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Elezioni, il Terzo Polo lancia la sua corsa: a Sezze arriva l’onorevole Luigi Marattin

Domani, mercoledì 8 febbraio alle 18.30 presso il Centro Sociale per Anziani “Ubaldo Calabresi” a Sezze, ci sarà la presentazione dei candidati al consiglio regionale del Lazio del Terzo Polo in vista delle elezioni del 12 e 13 febbraio. È il primo incontro pubblico su territorio setino per il partito di Calenda.

Per questa occasione sarà presente, oltre ai candidati alle regionali, l’Onorevole Luigi Marattin membro della Camera dei Deputati, l’incontro verrà moderato da Davide Zingaretti segretario provinciale di Azione. Tanti i temi che verranno affrontati e tra questi quelli legati alla sanità, alle politiche giovanili e alcune proposte dedicate alla provincia di Latina contenute nel programma del partito che sostiene la candidatura di D’Amato come Presidente della Regione Lazio.

“Storie alla carta”, ecco il primo premio di narrativa enogastronomica

Profumi, colori, tatto. E gusto. Ecco, il gusto. Dall’amatriciana al tortolo di Terracina passando per i carciofi alla romana o alla giudia o alla matticella fino alla polenta di Sermoneta o alle mozzarelle di bufala pontine e ciociare, al pane di Veroli o agli amaretti di Guarcino, ma anche la sambuca di Collepardo, i vini di Cori, più la castagna dei monti Cimini, l’aglio rosso di Proceno, il coregone dei laghi vulcanici, e poi l’esaltazione della cucina povera romana come la coratella, la pajata, la trippa più i filetti di baccalà.

L’associazione Eureka, col patrocinio della Regione Lazio, bandisce il primo premio di narrativa per racconti ‘Storie alla carta’ a tema enogastronomico. Il fine è quello di valorizzare il patrimonio culinario del Lazio e dell’Italia intera esaltando le tipicità della tavola.

L’idea nasce all’interno dell’associazione Eureka non solo per celebrare le tipicità regionali ma anche per esaltare quelle linee di sapori che oggi fanno così tanto contrasto con i suggerimenti avallati dalla Ue in tema di farine, come quelle ricavate da grilli e larve. E non solo, prodotti tipici, quelli italiani, unici nelle loro peculiarità regionali, che andrebbero tutelati come patrimonio dell’umanità come avviene per la Dieta mediterranea, invece assaltati e aggrediti da prodotti fotocopia di produttori che non si fanno scrupolo di immettere sul mercato specialità adulterate e contraffatte.

La nostra idea così è quella di far confluire in un’antologia racconti di professionisti della narrativa e di autori emergenti, e di distribuirla in canali appositi per far apprezzare, tutelare e veicolare il nostro patrimonio enogastronomico. Nasce così la prima edizione di questo premio, con i racconti atti a valorizzare il nostro patrimonio enogastronomico, unendo così narrativa e tavola. Il tema del racconto sarà proprio quello di esaltare la tipicità e le caratteristiche del prodotto: il limite sono 20mila battute mentre non c’è discriminante di genere, c’è solo la conditio sine qua non di avere come oggetto la tipicità enogastronomica.

Ogni provincia laziale possiede un grande numero di prodotti tipici, che vanno da quelli caseari a quelli ortofrutticoli, dal vino alle birre, dai prodotti ittici alla carne, decine e decine di tipicità protette e tutelate da marchi Deco, Dop, Doc e Igp: il nostro obiettivo è quello di amplificarne la promozione attraverso la narrativa.

Al Premio può partecipare qualsiasi autore, purché maggiorenne.

Il racconto, già edito o inedito, di qualsiasi genere, deve avere la paternità dell’autore, deve essere scritto in lingua italiana, avere una lunghezza massima di 20mila battute spazi inclusi. Ogni autore può partecipare con un solo racconto. I migliori racconti, a insindacabile giudizio di una giuria composta da giornalisti, scrittori, editori e autori, verranno pubblicati in un’antologia diffusa nell’ordine delle 8mila copie nei ristoranti del Lazio. Non è richiesto nessun onere finanziario per partecipare.

