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Armato di coltello rapina un supermercato, e ci torna pure il giorno dopo. Arrestato

La sua insistenza ha finito per metterlo nei guai. Parliamo di un uomo finito in manette per tentata rapina dopo aver provato, in pieno giorno, un assalto ad un supermercato. Si tratta di un cittadino indiano, di 41 anni, arrestato in viale Petrarca gli agenti della squadra volante che lo hanno bloccato.

L’episodio ieri, venerdì 4 novembre. Secondo quanto ricostruito l’uomo, il giorno prima, era entrato nel supermercato Carrefour impossessandosi di alcuni prodotti ed uscendo senza pagare. Lo aveva fatto facendosi largo con un coltello col quale ha tenuto lontano i dipendenti che cercavano di bloccarlo. Ieri, quindi, è tornato di nuovo nello stesso punto vendita, magari per ‘fare di nuovo la spesa’… La sua presenza non è però sfuggita ai dipendenti che hanno immediatamente allertato la sala operativa della Questura.

Una volta sul posto, gli agenti della volante lo hanno individuato e, fermato e bloccato a terra scoprendo che era armato di coltello. E’ stato arrestato.

Usura, botte ad un imprenditore per i soldi: indagati tre uomini

I carabinieri

I carabinieri della stazione di Campoverde ad Aprilia hanno eseguito nei giorni scorsi una misura cautelare nei confronti di tre uomini parenti tra di loro – padre, figlio e genero – tutti di origine maghrebina, di cui uno percettore di reddito di cittadinanza, per usura ed estorsione ai danni di un imprenditore edile di Aprilia.
La vittima aveva denunciato tutto spiegando di aver subito vessazioni e minacce dai tre uomini per alcuni pagamenti. Dopo le minacce, l’imprenditore avrebbe subìto anche un’aggressione fisica. La famiglia, vedendo i lividi sul corpo, ha spinto l’uomo a sporgere denuncia, superando la paura di ritorsioni. I tre uomini sono già noti alle forze di polizia: come misure della magistratura sono stati sottoposti a divieto di avvicinamento alla vittima e obbligo di firma alla caserma dei Carabinieri. I tre si difendono dicendo di non aver mai aggredito nessuno e che l’imprenditore doveva loro dei soldi per dei lavori non pagati.

Aprilia – Riaperti i termini per presentare progetti da inserire nel calendario unico degli eventi

L’amministrazione comunale di Aprilia informa che, in previsione delle festività natalizie, sono stati riaperti i termini per la raccolta di proposte progettuali da inserire nel “Calendario Unico degli Eventi” annualità 2022. Con deliberazione di giunta comunale numero 46 del 24 marzo 2022, e’ stato istituito il calendario unico degli eventi cittadini con lo scopo di coordinare, valorizzare e meglio gestire le manifestazioni da svolgersi nel corso dell’anno nella città di Aprilia. Le domande dovranno pervenire entro e non oltre il 18.11.2022, facendo salve comunque le proposte già acquisite.

L’inserimento dell’iniziativa nel “Calendario Unico degli Eventi”, ricorda l’amministrazione comunale, garantirà diritto di priorità rispetto agli eventi non calendarizzati ed il sostegno da parte dell’assessorato del terzo settore quello dedicato a Cultura, Sport, Spettacolo, Turismo e Tempo Libero. “Dopo due anni di Pandemia è importante stimolare il territorio alla partecipazione nelle manifestazioni culturali e artistiche della città, spiegano gli assessori Alessandro D’Alessandro (Attività produttive) e Gianluca Fanucci (Cultura), un cartellone di eventi annuale che contenga le manifestazioni organizzate dall’amministrazione comunale e quelle messe in piedi dal tessuto sociale cittadino.

