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“Mi manda RaiTre” torna sul caso di Sara Roncucci, la 31enne deceduta dopo un intervento di by-pass gastrico

A quasi sei anni dalla tragedia nei suoi familiari resta ancora tanta rabbia, ma anche la fondata speranza di ottenere finalmente giustizia almeno in sede civile. Nella puntata di domenica 9 ottobre, dedicata ai rischi della chirurgia bariatrica, gli interventi per dimagrire, più che triplicati nell’ultimo decennio in Italia (dai 7.214 del 2011 ai 22.469 del 2021), “Mi Manda Rai Tre”, la nota trasmissione del servizio pubblico condotta da Federico Russo, è tornata e ha fatto il punto sul caso di Sara Roncucci, la mamma di soli 31 anni, originaria di Sinalunga, nel Senese, ma residente a Latina, deceduta dopo un’operazione di mini by-pass gastrico a cui si era sottoposta presso l’ospedale “Le Scotte” di Siena il 2 settembre 2016. In collegamento da Sinalunga, la drammatica vicenda della giovane è stata ripercorsa dalla sorella Sabrina e dall’avv. Marco Frigo, del foro di Padova, che assiste i familiari della vittima unitamente a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini. Sabrina ha spiegato come sia lei sia il fratello si fossero già sottoposti allo stesso intervento, sempre a Siena, per contrastare il loro problema genetico di obesità, intervento che era riuscito, ragion per cui anche Sara, dopo aver tentato inutilmente per anni con diete varie, aveva deciso con una certa tranquillità, visto le esperienze positive dei suoi cari, di fare altrettanto. Ma qualcosa è andato storto, anzi si è trattato di una concatenazione di eventi avversi.

La ricostruzione degli avvenimenti

Come ha riassunto l’avv. Frigo, sulla base degli accertamenti della Procura e anche del procedimento civile, “Sara dopo sei giorni dall’intervento, l’8 settembre, viene dimessa, torna a casa ma inizia ad avere dolori all’addome sempre più intensi. È successo che ha ceduto una graffetta, banalmente un punto di sutura, e ciò ha innescato una serie di problematiche emorragiche e di setticemia”. “Quando Sara ci riferiva dei suoi dolori, essendoci passati anche io e mio fratello abbiamo capito subito che qualcosa non andava: noi non avevamo subito alcuna conseguenza simile. E le abbiamo detto di rivolgersi subito al Pronto Soccorso” ha aggiunto Sabrina Roncucci. Infatti Sara già la mattina del 9 settembre 2016, il giorno dopo le dimissioni, si reca al Pronto Soccorso dell’ospedale di Latina, “ma qui l’hanno rimandata a casa e il ritardato intervento le sarà fatale” ha proseguito il legale: i medici infatti l’hanno dimessa con la diagnosi “dolori addominali in paziente con recente intervento di mini by-pass gastrico” prescrivendole dei semplici analgesici e non approfondendo l’origine dei dolori dovuti all’emorragia in corso, pur essendo a conoscenza dell’operazione appena subita e delle sue possibili complicanze.

Quando l’indomani, 9 settembre, in preda a terribili algie addominali, la trentunenne viene riportata da casa in ambulanza al Pronto Soccorso del Santa Maria Goretti, “ormai la situazione è compromessa” ha concluso Frigo: stavolta i dottori diagnosticano l’emiperitoneo, la sottopongono a un intervento chirurgico laparotomico in emergenza e la trasferiscono in Rianimazione con la diagnosi “shock emorragico”, ma Sara subisce un arresto cardiaco riportando gravi danni cerebrali da cui non si riprenderà più. Morirà il 27 dicembre 2016 dopo una crisi polmonare nella casa di cura “Habilita” di Zigonia di Ciserano, in provincia di Bergamo, dove, in stato di coma permanente, stava effettuando la riabilitazione neurologica, lasciando nel dolore e nella disperazione due figli minori, che oggi hanno 8 e 17 anni, il compagno, i genitori, il fratello e la sorella: il papà di Sara è mancato 4 anni fa senza almeno la soddisfazione di avere un po’ di giustizia. 

