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Da Itri ai vertici della ricerca internazionale: a Roberta Magliozzi il Premio Montalcini 2026

C’è anche un pezzo di Itri tra le eccellenze della ricerca scientifica internazionale. La professoressa Roberta Magliozzi, originaria del centro aurunco e oggi docente associata all’Imperial College di Londra, è stata insignita del Premio Rita Levi Montalcini 2026, uno dei più prestigiosi riconoscimenti italiani dedicati alla ricerca sulla sclerosi multipla.

Il premio, promosso da AISM e FISM, viene assegnato ogni anno a ricercatrici e ricercatori che si distinguono per il contributo offerto alla comprensione della malattia e allo sviluppo di nuove prospettive terapeutiche. Un riconoscimento che conferma il valore del lavoro svolto dalla scienziata itrana in uno dei settori più delicati e complessi della medicina contemporanea.

La notizia è stata accolta con soddisfazione anche nella sua città d’origine, dove il percorso professionale di Magliozzi viene considerato motivo di particolare orgoglio per l’intera comunità.

Dagli studi universitari fino ai laboratori e ai centri di ricerca internazionali, la sua carriera rappresenta un esempio di come talento, impegno e formazione possano portare il nome di un territorio ben oltre i confini nazionali.

All’indomani dell’assegnazione del premio, sono arrivati i complimenti dell’Amministrazione comunale e della comunità itrana, che hanno voluto esprimere vicinanza e apprezzamento per un risultato che valorizza non solo il lavoro della ricercatrice, ma anche l’immagine di Itri nel mondo della scienza.

Un traguardo importante che guarda già al futuro, con l’auspicio che le sue ricerche possano continuare a offrire nuove speranze nella lotta contro la sclerosi multipla.

Ex Manifatture del Circeo, il progetto della Giafra a Cisterna è ancora in alto mare

“Manca soltanto una firma”, si legge su un periodico locale con l’evidente intento di fare pressione per una rapida definizione dell’iter del progetto per la realizzazione di un enorme centro commerciale sulla Pontina, nell’area della ex Manifatture del Circeo a ridosso del Canale Mussolini, in territorio del comune di Cisterna. In realtà, per la chiusura dell’iter che dovrebbe portare al rilascio del permesso di costruire, di firme ne mancano più di una, forse tre, addirittura quattro, e tutte sostanziali, importanti.

Specie dopo che la vicenda che si protrae ormai da quindici anni su quel sito industriale è finita al centro del caso giudiziario sul cosiddetto “sistema Cisterna”, uno scenario interamente occupato dalla gestione della materia urbanistica.

Il sito della ex Manifatture del Circeo, dopo essere finito nelle mani della società Adogi che faceva capo a Fabrizio Perrozzi, viene sequestrato nel 2013 insieme agli altri beni dell’imprenditore di Cisterna, e nel 2015 subisce la confisca di primo grado. Due anni dopo, nell’aprile 2017, interviene la confisca di secondo grado e da quel momento la gestione del bene passa nelle mani dell’Agenzia per i Beni Sequestrati e Confiscati, che opera attraverso un coadiutore che per legge è l’amministratore giudiziario già nominato dal Tribunale all’indomani del primo sequestro.

Ed è dal coadiutore, il commercialista di Latina Efrem Romagnoli, che l’Agenzia viene a sapere dell’esistenza di un contratto preliminare di compravendita sottoscritto nel 2011, prima dl sequestro, tra la Adogi di Perrozzi e la Giafra di Mario Stradaioli e Cataldo Piccarreta. Quel contratto era stato “congelato” dal giudice delegato e sottoposto a condizione sospensiva, condizione successivamente prorogata in attesa degli esiti dell’azione giudiziaria. “Noi abbiamo ritenuto opportuno metterci nel solco dell’autorità giudiziaria e continuare a concedere ulteriori proroghe di sospensione del contratto, su indicazione del coadiutore” – spiega agli investigatori della Guardia di Finanza di Latina il dirigente dell’Ufficio aziende sequestrate e confiscate Giampaolo Capasso quando il 25 giugno 2024 viene chiamato a riferire come persona informata dei fatti – “Di fronte alle richieste di proroga provenienti dalla società Giafra, non essendo mai emersi elementi di controindicazioni, l’Agenzia ha concesso le proroghe, e nel 2018 ha anche autorizzato la Giafra a procedere alla registrazione presso l’Agenzia delle Entrate del contratto preliminare di compravendita immobiliare stipulato con la Adogi. Quella – ha aggiunto Capasso agli investigatori – era la condizione necessaria per ottenere il cambio di destinazione d’uso del sito industriale”.

