Home Salute e Benessere Screening mammografico, oltre 130 esami: la sicurezza passa anche dall’ascolto

Screening mammografico, oltre 130 esami: la sicurezza passa anche dall’ascolto

Numeri e non solo: effettuati 133 esami, raccolti anche 123 questionari per capire come le donne vivono la prevenzione

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La sicurezza di un percorso sanitario non si misura soltanto attraverso gli esami effettuati, ma anche dalla capacità di ascoltare chi quei servizi li utilizza. È partendo da questa prospettiva che, in occasione della Giornata internazionale della sicurezza delle cure e della persona assistita, celebrata il 17 settembre scorso, un territorio sanitario confinante con quello pontino ha scelto di concentrare l’attenzione sullo screening mammografico, trasformando una giornata dedicata alla prevenzione in un’occasione per raccogliere anche indicazioni direttamente dalle pazienti.

Nel corso dell’iniziativa sono state complessivamente 133 le mammografie eseguite nei tre punti dedicati allo screening di Frascati, dell’Ospedale dei Castelli e di Villa Albani ad Anzio, distribuite tra le attività della mattina e quelle del pomeriggio.

Ma il dato forse più significativo è quello relativo all’ascolto. Alle donne che hanno preso parte allo screening sono stati sottoposti 123 questionari, pensati per raccogliere la loro percezione rispetto alla qualità e alla sicurezza dell’intero percorso assistenziale.

Un passaggio che consente di spostare il focus dalla sola prestazione sanitaria all’esperienza complessiva della persona. Le risposte raccolte saranno infatti analizzate per individuare gli aspetti che funzionano, eventuali criticità e possibili margini di miglioramento nell’organizzazione dei servizi.

L’iniziativa ha messo insieme professionalità diverse, coinvolgendo i Facilitatori aziendali, lo Staff Risk Management e gli operatori dello screening. Un lavoro multidisciplinare che punta a fare della sicurezza delle cure non soltanto un insieme di procedure, ma una componente quotidiana dell’assistenza, nella quale anche il punto di vista dell’utente può diventare uno strumento per correggere ciò che non funziona e consolidare ciò che invece risponde alle esigenze delle persone.

Il senso della giornata, dunque, va oltre il numero degli esami effettuati. La mammografia rimane uno degli strumenti centrali della prevenzione, ma l’esperienza maturata in questa occasione mostra come anche il feedback delle donne che accedono ai programmi di screening possa contribuire alla costruzione di servizi più attenti e rispondenti.

I questionari rappresenteranno ora una base di lavoro per le successive valutazioni. L’obiettivo è trasformare le indicazioni raccolte durante una singola giornata in elementi utili a un processo più ampio di monitoraggio e miglioramento continuo dei percorsi di screening, rafforzando al tempo stesso la cultura della sicurezza delle cure.

Un approccio che, per un territorio sanitario a ridosso della provincia di Latina, offre anche uno spunto più generale: la qualità della prevenzione non passa soltanto dalla possibilità di effettuare un esame, ma anche dalla capacità del sistema di sanitario di verificare, attraverso chi lo vive in prima persona, quanto quel percorso sia percepito come sicuro, accessibile e adeguato.

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