L’iter processuale

I congiunti della vittima, dopo il decesso, si sono affidati a Studio3A che li ha seguiti in tutti questi anni e li sta sostenendo tuttora nella loro lunga battaglia, e hanno presentato un esposto alla magistratura, con la conseguente apertura di un procedimento penale per omicidio colposo da parte della Procura di Bergamo, che ha indagato 25 medici di tutte e tre le strutture coinvolte. Alla fine, tuttavia, il fascicolo è stato archiviato e non perché non fossero emerse gravi responsabilità mediche. Il consulente tecnico medico legale nominato dal Sostituto Procuratore aveva imputato ai sanitari, con particolare riferimento al primo accesso al Pronto Soccorso di Latina, “scostamenti rispetto alle linee guida e alle buone pratiche raccomandate dalla comunità scientifica e incongruenze rispetto alla gestione sanitaria attesa, che avrebbe dovuto essere più serrata e tempestiva. Un’ipotetica, diversa gestione del caso avrebbe probabilmente consentito di evitare l’arresto cardiaco, che diede luogo alla grave sofferenza encefalica e alla vicenda clinica che ne conseguì, e che si concluse con il decesso della paziente”. Il Ctu tuttavia non ha ritenuto possibile  “quantificare tale probabilità e dimostrare che sarebbe stata prossima a una ragionevole certezza”, condizione richiesta in sede penale per comminare una condanna.

Diverso il discorso in sede civile, dov’è richiesto non “l’oltre ogni ragionevole dubbio” ma il “più probabile che non”, e quindi Studio3A e i familiari, dopo aver esperito un Accertamento Tecnico Preventivo, hanno deciso di procedere con una più che fondata citazione in causa avanti il Tribunale Civile di Latina nei confronti delle Aziende Ospedaliere di Latina e di Siena. I medici legali nominati in sede di Atp dal giudice, dott. Alfonso Paccialli, il Prof. Nicola Piccardi e la dott.ssa Daniela Lucidi, hanno infatti confermato svariati elementi di malcractice medica. Più precisamente, secondo i due Ctu non è stata “opportuna” la decisione dei medici senesi di dimettere la paziente “in sesta giornata post operatoria in quanto doveva affrontare un lungo viaggio di trasferimento”, a Latina, e inoltre “non fu data la necessaria attenzione al calo dell’emoglobina” durante il ricovero. “L’inopportunità di questa dimissione troppo precoce, anche se non costituisce una negligenza, fu certamente un’imprudenza, anche tenendo presente che, come ampiamente noto nell’esperienza clinica, la possibile perforazione di un punto di sutura ischemico si verifica proprio a partire dal settimo giorno postoperatorio. Fu imprudente non continuare a monitorare in osservazione la paziente prima di dimetterla in tranquillità” concludono i Ctu. Anche se il direttore generale dell’Asl di Siena, dott. Antonio Davide Baretta, intervenuto a sua volta in trasmissione in collegamento dalla sede Rai della Toscana, ha sostenuto che “questa tipologia di pazienti hanno una degenza media di tre giorni, nello specifico abbiamo trattenuto Sara Roncucci anche più a lungo in quanto proveniente da fuori regione e sapendo che voleva tornare subito a casa a Latina, nonostante gli esami fossero a posto già dopo il secondo giorno. Abbiamo seguito quelle che sono le linee guida della società italiana di Chirurgia bariatrica”.

Ma i due consulenti tecnici del Tribunale censurano anche e soprattutto l’operato dei medici che hanno seguito Sara in occasione del primo accesso al Pronto Soccorso di Latina, “i quali, previo esame Tac, hanno dimesso la paziente prescrivendo un potente antidolorifico, trascurando l’anomalia di alcuni parametri (frequenza cardiaca a 120, temperatura a 37,7 gradi)  e senza eseguire un adeguato esame anamnestico e obiettivo dell’addome della paziente” appena operata. “Se si fossero seguiti correttamente gli esami clinici, la paziente non sarebbe stata dimessa, ma quanto meno avrebbe dovuto essere trattenuta in osservazione”. Per inciso, l’Asl di Latina, che era stata invitata in trasmissione, ha fatto pervenire a “Mi Manda Rai Tre” una “stringata nota” letta dal conduttore in cui l’azienda fa sapere di non ritenere opportuno rilasciare alcuna dichiarazione a fronte di un procedimento in corso. La prossima udienza del processo, giudice dott.ssa Maika Marini, che sarà ancora lungo, è fissata per il 17 gennaio 2023, ma i familiari di Sara confidano di poterle dare finalmente, almeno in sede civile, quella giustizia che le è stata preclusa in sede penale, ottenendo anche quella assunzione di responsabilità da parte delle strutture sanitarie che sin qui è sempre mancata, nonostante le evidenze. “Oggi – ha concluso Sabrina Roncucci – c’è la rabbia che Sara non ce l’abbia fatta a superare un intervento che io e mio fratello abbiamo effettuato senza problemi e che pure dovrebbe essere ormai di routine”.