Nei verbali dell’audizione del dottor Capasso non ce n’è traccia, ma quelle proroghe, giustificate e comprensibili all’indomani del primo sequestro, ma difficili da comprendere dopo la confisca definitiva che ha decretato il passaggio di proprietà del bene allo Stato, hanno finito per costituire una sorta di diritto di prelazione in favore della Giafra sul destino futuro del sito industriale.

E infatti, all’indomani dell’avvenuta registrazione di quel preliminare all’Agenzia delle Entrate, Mario Stradaioli e soci, in veste di compromissari, hanno potuto presentare al Comune di Cisterna un progetto in variante al Piano regolatore per la realizzazione di un imponente centro commerciale in quell’area industriale dismessa.

Nel dicembre 2025, il Consiglio comunale di Cisterna approva una delibera che mette nero su banco la disponibilità dell’amministrazione a sottoscrivere un contratto di convenzione con la Giafra, atto preliminare per i successivi passaggi conclusivi di un iter interminabile. La grancassa della propaganda esplode: . Niente di più lontano dalla realtà.

Il compromissario ha potuto presentare il progetto, ma il titolo edilizio, il permesso a costruire, può essere rilasciato soltanto al proprietario dell’area su cui insiste il progetto. E Giafra non è proprietaria del sito. Il proprietario dell’area è attualmente lo Stato, ma l’Agenzia per i Beni Sequestrati e Confiscati dovrà decidere se cedere il bene o meno, e per farlo dovrà intanto riunire il Consiglio di Amministrazione; avere una forte motivazione di pubblica utilità e rilevanza; avere di fronte tutte le carte necessarie per poter procedere ad una eventuale cessione in favore della Giafra, a cominciare dal rilascio del PAUR da parte della Regione Lazio; avere contezza dell’avvenuto rilascio del cambio di destinazione d’uso da industriale a commerciale dell’area della ex Manifatture del Circeo; avere certezza dell’avvenuta stipula del contratto di convenzione tra Comune di Cisterna e Giafra.

Non manca una firma, siamo in alto mare. Un mare agitato, perché di pubblica utilità, come impone lo Statuto dell’Agenzia per i Beni Sequestrati e Confiscati alla Mafia quando deve cedere uno dei beni di cui dispone, non se ne vede molta intorno a quel progetto che dovrebbe mettere al mondo il più grande centro commerciale della provincia di Latina. E non può bastare un boschetto di un ettaro o due, contrabbandato per parco naturalistico, a mettere su un piano di equilibrio il business privato e l’interesse pubblico.

Non sarà agevole per il Consiglio di amministrazione dell’Agenzia per i Beni Sequestrati assumere su di sé la responsabilità di una cessione che non sembra perfettamente in linea con le finalità istituzionali di un organismo creato per ripristinare con il massimo rigore la legalità laddove sia venuta meno.

Latina Basket, ufficiale l’addio di Gramenzi: il coach lascia il club nerazzurro

La Benacquista Assicurazioni Latina Basket e Coach Franco Gramenzi si salutano. Dopo un’annata intensa, vissuta tra grandi risultati sportivi, importanti difficoltà logistiche e la conquista dei playoff promozione (corsa terminata con la sconfitta contro Treviglio) il tecnico ha deciso di intraprendere una strada diversa.