Riteniamo imprescindibile, specie nel periodo natalizio, il contributo delle associazioni, dei comitati e quello dei tantissimi gruppi che svolgono attività in città. Lo scopo principale del calendario è quello di promuovere il nostro territorio nella sua totalità, di evidenziare le sue peculiarità e mostrarne le eccellenze”.  Possono presentare domanda tutti i soggetti, pubblici e privati, interessati a: – candidare iniziative da inserire nel programma ufficiale della manifestazione istituzionale ”Natale Apriliano”; – realizzare in proprio eventi e/o iniziative nel periodo compreso tra il 01 dicembre 2022 e l’08 gennaio 2023. Le domande non hanno valore impegnativo né vincolante, né per i soggetti proponenti né per il Comune di Aprilia, che ha la facoltà di inserire le richieste nel “Calendario Unico degli Eventi” a seguito di valutazione tecnica delle candidature e dei contenuti delle proposte. La modulistica e le modalità di partecipazione sono all’interno del sito del Comune di Aprilia.

Ardea – Il delitto di Avetrana in 4 puntate su Disney Plus, in corso le riprese

Ardea diventa set per girare un film sull’omicidio di Sarah Scazzi. Fino all’11 novembre si gira nel quartiere di Nuova Florida “Qui non è Hollywood”, fiction in quattro puntate che racconta la vicenda del delitto di Avetrana, l’adolescente uccisa dalla zia e dalla cugina in provincia di Taranto il 26 agosto 2010 e il cui corpo fu ritrovato oltre un mese dopo. Il 21 febbraio 2017 la Cassazione ha definitivamente riconosciuto colpevoli e condannato all’ergastolo per concorso in omicidio volontario aggravato dalla premeditazione Sabrina Misseri e Cosima Serrano ma anche Michele Misseri, noto al pubblico come Zio Michele, padre di Sabrina e marito di Cosima, condannato a 8 anniper soppressione di cadavere e inquinamento delle prove. Ognuna delle 4 puntate avrà la durata di 80 minuti e sarà trasmessa sulla piattaforma Disney Plus, prodotta dalla Groenlandia srl. A interpretare Sarah sarà Federica Pala, mentre Michele Misseri avrà il volto di Paolo De Vita e sua figlia Sabrina quello di Giulia Perulli. Cosima invece è interpretata da Vanessa Scalera. La regia è di Pippo Mezzapesa.

Vela, CICO Edison Next 2022: seconda giornata a Formia condizionata dal maltempo

E’ stato il maltempo a farla da padrone nella seconda giornata del Campionato Italiano Classi Olimpiche. La pioggia e le condizioni avverse che hanno colpito la città di Formia hanno ridotto in maniera drastica il programma di gare, tant’è che solamente due classi hanno potuto gareggiare: la 470 Mixed e la iQFOiL che, dopo il rinvio della giornata inaugurale, ha potuto così iniziare ufficialmente la propria competizione tricolore. La classe 470 Mixed è riuscita a sostenere altre due prove, facendo “scattare” lo scarto nella classifica generale. Al comando si confermano Giacomo Ferrari e Bianca Caruso (Gruppo Sportivo Marina Militare), che procedono con tre punti di vantaggio su Elena Berta (Aeronautica Militare) e Bruno Festo (LNI Mandello), saliti in seconda posizione davanti a Benedetta Di Salle (Gruppo Sportivo Marina Militare) e Francesco Padovani (LNI Mandello del Lario); scendono dal secondo al quarto posto, seppur per un solo punto, Andrea Totis (LNI Mandello del Lario) ed Alice Linussi (SV Barcola Grignano).

Tre prove per la iQFOiL, che nella gara maschile si è subito caratterizzata per le due vittorie ed il secondo posto di Daniele Benedetti (Sez. Vela Guardia di Finanza), il quale mette tre lunghezze tra sé e Mattia Camboni (Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre), e cinque sul terzo classificato, vale a dire Luca Di Tomassi, portacolori della Marina Militare. In campo femminile è già battaglia serrata tra Marta Maggetti (Sez. Vela Guardia di Finanza) e Giorgia Speciale (G.S. Polizia di Stato), divise da tre punti a favore della prima; più distante Anita Soncini (C.S. Bracciano), che completa l’attuale podio di specialità.