Il link per rivedere la puntata integrale

Violenza sulla compagna e poi contro i poliziotti: arrestato 20enne

Un equipaggio della Squadra Volante della Questura di Latina è stato chiamato ad intervenire, ieri pomeriggio per una violenta lite in famiglia. Ad allertare le forze dell’ordine la vittima, che ha chiamato il NUE 112. Una volta giunti sul posto, gli agenti notavano un giovane, indicato dalla donna che aveva richiesto l’intervento della polizia, che tentava di allontanarsi frettolosamente. Una volta raggiunto dai poliziotti, però, dava in escandescenza insultando pesantemente ed assumendo un atteggiamento violento nei confronti degli operatori: calci, pugni, tirate di capelli e tentativi di prenderli a morsi, evidentemente per cercare di assicurarsi la fuga.

Gli stessi agenti chiedevano l’intervento di pattuglia di rinforzo. Solo così si riusciva ad immobilizzare l’uomo ed ad accompagnarlo presso gli uffici della Questura. Successivamente veniva accertato, in sede di denuncia presentata dalla compagna del ragazzo, che lo stesso si era reso responsabile di una serie di maltrattamenti, fisici e psicologici, commessi nei confronti della donna nel corso della loro relazione sentimentale.

Presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale S.M. Goretti, alla giovane ragazza veniva diagnosticato un trauma cranico e contusioni multiple giudicate guaribili in 10 giorni.

Al termine delle formalità di rito, il giovane, di anni 20, è stato tratto in arresto per i reati di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali aggravate, violenza, minaccia e resistenza a Pubblico Ufficiale e posto in regime di custodia domiciliare in un’abitazione diversa da quella familiare, come disposto dalla competente Autorità giudiziaria.

Volley A3, Sabaudia cede in trasferta con il Tuscania nel debutto stagionale

Il Sabaudia Pallavolo cede in tre set in casa del Tuscania nel match di debutto del campionato di pallavolo maschile di serie A3: la formazione pontina non riesce a strappare nemmeno un set alla compagine viterbese che, davanti al pubblico del palazzetto dello sport di Montefiascone, si prende il primo set 25-18, replica nel secondo 25-20 e chiude i conti con il 25-19 del terzo spicchio di partita durata complessivamente un’ora e mezza. «Abbiamo giocato alla pari per lunghi tratti sia nel primo sia nel secondo parziale con i nostri avversari molto bravi soprattutto negli scambi finali a sfruttare al meglio alcune situazioni di gioco sulle quali noi dobbiamo ancora crescere e migliorare – spiega coach Marco Saccucci a fine partita – Le prime giornate servono soprattutto per capire quali sono i nostri punti di forza e anche cosa fare meglio, queste informazioni dovranno già portarci a correggere e migliorare già dalla prossima partita casalinga con il Napoli».

In avvio coach Saccucci ha schierato il suo Sabaudia con Schettino in regia opposto a Rossato, centrali Tognoni e Molinari, laterali Zornetta e De Paola con Meglio libero, poi nel corso del match coach Saccucci ha dato spazio al resto della panchina a sua disposizione. Dall’altra parte della rete il Tuscania ha replicato con Leoni in regia e Onwuelo opposto, Festi e Aprile centrali, Sacripanti e Corrado laterali e Sorgente libero. «È stata una partita dura, contro una squadra che ha spinto moltissimo in battuta e hanno di conseguenza avuto le cose facili in fase break e a muro mentre non siamo stati bravi di migliorare la situazione durante il corso della gara con gli altri fondamentali, ora bisogna ripartire in allenamento e provare a migliorarci» ha aggiunto capitan Stefano Schettino.