“È stata davvero una stagione importante. Sono tornato a Latina con grandissimo entusiasmo, convinto di poter contribuire a un progetto nel quale ho sempre creduto molto – ha sottolineato l’allenatore – Nonostante tutte le difficoltà affrontate durante l’anno, questa squadra ha fatto qualcosa di straordinario. Abbiamo disputato praticamente tutta la stagione lontano da casa, giocando sempre in trasferta e affrontando sacrifici enormi sotto ogni punto di vista. Eppure il gruppo ha sempre risposto presente, con serietà, impegno e spirito di appartenenza. I ragazzi hanno disputato un campionato eccezionale, arrivando a competere fino all’ultima gara contro realtà importanti e strutturate. È chiaro che per chi fa questo mestiere diventa difficile non poter avere un vero punto di riferimento nella propria città. Latina merita uno spazio adeguato per il basket e per tutto ciò che questa società rappresenta a livello sportivo e sociale. Oggi è un momento molto triste per me, perché lascio persone alle quali voglio veramente bene”.

Con la famiglia Benacquista c’è un legame che va oltre il basket e che porterò sempre con me. Proprio per il rispetto che nutro verso questa società e verso me stesso, credo sia giusto fare una scelta diversa in questo momento della mia carriera. Voglio ringraziare pubblicamente tutti: i giocatori, che hanno fatto un lavoro straordinario, tutto lo staff tecnico, medico e organizzativo, i collaboratori, gli operatori e tutte le persone che hanno lavorato quotidianamente con grande passione e professionalità. Un pensiero speciale va ai tifosi che ci hanno seguito con passione durante tutto l’anno. So bene quanti sacrifici siano stati necessari per starci vicino in una stagione vissuta lontano da una vera casa e con continui spostamenti. Il loro sostegno, anche nei momenti più difficili, non è mai mancato e per questo li ringrazio di cuore.  Un ringraziamento particolare va alla famiglia Benacquista, che continua a investire con enorme impegno non solo nella prima squadra, ma anche nei giovani, nel settore giovanile e nel basket in carrozzina, portando avanti un progetto umano e sociale di grandissimo valore. Mi auguro davvero che attorno a questa realtà possa crescere sempre di più il sostegno di tutto il territorio, perché per costruire qualcosa di importante serve l’impegno di tutti. Porterò Latina e questa esperienza sempre con me. E quando smetterò di allenare, se vorranno, sarò sempre pronto a dare una mano a questa famiglia cui sono profondamente legato”.

La società, nelle parole del Presidente Commendator Lucio Benacquista, ha rivolto a Franco Gramenzi il più sincero ringraziamento per il lavoro svolto, per la professionalità dimostrata e per il contributo umano e tecnico lasciato in questa stagione vissuta insieme: “A nome della società desidero ringraziare Franco Gramenzi per il lavoro svolto e per la professionalità che ha sempre dimostrato nei confronti della nostra realtà. In questa stagione ha guidato la squadra con competenza, passione e grande senso di responsabilità, contribuendo a un percorso sportivo importante e alla crescita di tanti giocatori. Con Franco ci lega un rapporto costruito negli anni, fondato sulla stima reciproca e sul rispetto umano oltre che professionale. Comprendiamo la sua decisione e la rispettiamo, pur con il dispiacere di non poter proseguire insieme questo percorso. Gli rivolgiamo i nostri più sinceri auguri per il futuro, sia dal punto di vista professionale che personale, con la certezza che le porte della famiglia Benacquista Latina Basket resteranno sempre aperte per lui”.

Da Latina all’omicidio di Porcia: un padre muore per difendere la figlia

La vittima aveva 59 anni, l’aggressore è l’ex compagno della donna, originario di Latina. Il contesto, purtroppo è quello di tanti altri fatti di cronaca nera, dove le protagoniste di queste storie sono sempre donne minacciate, perseguitate o aggredite. Cambiano i luoghi, ma il copione sembra sempre lo stesso: relazioni finite male, tensioni che degenerano e famiglie travolte dalla violenza.