E domani, in concomitanza con la ripresa delle gare, l’Aula Magna del Centro di Preparazione Olimpica “Bruno Zauli” di Formia ospiterà il Convegno “Le molteplici facce della sostenibilità-Case History a confronto”; l’ inizio è fissato per le ore 11. Il Campionato Italiano Classi Olimpiche (CICO) è caratterizzato dalla presenza di 400 velisti su oltre 200 imbarcazioni per i titoli tricolore da assegnare nelle classi presenti (ILCA 6 e ILCA 7, 49er, 49erFX, Nacra 17, 470 Mix, iQFOiL maschile e femminile, Formula Kite maschile e femminile, 2.4m e Hansa 303). Lo splendido scenario del sud pontino sta ospitando l’evento organizzato dalla Federazione Italiana Vela insieme al CN Caposele con il supporto di Edison Next, del Comune di Formia, della Banca Popolare del Cassinate, della Camera di Commercio e di tutti i partners.

Carenza di personale nei Pronto Soccorso: “L’apporto dei no vax è nullo”

“Sul reintegro dei no vax si è dimostrata molta più attenzione per la minoranza dei non vaccinati piuttosto che per la grande maggioranza di chi ha osservato le regole e non prende fiato da quasi tre anni. Inoltre, l’apporto di quella minoranza sulla situazione attuale di carenza di personale sanitario sarà inesistente, più che mai nei Pronto Soccorso“. Fabio De Iaco, presidente della Società italiana di medicina di emergenza-urgenza (Simeu), sgombra poi il campo da ogni dubbio: “Al Pronto soccorso non abbiamo medici no vax, qui è necessaria la massima protezione sia da un possibile contagio a livello personale che verso i pazienti”. Per i medici, vaccinarsi contro il Covid e indossare i dispositivi di sicurezza è tanto più necessario a causa del sovraffollamento quotidiano nei Pronto soccorso, altrimenti contagiarsi sarebbe molto facile: “Mercoledì alle 7 di mattina- conferma De Iaco- solo nel Lazio c’erano 880 pazienti boarding, in attesa di un posto letto“.

Bene aumento degli stipendi ma il problema non è solo economico

La Simeu saluta con favore la possibilità di aumentare gli stipendi ai medici che lavorano in pronto soccorso – proposta avanzata dal ministro Schillaci in una intervista al Corriere della Sera – e avanza una proposta sul metodo perché “esiste già una via da intraprendere. L’anno scorso l’ex ministro della Salute, Roberto Speranza, aveva inserito nella legge di bilancio una clausola che prevedeva una indennità di 27 milioni per i medici dei Ps e di 63 milioni per gli infermieri dei Ps. Questi soldi non sono stati ancora presi dai medici- sottolinea De Iaco- perché devono passare attraverso il rinnovo del contratto e quindi dei sindacati. Per gli infermieri, invece, credo che l’intesa sia stata trovata anche se nella realtà dei fatti si è trattato di un accordo sindacale che ha fortemente diluito questa indennità tra i vari infermieri, tradendo l’intenzione del ministro di intervenire direttamente sugli operatori dei Ps. Il ministro Schillaci adesso potrebbe intervenire andando ad agire proprio su quella indennità”.

Valorizzare economicamente alcune discipline ‘svantaggiate’ però non basta per migliorare la condizione di lavoro degli operatori dell’emergenza urgenza, “perché il problema non è solo economico. Abbiamo la necessità di intervenire su alcuni elementi cruciali come il boarding e sulle condizioni di stress lavorativo del personale sanitario”.

Il problema del boarding

Il problema del boarding si pone perché “i posti letto per acuti realmente disponibili in ospedale non sono sufficienti e questo non deve rimanere un problema confinato al Ps. Tutti gli ospedalieri e tutti i reparti se ne devono fare carico”.