Dopo l’iniziale equilibrio (7-8 e 8-8) la prima fetta di match la sblocca Tuscania grazie a Onwuelo che con il servizio manda in difficoltà la ricezione del Sabaudia fino all’11-8: Tuscania mantiene il vantaggio fino alla metà del set (17-17) poi è ancora l’opposto ex Top Volley in Superlega, sempre dai nove metri, che consente ai padroni di casa di portarsi sul 22-17 preludio al 25/18. Anche il secondo set è piuttosto equilibrato, almeno fino al 13 pari, poi il Tuscania accelera, sempre con Onwuelo dai nove metri, fino a portarsi a un vantaggio di cinque lunghezze che costringe coach Saccucci a chiamare il secondo time out (23-18) con il Sabaudia che poi torna in campo e cede 25-20. Nel terzo spicchio di gara l’avvio è sempre piuttosto combattuto poi il Tuscania è avanti 8-6, un vantaggio che verrà legittimato poi nel corso del parziale (16-11 e 21-16). Domenica prossima, al PalaVitaletti alle 18:00, il Sabaudia Pallavolo riceverà la visita del QuantWare Napoli nel debutto casalingo.

Il tabellino

MAURY’S COM CAVI TUSCANIA – SABAUDIA PALLAVOLO 3-0
MAURY’S COM CAVI TUSCANIA: Stamegna, Leoni, Festi 10, Ruffo, Menchetti, Cipolloni Save, Sorgente (cap), Sacripanti 8, Corrado 13, Aprile 4, Onwuelo 14, Quadraroli, Licitra, Borzacconi. All. Passaro. 2 All. Barbanti. Ass. Perez Moreno.
SABAUDIA PALLAVOLO: Mastracci, Meglio, De Paola 7, Rossato 7, Catinelli, Molinari 3, Tognoni 4, Zornetta 14, Rondoni, Schettino (cap), Malvestiti 1, De Vito. All. Saccucci, 2 All. Martini.
Parziali: 25-18, 25-20, 25-19
Arbitri: Deborah Proietti – Giorgia Adamo

Cisterna – Ripresi i lavori per la realizzazione della pista ciclopedonale

Sono ripartiti la scorsa settimana i lavori per la realizzazione della pista ciclopedonale di via Appia Nord, nel tratto compreso tra Collina dei Pini e il parcheggio fotovoltaico di Corso Repubblica. Partita speditamente, l’opera ha avuto una battuta di arresto a causa di una serie di problematiche emerse nel corso dei lavori. Ad esempio le radici degli alberi, oltre ad aver reso impraticabile alcuni tratti della pavimentazione dei marciapiedi e creato pericolosi avvallamenti sui margini della sede stradale, hanno creato crepe e fratture alle tubazioni di scarico sotto il massetto, con conseguenti perdite e infiltrazioni di acqua.

Questa ed altre criticità hanno reso necessario delle modifiche tecniche e l’attuazione di interventi non previsti determinando una variazione del contratto che tuttavia, attraverso una rimodulazione progettuale, non ha subito modifiche negli importi. “Con la ripresa dei lavori – afferma l’assessore ai Lavori Pubblici, Andrea Santilli – la pista ciclopedonale si avvia verso la sua conclusione. Purtroppo ci sono stati degli imprevisti, ora risolti, e da parte della ditta un ritardo nella consegna degli elaborati necessari all’approvazione della variante. Tuttavia siamo rimasti all’interno del budget di spesa e dei tempi di consegna dell’opera.

Abbiamo inoltre dato disposizioni affinché i lavori non creino disagi in occasione delle giornate dedicate alla commemorazione dei defunti.”

Riunione in comune tra il Sindaco e gli studenti dell’Istituto Nautico

I ragazzi del Nautico sotto il Comune di Anzio

Era stata fissata dalla scorsa settimana la riunione di oggi, alle 11 a Villa Sarsina tra il Sindaco di Anzio Candido De Angelis, la Dirigenza scolastica, il provveditorato agli studi, Area metropolitana e gli studenti del Nautico, ancora in cerca di soluzioni idonee ad avere una sede e un orario scolastico adeguati dopo la decisione di lasciare l’ex Pretura per motivi legati alla sicurezza.
Area metropolita questa mattina alle 10 ha comunicato che non sarebbe stato presente alcun delegato, un vero smacco se si considera che il nautico è di competenza della Ex Provincia che non sembra impegnarsi con sforzi adeguato per trovare soluzioni che riguardano centinai di studenti e famiglie. La speranza è che sia garantito almeno un confronto a distanza.
Questa mattina, per presidiare l’incontro, è stato previsto un grande dispiegamento di forze di polizia sotto il palazzo comunale. I Carabinieri di Anzio e due mezzi antisommossa della Polizia di Stato ai cancelli e nel piazzale del Comune hanno atteso l’arrivo dei ragazzi che, pacificamente come l’ultima volta, hanno manifestato con la loro presenza e con una serie di cartelli il disagio che stanno vivendo. Si spera che, dalla riunione si esca con delle soluzioni che facilitino la vita degli studenti e delle loro famiglie.