I racconti dovranno essere inviati entro il 28 febbraio 2023 all’indirizzo di posta storieallacarta@gmail.com

Un’apposita giuria, formata da editori, giornalisti di settore e uomini di cultura, chef, nutrizionisti, valuteranno i lavori pervenuti nella email della redazione, vi sarà una premiazione con serata di consegna diplomi e antologia.

Incendio alla ex Freddindustria, la proposta dei Grillini Apriliani

Un progetto di pubblica utilità (leggi piazza o parco) che costituisce variante, e procedere all’espropriazione per pubblica utilità così come disposto dagli artt. 10 e 19 del DPR 327/2001, questa è la nostra proposta alternativa alla decisione del Comune di concedere con una variante la possibilità di edificare 208.500 m3, con un numero di abitanti insediabili di circa duemila unità, e di ottenere in cambio anche di bonificare l’area.

Lo dichiarano i Grillini Apriliani e Cittadini Pentastellati.

L’incendio divampato in alcuni capannoni dell’area della ex Freddindustria continua a preoccupare i cittadini di Aprilia; in attesa dei dati dell’Arpa sulle ricadute, ci conforta (fino a un certo punto), la relazione dell’ASL nella quale si fa presente che nei capannoni interessati non c’era amianto che è invece presente negli altri fabbricati confinanti ma fortunatamente non interessati dal rogo.

Il rogo, che si è sviluppato nel pomeriggio di mercoledì 1 febbraio vicino alle case di migliaia di cittadini inermi, ha generato una spaventosa e densa colonna di fumo nero visibile da chilometri di distanza e localizzato.

L’area e i fabbricati di proprietà della Società “Aprilia 2012 S.r.l.”, come certificato da un’ispezione della Polizia locale e dai vari esposti dei cittadini, erano presumibilmente pieni di rifiuti e, come se servisse, a riprova di ciò è bastato vedere come era nero il fumo che si levava dal sito e come era acre l’odore che lo accompagnava. Malgrado le ordinanze con cui venivano date disposizioni alla proprietà di procedere alla bonifica e messa in sicurezza del sito, di questa bonifica, neanche l’ombra. Il ritardo, e la non attuazione di quei provvedimenti, ha avuto come conseguenza di mettere in grave pericolo la salute pubblica. Oltretutto, la Società proprietaria dell’area che grazie al “fervore rigenerativo” del momento e alla volontà di ottenere finanziamenti da parte di questa attuale amministrazione, ha partecipato (tramite apposito avviso pubblico finalizzato alla costituzione di forme di partenariato pubblico-privato), al progetto 3 del PINQUA, grazie a cui nell’area d’interesse, tramite variante secca al PRG, (immaginiamo a breve votata in Consiglio comunale), potrà procedere a realizzare un complesso residenziale con una volumetria tra residenziale e commerciale, complessivamente di circa 208.500,00 me con un numero di abitanti insediabili di circa duemila unità. Tutto ciò non sembrerebbe un grande affare per i cittadini.

Ma veramente per risolvere la questione e bonificare realmente l’area serve una variante secca? A noi sembra che questa variante favorisca il privato di turno a suon di edificabilità, per favore, spiegateci dove sta il guadagno per i cittadini!

La soluzione a nostro avviso non sta in una nuova possibile speculazione edilizia bensì il comune dovrebbe approvare un progetto di pubblica utilità come una piazza o un parco, che costituisce variante, e procedere all’espropriazione per pubblica utilità così come disposto dagli artt. 10 e 19 del DPR 327/2001.