Specializzandi in ospedale per agire sulla carenza di personale

Sulla carenza di personale, infine, “non si può prescindere da un ragionamento ben fatto sull’ingresso degli specializzandi negli organici come misura di assoluta urgenza. In questo momento- chiarisce il medico- le aziende ospedaliere cercano gettonisti perché non hanno alternative se i concorsi vanno deserti. In Italia l’unico serbatoio di medici è costituito dagli specializzandi, che continuano ad essere relegati alle università, fanno gli studenti fino a 32 anni ma sono medici. Facciamoli entrare nelle strutture ospedaliere – propone il presidente della Simeu- magari con un tutoraggio da parte dei direttori delle strutture e con responsabilità commisurate al progressivo grado di acquisizione delle competenze, preservando il tempo per lo studio”. Questa, conclude, “non può essere una richiesta facoltativa, deve essere una variazione che guiderà la struttura delle scuole di specializzazione in una direzione internazionale”.

Fonte Agenzia DIRE www.dire.it

“Gaeta città dei bambini”, presentato il progetto che celebra i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

 “Gaeta, Città dei bambini” è il progetto promosso da Comune di Gaeta e Centro per le Adozioni Internazionali, per celebrare il mese dedicato alla Convenzione ONU per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. L’iniziativa, giunta alla II edizione e patrocinata, in virtù dell’alto valore morale e sociale che rappresenta, dall’Autorità Garante per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza della Regione Lazio, dall’UNICEF – Comitato Latina, da “Terre des Hommes Italia” e dal Comune di Rive d’Arcano (UD), si propone l’obiettivo di far acquisire direttamente ai bambini la consapevolezza di avere dei diritti, oltre al sensibilizzare l’intera cittadinanza al rispetto degli stessi.

Il ricco calendario è stato presentato nel corso di una conferenza svoltasi in Aula consiliare, moderata da Sandra Cervone, alla quale hanno partecipato il Sindaco Cristian Leccese, la Consigliere con delega all’istruzione Gianna Conte, e l’Avvocato Alessia Maria Di Biase, del Centro per le adozioni internazionali. Sono intervenute Antonella Ferrari, attrice, madrina dell’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) e testimonial dell’evento, che ha rivolto un saluto ai presenti con un videomessaggio, e le Dirigenti scolastiche degli Istituti comprensivi “Principe Amedeo”, Carla Cantelli, e “Giosuè Carducci”, Stefania Geremicca.

Per l’intero mese di novembre, ogni settimana sarà in programma un appuntamento dedicato ai bambini e ai ragazzi, a partire da “io leggo perché”, in cui è previsto il gemellaggio culturale tra la biblioteca del Comune di Gaeta e quella di Rive d’Arcano, in provincia di Udine; e “Una luce per i diritti”, che vedrà la fontana di San Francesco illuminarsi di arancione. Inoltre, verranno consegnati agli studenti delle classi 5ª elementare e 3ª media, una copia della Convenzione ONU per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza realizzata da Unicef, ed un kit con materiale scolastico donato da BIC, in collaborazione con “Terre des Hommes Italia”, per festeggiare l’International Education Week.

L’importanza di diffondere la cultura dei diritti sta nel fatto che la Convenzione, nata come una semplice “raccomandazione”, rappresenta oggi lo strumento normativo internazionale più importante e completo in materia di promozione e tutela dei diritti dell’infanzia. Approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 20 novembre del 1989 a New York, ed entrata in vigore il 2 settembre 1990, è divenuta il trattato in materia di diritti umani con il più alto numero di ratifiche: oggi sono 196 gli Stati, tra cui l’Italia nel 1991, che si sono vincolati giuridicamente al rispetto dei diritti in essa riconosciuti (ad eccezione degli Stati Uniti).

«Sono molto orgoglioso – ha dichiarato il Sindaco, Cristian Leccese – di sostenere un progetto che pone l’attenzione sui diritti dei bambini, rivolgendosi direttamente a loro, ma anche sensibilizzando gli adulti nel riconoscere e garantire quanto sancito dalla Convenzione ONU. “Gaeta, Città dei bambini” rappresenta per noi un appuntamento che continueremo ad arricchire e sostenere, anno dopo anno, perché i piccoli cittadini di oggi diventeranno le donne e gli uomini del nostro futuro, ed è assolutamente necessario che abbiano consapevolezza dell’importanza dei loro diritti, così come gli adulti hanno il dovere di rispettare sempre il superiore interesse del bambino».

