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Sabaudia, falsi avvocati o appartenenti alle forze dell’ordine: incontro anti-truffa con gli anziani

Al Centro anziani circa 50 persone hanno partecipato all’iniziativa dei Carabinieri. Al centro dell’incontro i raggiri più diffusi e i comportamenti da adottare

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Un familiare che avrebbe avuto un incidente, un problema improvviso da risolvere o una richiesta urgente di denaro. Sono alcuni degli scenari utilizzati dai truffatori per mettere sotto pressione le vittime e convincerle ad agire senza avere il tempo di verificare ciò che viene raccontato.

Proprio da questi casi concreti è partito l’incontro organizzato a Sabaudia dai Carabinieri della locale Stazione, nell’ambito delle iniziative dedicate alla prevenzione delle truffe ai danni delle persone più vulnerabili.

Al Centro anziani hanno partecipato circa 50 cittadini, che hanno potuto confrontarsi direttamente con il comandante della Stazione, il luogotenente C.S. Rosario Ciccarelli.

I truffatori cambiano identità per conquistare la fiducia

Uno dei punti affrontati durante l’appuntamento ha riguardato il modo in cui chi mette in atto questi raggiri cerca di rendersi credibile.

In alcuni casi il truffatore può presentarsi come appartenente alle Forze dell’Ordine, in altri come avvocato incaricato di aiutare un parente finito nei guai. Altre volte vengono utilizzati ruoli apparentemente rassicuranti, come quello di dipendente di una società di servizi o di un istituto bancario.

Il meccanismo resta simile: conquistare rapidamente la fiducia della persona, ottenere informazioni personali oppure convincerla a consegnare denaro.

Il bersaglio sono soprattutto le persone più vulnerabili

I raggiri possono cominciare al telefono oppure con una visita direttamente a casa.

La cordialità e l’apparente disponibilità diventano parte della strategia utilizzata per abbassare le difese della vittima, soprattutto quando si tratta di persone anziane.

La leva emotiva è spesso decisiva: far credere che un figlio o un nipote abbia bisogno di aiuto immediato può indurre la persona a consegnare somme di denaro o a fornire dati che normalmente non comunicherebbe a uno sconosciuto.

Un vademecum per sapere come reagire

Ai partecipanti è stato consegnato anche un vademecum con le principali modalità utilizzate nelle truffe e una serie di indicazioni sulle precauzioni da adottare.

L’obiettivo dell’iniziativa è fornire strumenti pratici per riconoscere più rapidamente le situazioni sospette e ridurre il rischio che il senso di urgenza creato dai malviventi impedisca alla vittima di fermarsi e verificare quanto sta accadendo.

La prevenzione continuerà con altri incontri

Quello di Sabaudia fa parte di un programma più ampio portato avanti dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Latina.

Gli appuntamenti proseguiranno con l’obiettivo di creare una rete sempre più capillare di ascolto e prossimità, intervenendo non soltanto sul fronte della prevenzione ma anche offrendo sostegno a chi una truffa l’ha già subita.

Per molte vittime, infatti, le conseguenze non riguardano esclusivamente il denaro perso: dopo il raggiro possono restare paura, insicurezza e diffidenza nella vita di tutti i giorni.

Ed è proprio sulla conoscenza dei meccanismi utilizzati dai truffatori che i Carabinieri puntano per rendere più difficile il loro lavoro.

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