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Spagna, 13enne massacrato a coltellate e bastonate dal padre di un amico mentre giocavano al pc

La madre della vittima conosceva l’uomo, ma non si fidava di lui: il figlio aveva cercato di tranquillizzarla, poi il brutale omicidio

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Spagna – «Non preoccuparti mamma, è un brav’uomo». Con queste parole un tredicenne aveva cercato di rassicurare la madre per convincerla ad autorizzarlo a recarsi a casa del padre di un suo compagno di scuola, nei pressi di Valencia. Poco più di un’ora dopo, il ragazzo è stato brutalmente ucciso a bastonate e coltellate dall’uomo di 48 anni.

Il responsabile si è presentato alla stazione della Guardia Civil di Sueca, completamente coperto di sangue, confessando il delitto. La madre della vittima conosceva l’uomo, ma non si fidava di lui: era infatti amica dell’ex moglie, che in passato lo aveva denunciato per violenza domestica. Per questo, quando il figlio le aveva detto che sarebbe andato a casa dell’amico per aiutarlo con il computer, lei aveva espresso contrarietà, come ricostruito dal quotidiano locale Las Provincias.

Secondo fonti vicine alla famiglia, la donna non si era mai fidata dell’uomo, che viveva da solo e si alternava con l’ex coniuge nella custodia dei due figli, di 13 e 7 anni. Una circostanza ora al vaglio degli inquirenti, anche se la ferocia dell’aggressione su un ragazzino estraneo alle vicende familiari appare, al momento, priva di una spiegazione logica.

I vicini raccontano che, dopo la separazione, l’uomo non era più lo stesso. Tuttavia, nemmeno durante l’interrogatorio sarebbe stato in grado di fornire un movente: avrebbe parlato solo di uno scatto d’ira, chiudendosi poi nel silenzio.

Il figlio coetaneo della vittima ha riferito che il padre si sarebbe scagliato contro il tredicenne dopo averli trovati a giocare al computer, negando qualsiasi litigio tra i due ragazzi, ipotesi inizialmente circolata. Viene ritenuta anomala anche l’eventualità che l’uomo abbia confessato per coprire il figlio, considerato che il minore non è penalmente responsabile.

Le indagini proseguono per accertare se vi fossero altre persone presenti al momento dei fatti e per dare risposta ai molti interrogativi che restano dietro l’efferato omicidio del tredicenne.

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