«Partiamo dalle scuole e dai bambini – ha aggiunto la Consigliere con delega all’istruzione, Gianna Conte -, perché l’apprendimento e la sensibilizzazione verso queste tematiche devono iniziare proprio dai più piccoli. Si tratta di un progetto a cui teniamo molto, e ringraziamo le Dirigenti scolastiche degli Istituti Comprensivi “Principe Amedeo” e “Carducci” per la collaborazione e la disponibilità, così come la Dirigente del Dipartimento “Cultura e Benessere sociale”, Anna Maria De Filippis, per averci aiutato nella realizzazione. Per ogni bambino è un diritto sapere di avere dei diritti, e le Istituzioni devono, come recita l’art. 42 della Convenzione, impegnarsi a farne largamente conoscere i principi e le disposizioni, con mezzi attivi e adeguati, sia agli adulti che ai fanciulli».

«Non è una locandina a fare di Gaeta una città dei bambini – queste le parole dell’avvocato Alessia Maria Di Biase, del Centro adozioni internazionali -, ma sicuramente l’organizzazione di questa, così come di tante altre iniziative, può accendere i riflettori e far puntare l’attenzione su tematiche così importanti. Sicuramente non sarà facile sensibilizzare la cittadinanza, ma non provarci sarebbe comunque un errore. Dobbiamo avere ben chiaro il concetto che i diritti dei bambini devono essere messi in pratica da tutti, seguendo il principio ispiratore della priorità dell’interesse superiore del minore. Non bisogna aspettare che siano gli altri a fare qualcosa, ma ciascuno faccia il meglio che può».

Eventi natalizi, Battisti: “Dalla Regione 15mila euro a Comuni e Associazioni”

“La Regione Lazio ha dato il via libera ad un nuovo bando, rivolto a comuni, associazioni riconosciute, fondazioni, comitati, cooperative sociali e Onlus, per ottenere fino a 15mila euro per iniziative culturali, sociali e turistiche da realizzare nel periodo tra l’8 dicembre 2022 e il 28 febbraio 2023 nel territorio della Regione Lazio”. Così Sara Battisti, presidente della commissione regionale Affari Costituzionali. 

“Con questa misura – spiega – intendiamo proseguire il lavoro sul rilancio del turismo, per il rinnovo delle tradizioni locali anche in ottica delle festività natalizie, per valorizzare le nostre peculiarità enogastronomiche e le nostre bellezze. Finanziamenti, dunque, utili anche alla stesura di calendari di eventi nei nostri territori che richiamino pubblico e sollecitino le economie locali. Il turismo continua ad essere al centro del nostro lavoro. Per ulteriori info è possibile consultare – conclude – il testo integrale del bando sul sito Laziocrea.it”.

Festa per le Forze Armate, il Commissario Bruno Strati: “Basta guerre”

Si è tenuta questa mattina in piazza Cesare Battisti a Nettuno la cerimonia in occasione della festa dell‘unità nazionale e delle forze armate. Presente il Senatore della Repubblica Italiana, Onorevole Marco Silvestroni, il Generale Adriano Russo e il Commissario Straordinario del Comune di Nettuno Bruno Strati che hanno deposto una corona di fiori al Monumento ai Caduti e alla targa commemorativa della cittadinanza onoraria al Milite Ignoto conferita lo scorso anno dalla Città di Nettuno in occasione del centenario della traslazione della salma all’altare della Patria.

Hanno partecipato alla Cerimonia le autorità civili e militari del territorio, le associazioni combattentistiche e d’arma, lo schieramento in armi del Comando Brigata Informazioni Tattiche e la Corale Città di Nettuno che si esibita nel canto popolare “La Bandiera dei Tre Colori”.