Nessuna speculazione edilizia, solo interesse pubblico per una vera rigenerazione urbana dell’area

La “rigenerazione urbana” non è solo una questione edilizia e ad Aprilia non dovrebbe comportare nuove abitazioni, ecco le nostre ragioni. La prima: in questa città si è già costruito troppo con un consumo di suolo utile spaventoso.  La seconda: la presenza di quantità di case e palazzi prontamente costruiti ma vuoti che generano di conseguenza una svalutazione dei prezzi degli appartamenti con ricadute sulle tasche di migliaia di proprietari. Con l’alibi della “riqualificazione edilizia” di una fabbrica chiusa o di un vecchio grande edificio abbandonato, si continua a costruire, comprendendo nuovi appartamenti e spacciando il tutto per una “riqualificazione”?

Nel 2023 la “rigenerazione urbana” deve essere accompagnata, oltre che da una riqualificazione urbanistica ed edilizia, da una “pianificazione sociale” della qualità della vita dotando l’area interessata di servizi, centri di aggregazione, servizi alla persona, servizi sociali, negozi di prossimità e   certamente non comprendere nuovi immobili residenziali. Oltre alla necessità di far uscire dal degrado i quartieri, deve “obbligatoriamente” fare i conti con la necessità di aumentare gli “spazi verdi” nei centri urbanizzati affinché il suolo possa erogare i suoi servizi ecosistemici. La necessità di usufruire di spazi ricoperti di vegetazione all’interno dei contesti urbanizzati non può essere accantonata e deve far parte “organicamente” del processo. La “rigenerazione” quindi deve essere non solo una riqualificazione di edifici, ma anche una “rigenerazione sociale” e una “rigenerazione climatica”: è questa la modernità della politica urbanistica di cui abbiamo bisogno.

Provincia, disponibile “Il Libro dei Francobolli 2022”

È disponibile negli otto uffici postali con sportello filatelico della provincia (Latina Centro, Piazzale dei Bonificatori, Aprilia, Cisterna, Formia, Gaeta, Minturno, Sabaudia e Terracina) “Il Libro dei Francobolli 2022”, la nuova raccolta di carte-valori postali emesse l’anno scorso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con relativi annulli del giorno di emissione e con un testo che ne illustra il tema.

“Il Libro non è solo la raccolta dei francobolli emessi in 365 giorni, ma è soprattutto il racconto dell’Italia attraverso i francobolli stessi che celebrano eroi, tesori, patrimoni culturali e il sistema produttivo, ce tutti insieme rappresentano il nostro Paese come un’affascinante storia di eccellenza – si legge nella nota delle Poste –Il piccolo rettangolo protagonista del Libro è una vera e propria opera d’arte che regala una nuova ribalta istituzionale e storica non solo a personaggi celebri, eventi, film e monumenti importanti ma anche a luoghi e personalità meno conosciuti che sono parte integrante della storia italiana e che costituiscono l’educazione civica del Paese.

All’interno del Libro dei Francobolli 2022 – conclude la nota – realizzato con una tiratura di 11mila esemplari, grande evidenza  per le emissioni che hanno riscosso grande interesse nel corso dell’anno”

Tentato furto al Carrefour, la guardia lo sventa ma rimane ferita

Tentato furto al Carrefour in zona Piccarello nella giornata di ieri. Nel tardo pomeriggio, un ragazzo ha tentato di superare le casse del supermercato senza pagare la merce che aveva prelevato. Il suo fare sospetto, però, è stato notato dalla guardia giurata che ha fermato il giovane all’uscita dal negozio.

Quest’ultimo però ha cercato di divincolarsi con tutte le sue forze spintonando l’agente che è rimasto leggermente ferito, rendendo necessario l’intervento del 118. Identificato invece il ragazzo.

Maratona Maga Circe, grande successo per la terza edizione

Libera da ogni restrizione, si è svolta con acclarato successo la terza edizione della Maratona Maga Circe, che ha visto 1800 atleti alla conquista di Sabaudia e San Felice Circeo. L’evento si è svolto sotto l’egida Fidal, con  il patrocinio dei Comuni di Sabaudia, San Felice Circeo, del Coni Lazio e di Opes e promossa da Città Sport e Cultura.

