Home Cronaca San Felice Circeo, discarica abusiva: sequestrata area di 1000 metri quadrati

San Felice Circeo, discarica abusiva: sequestrata area di 1000 metri quadrati

Rifiuti anche pericolosi tra edificio abbandonato e terreno: il titolare dell’impresa denunciato dai carabinieri

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I Carabinieri del Nucleo Forestale di Terracina, insieme alla Polizia Locale di San Felice Circeo, hanno sequestrato un’area di circa 1000 metri quadrati in località via Terracina, all’interno di un consorzio.

Rifiuti anche pericolosi

All’interno del lotto, dove è presente un fabbricato incompleto e in stato di abbandono di circa 100 metri quadrati, sono stati rinvenuti circa 150 metri cubi di rifiuti, sia pericolosi che non.

I materiali, provenienti prevalentemente da attività di demolizione e costruzione, comprendevano infissi in alluminio, termosifoni, plastica, sanitari, legno, pneumatici fuori uso, oltre a un autocarro e un ciclomotore abbandonati.

Stoccaggio irregolare e combustione illecita

I rifiuti erano accumulati alla rinfusa, senza alcuna documentazione di tracciabilità e senza possibilità di una gestione conforme alle norme.

Nel terreno erano presenti anche cumuli riconducibili a recente combustione illecita, con residui di materiali edilizi, tra cui resine combuste.

Denunciato il titolare

Al termine degli accertamenti, i Carabinieri hanno proceduto al sequestro penale preventivo dell’area e denunciato il titolare dell’impresa proprietaria del terreno per gestione illecita di rifiuti, discarica abusiva e combustione illecita.

Rischio pene severe

In caso di condanna, il presunto responsabile rischia pene fino a 6 anni di reclusione, in base alla normativa vigente in materia ambientale.

Appello alla legalità ambientale

I Carabinieri Forestali ribadiscono l’impegno nella prevenzione e repressione dei reati ambientali, invitando cittadini e imprese a rispettare le norme e a segnalare eventuali illeciti anche tramite il numero gratuito 1515.

Indagini preliminari

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e per l’indagato vale il principio di non colpevolezza sino alla sentenza definitiva, ai sensi dell’articolo 27 della Costituzione.

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