In piazza gli studenti e le insegnanti dell’Istituto Superiore Emanuela Loi, del IV IC Nettuno e della scuola dell’Infanzia Santa Lucia Filippini che hanno sventolare le bandiere tricolori

Di seguito l’intervento integrale del Commissario Straordinario Bruno Strati:

Il discorso del Commissario

“Rivolgo il mio saluto al Senatore Silvestroni, al Sindaco di Anzio Candido De Angelis,al Generale Russo, al Colonnello Porfidia, ai Signori dirigenti e Comandanti delle Forze dell’Ordine e della Polizia Locale, alle Autorità Religiose – Don Fabrizio Pianozza parroco della Collegiata santi Giovanni Battista ed Evangelista – alle Rappresentanze delle Associazioni Combattentistiche d’Arma e Patriottiche, alle Sorelle e ai Volontari del Comitato della Croce Rossa di Anzio e Nettuno, ai Volontari delle Associazioni di protezione civile, ai componenti della Corale Città di Nettuno, agli studenti e agli insegnanti dell’Istituto scolastico Emanuela Loi, dell’Istituto IV Comprensivo di Nettuno, dell’Istituto Santa Lucia Filippini.

Rivolgo un caro saluto a Voi tutti Cittadini presenti.

Oggi celebriamo la “Giornata dell’Unità Nazionale e la Festa delle Forze Armate” nella ricorrenza della fine della Prima Guerra Mondiale. Sono trascorsi ben 104 anni dalla fine della “Grande Guerra”, che, come sapete, fu un conflitto di proporzioni immense nella storia dell’umanità, che ha devastato l’intera Europa ed ha provocato un enorme numero di perdite umane.

Gli storici ancora oggi non riescono, se non in modo approssimativo, a quantificare il numero dei morti e dei feriti. Si parla di 8 milioni e mezzo di morti, di cui 700.000 italiani (20 mila della nostra regione) e di oltre 20 milioni di feriti gravi e mutilati: una intera generazione di europei fu cancellata. Tra loro vi furono anche tantissimi giovani che provenivano da questa terra, da Nettuno, da Anzio. Molti di loro erano ragazzi, poco più grandi di voi, che non avevano ancora compiuto i 18 anni e che si erano ritrovati a combattere sotto un’unica bandiera: il Tricolore. Quei ragazzi passarono alla Storia come “i ragazzi del ’99” che, nel 1917, si arruolarono per combattere a Vittorio Veneto, dopo la tragica sconfitta sul Carso. Sono loro i veri eroi della Grande Guerra, i protagonisti di una delle pagine più dolorose della Storia nazionale.

La cittadinanza al Milite ignoto

Bene ha fatto la precedente Amministrazione a conferire l’anno scorso, la cittadinanza onoraria al Milite Ignoto in segno di riconoscenza del popolo nettunese agli Eroi della Nazione.

Anche oggi vogliamo ricordare quei soldati e vogliamo rendergli omaggio perché quei ragazzi credevano nell’ideale per cui combattevano, erano spinti dall’amore per la Patria e parteciparono, con il loro sacrificio, alla realizzazione del sogno di Pace e Libertà, su cui oggi si fonda il nostro Paese.

Lo spettro della guerra è ancora attuale. Tante sono ancora le guerre nel mondo e dallo scorso inverno è in corso una guerra in Europa tra due popoli storicamente uniti, scoppiata a seguito dell’invasione russa nelle regioni orientali dell’Ucraina.

Pensavamo che il nostro Continente non dovesse più vedere una guerra e invece così non è stato. Questa guerra continua a seminare morte e devastazione, fa vittime tra i civili e in particolare i più deboli. È una guerra che non vuol finire. Una guerra che non deve, però, lasciarci indifferenti e non solo per le conseguenze economiche che si riflettono sul nostro Paese.

Pensate cari Ragazzi ai vostri coetanei che nei mesi scorsi hanno dovuto lasciare le proprie case, le proprie abitudini, la scuola per sfuggire alle bombe. Stanno vivendo una tragedia immane che avrà conseguenze per un lungo periodo di tempo in tutto il mondo. Una enorme ferita per tutti che sarà purtroppo difficile da rimarginare.