“Ogni edizione è sempre un’emozione forte quando vediamo concretizzare il lavoro di un intero anno – commenta Davide Fioriello presidente della asd In Corsa Libera – Un grazie al perfetto coordinamento con le forze dell’ordine, ai Sindaci e alle Amministrazioni Comunali di Sabaudia a San Felice Circeo, alla Federazione, agli sponsor ed a tutti coloro che hanno reso possibile la gara. La nostra arma vincente è uno staff eccellente, due ottimi direttori tecnici nelle figure di Antonello Cipullo e Sergio Zonzin e tutti coloro che hanno lavorato dietro le quinte. Anche quest’anno tantissimi runners ci hanno scelto, giungendo da ogni parte di Italia e dall’estero e abbiamo raggiunto un risultato incredibile in un periodo ancora non propizio in termini di numeri. Per questo un sentito grazie va a loro e a tutte le società presenti. L’incredibile valore aggiunto della Maratona Maga Circe – sottolinea Fioriello è il territorio che incanta tutti coloro che attraverso lo sport riescono a scoprirlo. Ed è per questo che il nostro intento è quello di esportare l’evento oltre i confini nazionali. Inizieremo già a lavorare per la 4° edizione del 4 febbraio 2024. Nel frattempo vi aspettiamo alla Mezza Maratona di Latina del 21 maggio 2023”. A dare lustro all’evento, lo spettacolo degli Sbandieratori Ducato Caetani Sermoneta che ha accompagnato gli atleti allo start ed anche all’arrivo della corsa. Presente allo start anche il presidente nazionale di Opes, Juri Morico.

A tagliare per primo il traguardo della Maratona 42,195 km con il pettorale numero 1 è stato Calcaterra Giorgio della Calcaterra Sport 02:46:02. Secondo sul podio D’Elia Dante della Giovanni Scavo Velletri 02:50:09. Terza piazza per Ciccarese Mauro dell’Abacus Villa Baldassarri 02:54:56. Per le donne della 42 km, prima con il pettorale 108, Costa Maria Rosa della G.S. Gabbi con il tempo di 03:13:12. Seconda Scaccia Alessandra della Frosinone Sport con 03:13:40 e terza Serra Manuela della Persicetana Podistica 03:16:12. Per la 28 km vince Amaniel Freedom pettorale della X Solid Sport Lab, che taglia il traguardo in 01:27:50. Secondo posto per Mascherpa Francesco della Runners Legnano 01:37:03. In terza posizione Sgaravatto Andrea dell’Atl. Casone Noceto 01:38:53. Il podio femminile della 28 km è composto da Capasso Patrizia Runcard 01:57:11. Seconda Cavalieri Angelina della Podistica Solidarietà  01:58:51, terza  Gabrielli Pamela della Runforever Aprilia 01:59:20.

La competizione di 13 km è stata vinta da Papoccia Diego della Runners Team Ferentino 00:43:23, secondo Lagona Marco della Caivano Runners 00:43:35, terzo Bandini Nicolò della G.P. Parco Alpi Apuane 00:44:15. Per le donne prima Mitidieri Lucia della Piano Ma Arriviamo 00:47:01, seconda Sabatini Francesca dell’Atletica Ceprano 00:52:31, terza Gaffi Silvia della Runner Trainer 00:53:22. Una gara che ha lasciato come sempre con fiato sospeso per  il bellissimo percorso che si sviluppa con partenza ed arrivo in due differenti località: lo start dal centro storico di San Felice Circeo, per poi districarsi sul lungomare, costeggiando le dune, Torre Paola e le lingue di entroterra fino ad arrivare alla Piazza del Comune di Sabaudia. “L’Amministrazione comunale di Sabaudia, in stretta intesa con quella di San Felice Circeo, ha tra gli obiettivi prioritari che intende perseguire, quello di favorire lo svolgimento di eventi sportivi di qualità, valorizzando le peculiari caratteristiche ambientali del nostro territorio e favorendo al tempo stesso i processi di destagionalizzazione delle presenze turistiche – commenta il Sindaco di Sabaudia Alberto Mosca – In tale quadro, quindi, ben si inserisce la Maratona della Maga Circe, che quest’anno ha superato le 1.800 presenze proprio perché caratterizzata da un tracciato unico nel suo genere, dalla collina, alle dune, al mare, ai laghi costieri, sino ad attraversare il Parco del Circeo e concludersi nel centro dell’Arte razionalista. Per tali motivi, è mio intendimento collaborare con il Comitato organizzatore affinché la Maratona diventi appuntamento immancabile nell’agenda di tutti gli appassionati del settore”.

