinata a più che raddoppiare. I posti oltre il limite dei 60mila fissati dal Piano saranno finanziati con risorse nazionali messe a disposizione dal Ministero.
Il Piano Housing si aggiunge infine agli altri interventi sulla residenzialità universitaria, tra cui quelli previsti dalla legge 338/2000. Dal 2023, attraverso il V Bando, sono stati cofinanziati a livello nazionale oltre 10mila posti letto, con uno stanziamento superiore agli 800 milioni di euro.