Questa guerra ci insegna che anche in tempi di pace non bisogna mai abbassare la guardia perché la pace va costruita, difesa e mantenuta ogni giorno e non solo con i trattati ma con i nostri comportamenti, che devono essere sempre rivolti al dialogo, al rispetto reciproco e alla solidarietà.

Anche da Nettuno facciamo allora partire un grido unanime: basta con la guerra, perché la guerra è la cosa più orribile che possa accadere ad un popolo ed i nostri Padri costituenti hanno voluto ricordarcelo nell’articolo 11 della Costituzione che recita: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.

Questa “Giornata”, che oggi celebriamo, rappresenta allora non solo l’occasione per ricordare pubblicamente il sacrificio di quanti hanno combattuto per la difesa dell’identità nazionale, per l’indipendenza, per la libertà e per la democrazia – valori che sono fondanti della nostra Repubblica – ma anche per riflettere su come questa importante eredità possa essere raccolta e messa in pratica nella vita quotidiana di ciascuno di noi. Tutti noi, infatti, ognuno nel suo ambiente di lavoro, a scuola, nella società, dobbiamo contribuire a preservare l’unità nazionale e a rafforzare la comune identità.

Celebrare l’unità nazionale vuol dire allora rafforzare la nostra identità e ritrovarci nelle comuni radici che ci rendono un popolo, per sostenerci nell’affrontare le sfide del nostro tempo.

In questi ultimi anni stiamo vivendo anni difficili – la pandemia, la congiuntura economico-sociale –, anni che ci hanno messo, e ci stanno mettendo, a dura prova, ma, proprio ora, non dobbiamo perdere i nostri valori, smarrirci, ma, anzi, dobbiamo ritrovare la nostra identità culturale che ci unisce e che può rappresentare la leva per garantire all’Italia e soprattutto a voi giovani un futuro nuovo.

Questo vale anche per la nostra Città che proprio quando si sente disorientata o smarrita deve ritrovare il senso della sua identità e far valere le grandi potenzialità che possiede, le sue forze migliori per ripartire con una rinnovata energia.

La gratitudine alle forze militari

Il 4 novembre è una ricorrenza dalla duplice valenza perché celebra contemporaneamente l’Unità nazionale e le Forze Armate a dimostrazione dello stretto legame tra il Paese e la sua componente militare fatta di uomini e donne che sono al servizio della comunità così come lo sono stati quei valorosi soldati che hanno combattuto nella Prima guerra mondiale.

Dobbiamo esprimere sempre la nostra gratitudine ai nostri Militari, sia quelli che rischiano la vita lontano dalla Patria sia quelli che sono chiamati ad assolvere i propri compiti qui, in Italia, nelle circostanze più diverse e sempre al servizio dei cittadini.

Oggi viviamo in un mondo caratterizzato da scenari complessi – la guerra in Ucraina ha certamente messo in evidenza la necessità anche per l’Italia di disporre di un apparato militare in grado di far fronte alle minacce esterne – e il nostro Paese si trova a svolgere un ruolo fondamentale, all’interno dell’Allenza atlantica e dell’Unione europea, nella ricerca di nuove forme di dialogo.

Le nostre Forze Armate sono chiamate ad essere sempre più uno strumento di pace ed elemento essenziale della nostra politica estera e di sicurezza. Oggi, nel mondo, sono tanti i militari italiani coinvolti in operazioni internazionali per il mantenimento e la costruzione della pace e per la cooperazione.

Le Forze Armate rappresentano anche un significativo presidio al servizio della collettività nei compiti di ordine e sicurezza pubblica, in particolare nella lotta contro il terrorismo e durante le emergenze naturali che provocano morte e distruzione.

In questa giornata tutta la cittadinanza vuole esprimere riconoscenza e gratitudine alle componenti delle Forze Armate di ogni ordine e grado del nostro Paese ed in particolare alle Autorità militari presenti. Vogliamo ringraziare i Militari che lavorano qui al Poligono: una realtà che esiste a Nettuno da più di un secolo, che è stata importante durante le guerre nei momenti di maggiore criticità e nei tempi di pace e che ancora oggi è fondamentale per la difesa del Paese.