Motori, il team Seven Motorsport di Latina fa l’en plein di titoli regionali

Nella penultima tappa del campionato regione laziale sulla pista di Artena (Roma) il team Seven Motorsport motoclub Lazio di Latina fa incetta di titoli. Ancor prima dell’ultima tappa che cade proprio sul circuito di casa, il crossdromo di Borgo Santa Maria, domenica 23 ottobre.

Alla fine un entusiasmo difficile da contenere per tutto il team, una profonda gioia equamente divisa tra i piloti e il manager Simone Paolucci più i tecnici Daniele Bricca e Felice Compagnone, che hanno allestito una squadra altamente competitiva.

Ha corso per onore di firma e concessa la passerella, ma nella classe 65 cadetti il principe Davide Rossi che aveva già vinto il titolo regionale nella tappa di Rignano Flaminio ha voluto dimostrare ce ne fosse necessità che è lui l’assoluto dominatore: 14 gare e 14 primi posti per l’en plein di 3.600 punti, relegando a ruolo di subalterni i pur validissimi competitor Riccardo Ricci, Simone Proietti e Mattia Ceci, superati ad Artena da Claudio Portello e Diego Medina.

Nella categoria 65 debuttanti ce l’ha fatta Marco Rea, è diventato campione regionale, che finalmente ha recuperato l’infortunio che gli aveva impedito di partecipare all’ultima gara: il pilota è sempre riuscito a rintuzzare gli attacchi degli avversari più agguerriti come Mauro Musci (motoclub Ceci) e Andrea Olivieri (Celestini Mootorsport) ed è stato capace a chiudere entrambe le gare davanti.

Nella categoria 85 junior Francesco Poeta ha festeggiato la vittoria: in gara1 non ha avuto avversari, poi in gara2 mentre correva a due giri dalla fine è caduto ed è stato superato da Alessio Mangiapelo. Ma non c’è stato nulla da fare, Poeta ha lasciato dietro nella classifica generale proprio Mangiapelo e Francesco Papacci (entrambi piloti del Lazio Racing), il suo più ostico avversario della stagione.

Nella categoria 85 senior la vittoria finale ha arriso a Mattia Ruscito, che ha battuto un mai domo Luca Colonnelli (Celestini Motorsport): forse questa era la sfida più incerta alla vigilia, visto il minimo distacco tra i due piloti, ma Ruscito ha dominato entrambe le manche relegando Colonnelli al secondo posto e Jacopo Caldani (Motorsport Celestini) al terzo posto.

Nella categoria 125 junior pareva una formalità la gara che vedeva protagonista Lorenzo Pecorilli: il pilota di Latina correva per laurearsi per la seconda volta di fila campione regionale, cosa che gli è ampiamente riuscita, dimostrando l’ottimo stato di forma fisica e mentale: il pilota di Latina ha vinto entrambe le manche lasciando i secondi posti a Vincent Paine (motoclub Orbassano), al contempo è riuscito a superare agevolmente i suoi avversari storici, vale a dire Marco Martufi e Giordano Battistoni, l’unico in grado di batterlo in questa stagione e farlo arrivare secondo in una manche.

Gioia anche per Flavio Esposito che vince e si laurea campione regionale nella categoria MX2 Challenge: vince entrambe le manche davanti a Francesco Bianconi e Mattia Peticca (Motoclub Cianfrocca).

Ora l’appuntamento è per domenica 23 ottobre sulla pista di Borgo Santa Maria a Latina per la passerella finale e gli ultimi titoli.

Bidello arrestato per aver molestato una bimba a scuola, la Procura precisa

La sede della Procura della Repubblica di Latina

L’arresto di un bidello di 60 anni, in una scuola di Latina, ha destato sgomento e paura soprattutto tra gli alunni e nelle loro famiglie. I carabinieri, infatti, sono andati a scuola a prelevarlo ed alla scena hanno assistito decine di persone. Logico, quindi, che la voce si sia diffusa in un lampo e che la paura di essere in qualche modo coinvolti nella vicenda abbia messo in allarme i genitori degli alunni.