L’ultimo dramma si è consumato in Friuli Venezia Giulia, a Porcia, in provincia di Pordenone, dove un uomo di 59 anni ha perso la vita nel tentativo di proteggere la figlia durante una violenta lite con l’ex compagno della donna di dieci anni più giovane. Una vicenda che ha scosso l’intero Paese e che richiama alla memoria episodi analoghi.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, e riportato dai media nazionali, la donna, si trovava in casa quando l’ex compagno, con cui ormai erano praticamente separati pur condividendo lo stesso tetto, si è presentato iniziando una discussione che è precipitata nel giro di pochi minuti. La donna, temendo oltre che per sé per i figli, avrebbe chiamato il genitore che abitava non molto distante.

Un colpo alla testa, scaturito durante l’accesa discussione tra i due uomini sarebbe stato quello fatale. Inutili i tentativi di rianimare il 59enne.

L’aggressore, però è rimasto a sua volta ferito ed è stato trasportato in ospedale. Agli investigatori avrebbe sostenuto di aver agito per legittima difesa, ma pare si sia trattato di una simulazione inscenata dall’uomo dopo aver capito della morte del suo ex suocero.

Fondi celebra la Festa della Repubblica: un reading dedicato ai valori della Costituzione

Un viaggio tra parole, memoria e partecipazione per riscoprire le radici della democrazia italiana. In occasione della Festa della Repubblica, Fondi ospiterà martedì 2 giugno alle ore 21, nella Sala Lizzani del Complesso di San Domenico, il reading “La Costituzione a voce alta”, appuntamento culturale dedicato all’ottantesimo anniversario della nascita della Repubblica.

L’iniziativa, promossa dalla sezione ANPI “Pietro Ingrao”, dall’associazione Obiettivo Comune e dall’ARS Arte Ricerca Sperimentazione, nasce con l’obiettivo di riportare al centro del dibattito pubblico il significato e l’attualità della Carta costituzionale.

La serata ripercorrerà le tappe che portarono al referendum del 1946, quando gli italiani furono chiamati a scegliere tra monarchia e Repubblica e, per la prima volta, anche le donne esercitarono il diritto di voto. Da quella svolta storica prese forma il percorso che avrebbe condotto alla Costituzione, ancora oggi fondamento della vita democratica del Paese.

Attraverso letture, immagini, testimonianze storiche e momenti musicali, il pubblico sarà accompagnato in un racconto che intreccia principi costituzionali, vicende umane e impegno civile. Uno spazio particolare sarà dedicato alle ventuno Madri Costituenti, protagoniste spesso poco conosciute ma decisive nella costruzione dell’Italia repubblicana.

L’evento rappresenta anche l’evoluzione di un progetto già sperimentato con successo durante la manifestazione “Venti a Palazzo”, che nei mesi scorsi aveva raccolto un’ampia partecipazione di pubblico.

Le letture saranno affidate ai volontari delle associazioni promotrici, mentre l’accompagnamento musicale sarà curato da Sandro Sposito e Antonietta Caporiccio. Nel programma anche contributi originali firmati da Simone Nardone.

L’iniziativa, patrocinata dal Parco Naturale Regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi e dalla Casa della Cultura, è aperta alla cittadinanza e si propone come un momento di riflessione collettiva sul valore della partecipazione democratica e dei diritti sanciti dalla Costituzione.

Kenya, incendio in un collegio femminile: le studentesse si lanciano dalle finestre. 16 morte e 74 ferite

Una tragedia ha colpito il Kenya, dove un devastante incendio scoppiato in un collegio femminile ha provocato la morte di almeno 16 studentesse e il ferimento di altre 74. Il dramma si è consumato nella notte all’interno della Utumishi Girls School di Gilgil, località situata a circa 120 chilometri da Nairobi.

Secondo le prime ricostruzioni, le fiamme sarebbero divampate intorno all’una di notte nel dormitorio che ospitava oltre 220 ragazze. In pochi minuti il fuoco ha avvolto parte della struttura mentre la maggior parte delle studentesse stava dormendo, scatenando scene di panico e disperazione.

