La sicurezza è sempre in primo piano nel del dibattito politico cittadino e lo fa nel modo più classico: tra accuse incrociate, repliche a mezzo stampa e una distanza che sembra allargarsi tra maggioranza e opposizione. Da una parte chi respinge l’idea di un’emergenza; dall’altra le opposizioni, che rivendicano il dovere di dare voce a una crescente percezione di insicurezza avvertita in città.
Il confronto si è riacceso dopo la bocciatura, in consiglio comunale, di una mozione sulla sicurezza presentata dalle minoranze e accompagnata da una petizione popolare promossa dal movimento civico Fondi Vera, sottoscritta da oltre 1.600 cittadini. Una mobilitazione che, invece di aprire un tavolo di confronto, ha innescato un duro scontro politico.
«Ogni volta che indichiamo la Luna, finiscono col guardare il dito», attacca il consigliere comunale di Fondi Vera Francesco Ciccone, che accusa la maggioranza di liquidare come “irricevibili” proposte che, a suo dire, erano non solo concrete ma persino già previste nei documenti programmatici approvati dalla stessa amministrazione. «Non lo diciamo noi – sottolinea – lo dice il loro programma elettorale del 2020. Collaborare significa anche ricordare gli impegni presi e poi dimenticati».
Secondo Ciccone, ridurre il dibattito alla sola presenza delle telecamere di videosorveglianza significa eludere il problema: «La sicurezza non si garantisce con uno slogan. Le proposte erano articolate e puntavano a un sistema più ampio. Ma sono state bocciate senza nemmeno entrare nel merito».
Sulla stessa linea si colloca il Partito Democratico. Il consigliere Salvatore Venditti parla apertamente di una maggioranza che «fa orecchie da mercante» di fronte alle preoccupazioni dei cittadini e accusa il sindaco Maschietto e il suo vice Vincenzo Carnevale di aver trasformato una richiesta legittima in uno scontro politico: «Siamo stati accusati di strumentalizzazione elettorale. È surreale».
Venditti non nega che i numeri possano non raccontare un’emergenza, ma insiste su un punto: «Le persone hanno paura e continuano a segnalarlo. Di questo chi amministra dovrebbe farsi carico, invece di attaccare chi porta il problema in consiglio comunale».
Il nodo, insomma, resta tutto politico: ascolto contro difesa d’ufficio, confronto contro scontro. «Ben venga il dibattito – conclude Ciccone – purché serva a trovare soluzioni. Non accettiamo che vengano ignorate le richieste di aiuto dei cittadini. Se questo significa passare per quelli in cerca di visibilità, ce ne faremo una ragione. Noi continueremo a metterci la faccia».
Piccata, invece, la chiosa di Venditti che rivolgendosi al vicesindaco accusa: «Concedeteci anche una battuta: lo vorremmo pregare di lasciar perdere i paragoni con Caracas o Città del Capo che, visti i tempi che corrono, rischiamo che qualcuno dall’altra parte dell’Oceano decida di bombardarci e di invaderci. Ma questa è un’altra storia».