Proprio per porre fine ad una ridda infinita di voci he si sono scatenate nelle ore successivo, la Procura del capoluogo ha voluto precisare che “L’abuso è stato solo uno, ed è avvenuto tre anni fa“; per altro in un istituto diverso da quello nel quale l’arrestato lavora attualmente. Quello che fa specie, poi, è che la dirigenza della scuola, magari avendo sentore di questo ‘passato’ della persona, lo impiegava negli uffici, lontano quindi dagli alunni.

In buona sostanza, quindi, le indagini degli inquirenti non avrebbero portato alla luce altri episodi.

Sulla questione, poi, ha voluto far sentire la propria voce la Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Regione Lazio, Monica Sansoni: “Tutte le Istituzioni stanno – ha detto – mantenendo profondo riserbo in merito all’accaduto. Tuttavia l’attenzione verso la protezione e la tutela dei minori d’età è molto alta. Stiamo impiegando molta accortezza ed attenzione vista l’esterna delicatezza della situazione. Vorrei che si evitassero particolari clamori ed allarmismi. Essendo stata interpellata come Autorità Garante cercherò di capire, nelle prossime ore, come parlare con i ragazzi e le ragazze che hanno assistito alla scena e con le loro famiglie”.

Il bidello, infine, è atteso nei prossimi giorni l’interrogatorio di garanzia davanti al gip di Latina.

Diedero fuoco ad uno stabilimento balneare: arrestati mandanti ed esecutori

I Carabinieri della Stazione di Sabaudia hanno tratto in arresto quattro persone, due donne e due uomini locali, ritenute a vario titolo i mandanti e gli esecutori dell’incendio di uno stabilimento balneare.

I militari sono infatti riusciti a ricostruire quanto accaduto nella notte tra il 05 e il 06 gennaio scorso, quando è andato distrutto lo stabilimento balneare “Dune 31.5” sito in strada lungomare pontino.

“Già nell’immediatezza dei fatti – si legge in una nota del comando provinciale – i militari, intervenuti sul posto, avevano avviato le indagini raccogliendo ogni elemento utile senza tralasciare alcuna ipotesi investigativa. Dopo aver appurato che anche l’impianto di allarme e videosorveglianza era andato distrutto nel corso dell’incendio, gli accertamenti si sono concentrati in un approfondito controllo dell’area interessata e dell’area limitrofa all’incendio, dove è stata infatti rinvenuta una bottiglia contenente dei residui di liquido infiammabile, sulla quale i Carabinieri hanno immediatamente iniziato a lavorare, escutendo diverse persone, tra cui i titolari dello stabilimento incendiato e i titolari degli stabilimenti e chioschi limitrofi”.

Sono stati quindi individuati i mandati dell’attentato, ovvero i titolari di una concessione per noleggio di sdraio e ombrelloni cessata a seguito di ripetute violazioni accertate dai Carabinieri Forestali del Parco di Fogliano. Concessione per altro recentemente riaperta, sempre sul lungomare della città delle dune. Tra i due proprietari delle attività commerciali ci sarebbero stati, in passato, diversi screzi.

“Le ulteriori indagini dei Carabinieri – scrivono ancora dal comando provinciale – hanno permesso inoltre di individuare in un giovane locale l’autore dell’incendio che, unitamente ad un altro giovane del luogo, per 500,00€, avrebbero materialmente dato fuoco allo stabilimento, per poi allontanarsi mentre lo stesso bruciava”.

Le forze dell’ordine hanno notificato ai mandanti, un provvedimento di restrizione agli arresti domiciliari. Per gli autori materiali, invece, si sono aperte le porte del carcere.

Narcotraffico internazionale, la Dda aggrava la posizione di un arrestato 

I carabinieri

Dagli approfondimenti investigativi svolti a seguito dell’operazione eseguita lo scorso mese di febbraio tra Anzio e Nettuno, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma hanno notificato una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Roma – Sezione Gip, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia della locale Procura della Repubblica, nei confronti di uno degli indagati, già ristretto nel carcere di Viterbo per effetto della originaria attività di indagine. Si tratta di A.M., romano di 58 anni, gravemente indiziato di associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, aggravata dal metodo mafioso.