Una logistica di non facile gestione, ma che è stata studiata per rendere unico il percorso, occupandosi oltretutto anche del meticoloso trasporto degli atleti al punto di partenza, accompagnati dagli autobus messi a disposizione dall’organizzazione. “Un successo strepitoso grazie alla competenza dell’organizzazione di In Corsa Libera di Davide Fioriello, che è una garanzia – commenta Felice Capponi, assessore allo sport del Comune di San Felice Circeo. Stamattina la piazza del comune, che già è bella di suo, era pienissima tra atleti ed accompagnatori oltre duemilacinquecento persone. Una corsa riuscita, sotto un sole meraviglioso, un connubio tra due territori amici e vicini come San Felice e Sabaudia. Grazie a tutti gli atleti provenienti da tutta Italia, siamo solo alla terza edizione, continuiamo così”.

“Sono ancora emozionato per lo spettacolo a cui ho avuto l’onore e il privilegio di assistere da un posto in prima fila – commenta il delegato allo sport del Comune di Sabaudia Massimo Mazzali. Vedere tanti atleti sfidare se stessi prima che gli altri e vedere tanti partecipanti godere di quello che questi posti offrono, mi ha “gasato” a tal punto che, anziché cominciare a programmare l’edizione 2024 nei prossimi mesi, cominceremo a pensarci dai prossimi giorni. Grazie a tutti e dico tutti per paura di dimenticare qualcuno nei ringraziamenti visto il prezioso apporto che ogni singola persona ha dato per la riuscita di questo meraviglioso evento”.

L’organizzazione ringrazia in primis le due società Atletica Sabaudia e Fitness Montello per il supporto tecnico-logistico all’evento, grazie alla Safety & Comunicazion Service odv e Motopatitori, alla Gravity Bassiano, alle associazioni impegnate nei ristori: Top trail, Genzano Marathon, Gianluca Picozza Aggressivi Priverno, Runforever, Pedagnalonga, Nuova Podistica Latina, allo staff Opes Latina. Si ringraziano le importanti realtà locali partner dell’evento tra cui Cantina Villa Gianna, Bianchi Assicurazioni, Biolatina, Gruppo Eco Liri Spa, Autoeuropa Spa, F.lli Baratta Tour, Partesa. Sponsor tecnico Displayed Clothing. Tante ancora le accortezze di gara per il benessere dei runners. Gli atleti durante il tragitto sono stati accompagnati a suon di musica in diversi tratti, grazie alla presenza delle auto del Team Cris Hi-Fi. Inoltre, al termine dalla gara, i podisti hanno usufruito del servizio gratuito di massaggi defaticanti con lo staff di PFfascialfisio del Dottor Piergiorgio Faustini. Già si pensa alla futura edizione, con l’obiettivo di crescere ancora di più. Appuntamento al 4 febbraio 2024 con la quarta edizione della Maratona Maga Circe.