Mi rivolgo a voi cari ragazzi e vi dico: “studiate la storia e studiatela bene” perché la storia non è una cronologia di date, non è una ripetizione mnemonica di fatti. Ve lo avranno detto tante volte ma ve lo ripeto anche io in questo giorno. Oggi noi non siamo qui solo a ricordare una data, siamo a riaffermare l’unità di un popolo che maturò il suo sentimento identitario proprio in quella tragica esperienza della guerra. Ed è per questo che il 4 novembre rappresenta una tappa fondamentale della storia del popolo italiano.

Conoscere la storia vuol dire allora avere memoria del nostro passato e di quello che siamo stati.

Senza memoria storica il nostro Paese, la nostra comunità, rischia di perdere e smarrire il significato e il senso profondo della propria identità culturale e civile.

La vostra presenza a questa cerimonia commemorativa, cari studenti di Nettuno, testimonia l’ideale passaggio di consegne da una generazione all’altra affinché l’importante eredità dei padri non venga dispersa e possa essere difesa, tutelata, custodita, dai figli.

Facciamo in modo allora che questa celebrazione venga percepita e vissuta come un’occasione preziosa e attuale e non come un rito sterile, ripetuto nel tempo solo per ricordare fatti lontani del passato.

Riscopriamo quello spirito dei ragazzi del ’99 e ritroviamo gli ideali di identità nazionale e di servizio al Paese perché solo così potremmo davvero onorare il sacrificio di quanti hanno combattuto per l’unità e la democrazia del nostro Paese.

Sono sicuro che le parole, i significati e i simboli che abbiamo evocato in questa giornata ci serviranno come stimolo per ricercare un sempre maggiore coinvolgimento e impegno civile, sociale e politico che si fondi sui principi di legalità e giustizia. Abbiamo tante sfide davanti a noi che richiedono un rinnovato e forte spirito di unità nazionale, che significa identità collettiva e coesione sociale al servizio del bene comune. In questo senso noi abbiamo il dovere di servire il nostro Paese così come fecero i nostri Padri cento anni fa.

Per questo la Città di Nettuno rende qui, davanti al nostro Monumento simbolo, l’Onore ai caduti per la Patria, per questo oggi ricordiamo i tanti Nettunesi che persero la vita per il nostro Tricolore,

per questo siamo fieri di gridare:

viva le Forze Armate come strumento di difesa e di pace, viva l’Italia!”.

A caccia di merli e tordi con armi irregolari, scattano 3 denunce

Nei giorni scorsi militari del NIPAAF appartenenti al Gruppo Carabinieri Forestale di Latina impegnati nei servizi di antibracconaggio riuscivano a sorprendere, sui rilievi di Valle Imperiale, quest’ultima ricadente nel territorio del Comune di Monte San Biagio, tre individui del posto, i quali, armati, erano intenti ad esercitare la caccia nei confronti della fauna migratoria, in particolare merli e tordi, utilizzando dei mezzi vietati dalla legge che regola e disciplina il prelievo venatorio e la protezione della fauna selvatica omeoterma, ovvero sofisticati richiami elettromagnetici dotati di altoparlanti e telecomandi per l’accensione e lo spegnimento dei dispositivi anche se posizionati a notevoli distanze.

I bracconieri utilizzano tali congegni al fine di attirare il maggior numero di volatili per poi abbatterli da distanze ravvicinate. I militari per raggiungere i tre soggetti, senza essere scoperti, hanno dovuto intraprendere, nelle ore notturne, un lungo cammino seguendo antichi sentieri utilizzati fin dai tempi dei briganti e che permettono di passare dal Comune di Monte San Biagio a quello di Sonnino. I tre sono stati deferiti, in stato di libertà, all’Autorità Giudiziaria per le ipotesi di reato previste dalla normativa vigente mentre i fucili e i congegni elettroacustici sono stati oggetto di sequestro