L’uomo, secondo quanto ricostruito dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di via In Selci, avrebbe avuto, nell’ambito dell’organizzazione smantellata a febbraio scorso, un ruolo di primo piano in ordine alla pianificazione della catena logistica che doveva gestire le ingenti importazioni di sostanze stupefacenti, con l’aggravante di aver agito al fine di agevolare l’attività del sodalizio ‘ndranghetistico.

Con quella operazione, eseguita su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma eseguirono misure cautelari nei confronti di 65 persone, talune delle quali gravemente indiziate di far parte di un’associazione per delinquere di stampo mafioso costituente una cellula locale di ‘ndrangheta, una articolazione operante sul territorio dei comuni di Anzio e Nettuno (denominata locale di Anzio e Nettuno, “distaccamento” dal locale di Santa Cristina d’Aspromonte, ma composto in gran parte anche da soggetti appartenenti a famiglie di ‘ndrangheta originarie di Guardavalle), che si ipotizza avesse assunto il controllo del territorio nel litorale a sud di Roma, riuscendo ad infiltrarsi nelle pubbliche amministrazioni e gestendo operazioni di narcotraffico internazionale.

Pubblica amministrazione, sono gli adulti i veri fan del digitale

Sorpasso: sono gli adulti i veri fan del digitale: tra i meno giovani scoppia l’entusiasmo per i servizi pubblici da remoto: 9 su 10 vogliono una PA digitale e ormai la maggioranza paga le tasse online. Dopo la pandemia, è boom per i siti della PA: un italiano su due ha iniziato a consultarli per ottenere servizi e informazioni utili. Questi i dati emersi dal panel PA digitale che ha aperto la seconda giornata del Festival del Digitale Popolare, occasione per presentare i risultati della ricerca La digitalizzazione del Paese condotta dall’Istituto Piepoli per  Fondazione Italia Digitale, con l’Assessora alla Transizione Digitale e alla Transizione Ecologica del Comune di Torino Chiara FogliettaGloriana Cimmino, Direttore Vendite & Clienti di PagoPA S.p.A., il Presidente della Fondazione Italia Digitale Francesco Di Costanzo e Livio Gigliuto, Direttore della Fondazione e Vicepresidente dell’Istituto Piepoli, che ha appunto illustrato i dati.

Nove italiani su dieci ritengono importante che la pubblica amministrazione sia digitale, in particolare lo pensa il 90% degli over 54 a fronte del 75% di chi ha tra 18 e 34 anni. Il 53% utilizza i servizi della PA per pagare i tributi, il 46% i siti web, il 43% i servizi anagrafici e previdenziali, solo il 13% non li utilizza. Quasi la metà degli italiani è propenso a sostituire alcune visite mediche fisiche con visite da remoto, a distanza tramite smartphone. “Altro aspetto saliente emerso è che sono proprio loro, gli over 54, a spingere per una didattica mista remoto/presenza e per colloqui con i genitori a distanza – sottolinea Livio Gigliuto, Direttore della Fondazione Italia Digitale – Il digitale intanto allarga le proprie sfere di influenza: 3 italiani su 4 ammettono che condividere foto mentre fanno sport li spinge a farne di più, il 69% ritiene che il digitale abbia migliorato la mobilità pubblica (tra monopattini e car/bike sharing) e addirittura un italiano su due, dove possibile, sostituirebbe visite mediche in presenza con controlli da remoto”.

“Come PagoPA nasciamo ‘popolari’ nel senso più ampio del termine, perché puntiamo a offrire soluzioni universali, con benefici che arrivino a tutti, senza lasciare indietro nessuno – commenta Gloriana Cimmino – I risultati dell’indagine condotta dall’Istituto Piepoli per la Fondazione Italia digitale mostrano che stiamo lavorando nella giusta direzione.  I numeri confermano la centralità dei pagamenti nella digitalizzazione della Pubblica Amministrazione. PagoPA è, infatti, partita proprio dai pagamenti elettronici ma adesso è il momento di andare anche oltre, per digitalizzare tutti i servizi pubblici”.

“La sfida dei prossimi anni sarà quella di uniformare le modalità con cui i cittadini accedono ai servizi e ai pagamenti – dichiara l’Assessora Chiara Foglietta – Oggi ci sono ancora differenze che complicano le attività quotidiane. La trasformazione digitale dovrà andare di pari passo a quella ecologica, insieme costituiscono un obiettivo non più rimandabile negli anni a venire”. La ricerca completa è disponibile qui.