Molte giovani hanno cercato di mettersi in salvo fuggendo all’esterno dell’edificio, mentre alcune, secondo le testimonianze raccolte sul posto, si sarebbero lanciate dalle finestre dei piani superiori pur di sfuggire alle fiamme. Diversi feriti avrebbero riportato fratture e traumi causati proprio dalla precipitosa fuga.

Sul luogo della tragedia sono intervenuti i vigili del fuoco, le forze dell’ordine e i soccorritori della Croce Rossa del Kenya, impegnati nell’assistenza alle vittime e ai loro familiari. Le autorità hanno isolato l’area dell’istituto consentendo l’accesso soltanto ai parenti delle studentesse coinvolte.

Resta ancora da chiarire l’origine dell’incendio. Gli investigatori hanno avviato gli accertamenti per stabilire le cause che hanno provocato il rogo e verificare eventuali responsabilità legate alle condizioni di sicurezza della struttura scolastica.

Mancata consegna della corrispondenza a Minturno, interviene anche la CISL

Anche la SLP CISL scende in campo per chiarire la vicenda relativa alla mancata consegna della corrispondenza a Minturno, fatto sollevato da un volantino affisso su un palo di una strada, nel quale c’era un messaggio per il postino “Siamo ancora vivi. Consegnateci la nostra posta”. Una vicenda che aveva denunciato la CGIL, che aveva puntato l’indice contro la riduzione del personale e le difficoltà del Centro distribuzione di Formia. 

Daniele Sperlonga, segretario provinciale della CISL, si schiera al fianco dei lavoratori sempre al fianco dei lavoratori e della verità dei fatti, non nascondendo la sorpresa nel “leggere ancora una volta dichiarazioni che finiscono, direttamente o indirettamente, per scaricare responsabilità sui lavoratori, che invece rappresentano la vera parte lesa di questa situazione. I portalettere – ha precisato il sindacalista – stanno continuando a garantire il servizio in condizioni sempre più difficili, affrontando quotidianamente carichi di lavoro importanti, territori vastissimi, problematiche logistiche e criticità strutturali che certamente non dipendono da loro. Far passare il messaggio che il personale “non riesca a governare” il servizio o che il lavoro svolto non sia congruo rischia solo di delegittimare chi ogni giorno, con sacrificio, cerca di dare risposte ai cittadini. Se davvero si vuole affrontare il problema, occorre smetterla con comunicati utili soltanto a creare tensione e destabilizzazione. Servono invece confronto serio, proposte concrete e responsabilità condivise da parte di tutti gli attori coinvolti. La situazione di Minturno ne è un esempio evidente. Il cartello apparso in via Bonomo, con il messaggio rivolto ai postini, fotografa certamente un disagio dell’utenza, ma evidenzia anche un altro problema che nessuno vuole affrontare: la questione della toponomastica. In quella zona il nome della via risulta modificato ormai da circa due anni, ma molti utenti non hanno ancora provveduto ad aggiornare indirizzi, utenze, riferimenti anagrafici e dati collegati alla corrispondenza. La posta continua ad arrivare con indirizzo via Pietro Fedele. A questo si aggiungono spesso cassette prive di indicazioni corrette o riferimenti insufficienti. È evidente che un portalettere, soprattutto quando opera temporaneamente su una zona o vi viene applicato da poco tempo, non può colmare da solo lacune amministrative e criticità territoriali che dovrebbero essere affrontate dal Comune e dagli enti competenti. Ognuno deve fare la propria parte: il Comune deve garantire una toponomastica aggiornata e chiara, i cittadini devono regolarizzare i propri riferimenti postali e il sindacato dovrebbe sedersi ai tavoli per individuare soluzioni reali, anziché limitarsi ad attaccare un sistema già sotto pressione. Troppo semplice puntare il dito senza contribuire concretamente a risolvere i problemi. Ancora più grave è far ricadere tutto sui lavoratori, che continuano invece a garantire il servizio con professionalità e senso di responsabilità, nonostante le enormi difficoltà operative quotidiane.”

