Il caso del servizio di salvamento sulle spiagge libere di Latina approda in commissione Trasparenza e riaccende lo scontro politico tra maggioranza e opposizione. Al centro della discussione le criticità che hanno portato alla risoluzione del contratto con la cooperativa affidataria e i ritardi che rischiano di incidere ancora una volta sull’avvio della stagione balneare.
La seduta, convocata dalla presidente Maria Grazia Ciolfi su richiesta del gruppo consiliare di Latina Bene Comune, ha permesso ai consiglieri di esaminare parte della documentazione relativa alla vicenda, anche se alcuni atti restano coperti da segreto istruttorio nell’ambito dell’indagine penale in corso.
“Controlli puntuali, ma tempi troppo lunghi”
Secondo i consiglieri di Lbc, Pd, M5S e Per Latina 2032, dagli atti emergerebbe un’attività di controllo “attenta e puntuale” da parte degli uffici comunali, che avrebbero contestato formalmente le inadempienze della cooperativa attraverso quattro diffide.
Le opposizioni, però, contestano soprattutto i tempi della procedura.
Il servizio si era concluso il 7 settembre 2025, mentre le prime contestazioni sarebbero partite già nel mese di luglio. Nonostante questo, il procedimento di risoluzione del contratto sarebbe stato avviato formalmente soltanto il 20 febbraio scorso, a stagione ormai conclusa da mesi.
“È difficile non osservare che una maggiore tempestività avrebbe consentito di affrontare prima il problema”, sottolineano i consiglieri di opposizione.
Le criticità contestate alla cooperativa
Tra le carenze rilevate dagli uffici comunali figura anche la mancata attivazione di una delle quindici postazioni di salvamento previste dal capitolato.
La cooperativa Escara avrebbe presentato controdeduzioni e correttivi durante la stagione, ma gli interventi sarebbero stati considerati soltanto parzialmente adeguati, portando il Comune a ritenere compromesso il rapporto fiduciario necessario alla prosecuzione dell’accordo.
Nuova gara e rischio ritardi
Nel corso della commissione è stato confermato l’avvio di una nuova procedura di gara.
Secondo quanto emerso, non potranno partecipare né la cooperativa Escara né la seconda classificata della precedente procedura, risultata priva dei requisiti richiesti.
L’opposizione teme però che anche quest’anno il servizio possa partire in ritardo rispetto all’apertura della stagione balneare.
Dubbi sulle postazioni di salvamento
Tra i punti criticati anche l’attuale distribuzione delle postazioni lungo il litorale.
Secondo i consiglieri di opposizione, la scelta di concentrare gran parte del servizio sul tratto A e di affidare parte della copertura del tratto B a una sola postazione mobile si sarebbe rivelata insufficiente.
“Pensare che una sola postazione mobile possa garantire la copertura di quattro chilometri di costa si è rivelata una valutazione troppo ottimistica”, sostengono.
Le perplessità sul nuovo modello delle spiagge libere
Le opposizioni esprimono infine dubbi anche sul sistema che l’amministrazione intende introdurre attraverso convenzioni per il noleggio di ombrelloni e sdraio sulle spiagge libere, abbinate all’obbligo di garantire salvamento e servizi.
Il timore è che, nel tentativo di sostenere economicamente il servizio, si possa arrivare a una progressiva riduzione degli spazi realmente liberi e gratuiti del litorale.
