Nulla di nuovo sul fronte delle due sorelle di Minturno scomparse ormai da oltre una settimana in Abruzzo dalla casa-famiglia nella quale si trovavano in una situazione di condizione protetta nel bel mezzo di una separazione complessa tra i genitori.
Se da una parte sarebbero stati iscritti nel registro degli indagati i responsabili della struttura di Civitella Alfedena in provincia de L’Aquila, dall’altra le ricerche sono aperte e proseguono h24, come avviene per le indagini su più fronti.
Non sono escluse né le piste che riguarderebbero l’allontanamento volontario delle due, né l’ipotesi dell’aiuto da parte di qualcuno dei familiari, ma neppure il rapimento o qualche ipotesi ancora più tragica. Oltre ai genitori e alcuni zii, più volte è stato sentito anche il fidanzato della più grande delle due sorelle. Parliamo di un 18enne di origini egiziane conosciuto in paese e nella struttura dove vivevano le due sorelle.
Tutto il Parco Nazionale d’Abruzzo è battuto dai ricercatori a caccia di una traccia che possa condurre verso il ritrovamento delle due ragazze di 16 e 12 anni. Nella giornata di ieri, sempre con l’idea di escludere ogni possibilità che le due si trovino ancora in zona, i sommozzatori sono entrati in azione nel lago di Barrea.
Nessuna ricerca, neppure quella con i cani molecolari, al momento ha prodotto risultati. Nel frattempo le fotografie delle due ragazzine vengono fatte girare e, come chiedono i genitori originari del sud pontino e di Minturno-Scauri, chiunque abbia informazioni o pensa di averle viste in giro è pregato di fare segnalazione alle forze dell’ordine. Ma anche tali segnalazioni, al momento, si sono risolte in un buco nell’acqua.
Intanto il tempo passa, e con esso anche l’angoscia dei genitori, dei conoscenti e di tutta Italia che continua a seguire la vicenda con il fiato sospeso.