Incidente sull’Appia, sbanda con l’auto alle porte di Latina e provoca un frontale

Uno scontro frontale tra due veicoli è avvenuto nel primo pomeriggio di sabato al chilometro 62,6 della strada statale Appia in località Casal delle Palme, alla periferia di Latina.

In circostanze ancora in fase di ricostruzione da parte della Polizia Locale, una donna alla guida della propria auto una Kia Rio ha progressivamente sbandato verso la corsia di marcia opposta mentre viaggiava verso sud. In quel momento, in direzione contraria, sopraggiungeva un van Mercedes Vito, il cui conducente ha cercato di rallentare il più possibile e accostare sul lato destro della carreggiata, ma l’impatto è stato inevitabile.

Entrambi i veicoli procedevano con velocità moderata, quindi nessuno dei conducente ha riportato particolari conseguenze, tantomeno i passeggeri del pulmino.

La donna che sedeva al volante della vettura comunque è stata soccorsa dal personale sanitario di un’ambulanza in stato di shock. Sulla causa dell’incidente sono ancora in corso gli accertamenti della Polizia Locale, intervenuta con più pattuglie per i rilievi e per gestire il traffico. Non sono mancati infatti i disagi per la viabilità fino alla rimozione dei mezzi coinvolti nel sinistro.

Trovata dalla madre ferita e in un lago di sangue, 40enne muore dopo ore di agonia: inutile la corsa in ospedale

Una donna di 40 anni è morta dopo essere stata trovata priva di sensi all’interno della propria abitazione con gravi ferite. La tragedia si è consumata a Milano, dove la donna è stata soccorsa e trasportata d’urgenza all’ospedale Niguarda, ma è deceduta poche ore dopo il ricovero a causa delle lesioni riportate.

A dare l’allarme sarebbe stata la madre che, rientrando in casa, ha scoperto la figlia in condizioni critiche e ha immediatamente contattato i soccorsi.

Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118, supportati anche dall’elisoccorso, oltre ai carabinieri, alla polizia locale e agli specialisti della Scientifica che hanno effettuato i rilievi necessari per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti.

Secondo le prime informazioni raccolte dagli investigatori, l’ipotesi prevalente sarebbe quella di un gesto compiuto autonomamente dalla donna con un coltello. Al momento, infatti, gli accertamenti escluderebbero la presenza di altre persone all’interno dell’abitazione al momento del ferimento.

Le indagini proseguono per chiarire ogni aspetto della vicenda e ricostruire con precisione quanto accaduto nelle ore precedenti al drammatico ritrovamento.

Coltello in palestra, scatta il Daspo urbano: due anni di stop per un residente di Fondi

Trovato con un coltello a farfalla all’interno di una palestra aperta al pubblico, oltre alla denuncia dovrà ora fare i conti anche con una misura di prevenzione personale.

Il Questore di Latina ha infatti emesso un D.AC.Ur. (Divieto di Accesso alle Aree Urbane) nei confronti di un cittadino indiano residente a Fondi, ritenuto responsabile di una condotta considerata potenzialmente pericolosa per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Il provvedimento trae origine da un episodio avvenuto nei mesi scorsi nel territorio fondano, quando l’uomo venne sorpreso in possesso di un coltello a farfalla con una lama di circa dieci centimetri all’interno di una palestra. Per quell’episodio era scattata la denuncia all’Autorità Giudiziaria per violazione della normativa in materia di armi.

Successivamente la Divisione Anticrimine della Questura ha avviato gli approfondimenti necessari per valutare l’adozione di misure preventive. Al termine dell’istruttoria, il Questore ha disposto nei confronti dell’uomo il divieto di accesso e stazionamento per due anni in locali pubblici, esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e luoghi di intrattenimento presenti in una specifica area del comune di Fondi.