Il freddo inverno degli italiani: 7 famiglie su 10 abbassano i termostati contro il caro-bollette

Quest’inverno le famiglie italiane hanno ridotto in media di 0,5° il proprio riscaldamento, passando da 19,95 gradi a 19,38 gradi, in linea con le direttive del Decreto Riscaldamento 2022-2023 emanato dal Governo lo scorso ottobre per far fronte al Caro Energia invernale; è quanto emerge dallo studio di tado°, azienda leader nel settore del clima domestico, che ha analizzato l’andamento delle temperature nelle case europee nei primi mesi invernali.

Il decreto, che chiedeva agli italiani di abbassare la temperatura delle loro case a 19° -con una tolleranza di 2°C-, riducendo anche il periodo di accensione dei termostati e il numero di ore giornaliere di riscaldamento, ha trovato ampia risposta da parte delle famiglie italiane: quasi 7 su 10, infatti, hanno abbassato i termostati di almeno 0,5° per far fronte al caro bollette.

Da nord a sud, le regioni italiane hanno affrontato in modo diverso questa decisione del governo, e la più meritevole per il numero di famiglie che ha deciso di abbassare il proprio termostato è l’Emilia-Romagna, regione che vede il 73,3% delle case che hanno seguito le misure consigliate dallo stato, riducendo la temperatura domestica di 0,7° per evitare gli sprechi ed avere un clima casalingo medio di 19,3°. A seguire, il Piemonte e il Trentino-Alto Adige con il 73% delle famiglie italiane che hanno diminuito il riscaldamento rispettivamente di 0,6° e 0,7° per arrivare a 19,4°, seguiti dalla Lombardia, che vede il 72,3% degli abitanti abbassare di 0,6° con una media di 19,5°.

Affrontando il tema della temperatura media che le famiglie italiane hanno impostato sul proprio termostato in questi primi mesi invernali è chiaro che la classifica cambia: oro per Toscana e Umbria, che hanno un clima domestico di 18,9°, seguite da Marche, Abruzzo e Molise con 19° e terzo posto per il Friuli-Venezia Giulia con 19,2°.

Analizzando gli ultimi posti della classifica, si può notare che in Calabria solo 5 famiglie su 10 hanno deciso di abbassare il proprio termostato (53,8%), portando la temperatura media a 19,4°, solo 0,4° in meno rispetto al 2021.

A seguire, la Campania, che vede il 55,6% delle case diminuire i gradi, con una media di 19,6° e un decremento di 0,3°. Al terzultimo posto, la Basilicata con il 57,4%. Ma quale regione mantiene la temperatura media più alta? Risultato inaspettato con la Sicilia (19.8°), una delle zone con il clima più mite di Italia, che ha deciso di non voler soffrire il freddo in casa.

Lo studio di tado° ha analizzato tutta l’Europa, con un campione di 340.000 case, e ha scoperto che in media in Europa quasi 8 famiglie su 10 hanno deciso di limitare i costi del gas, abbassando la temperatura casalinga. La nazione più parsimoniosa è l’Olanda, con quasi l’84% delle case che hanno deciso di rispettare l’ambiente e affrontare l’inverno con un ridotto utilizzo del riscaldamento. A seguire, il Lussemburgo (82,9%) che si conferma tra i più meritevoli nel continente. Il terzo posto è occupato dall’Irlanda (80,5%), segnale che sul podio sono presenti solo nazioni nordiche che sono abituate ad affrontare gli inverni più rigidi. Fanalino di coda, in controtendenza con i primi posti, rispettivamente: la Finlandia (45%), la Norvegia (47%) e la Romania (47,7%).

Lo studio effettuato da tado° evidenzia come i risparmi in termini energetici siano diventati un tema sempre più centrale nelle case degli italiani. Infatti, attraverso i propri termostati intelligenti, tado° permette ai propri clienti di risparmiare una media del 22% grazie ad algoritmi intelligenti e a funzioni come la Geolocalizzazione o il Rilevamento delle Finestre Aperte. Il software tado° aiuta, inoltre, gli utenti a conoscere il modo in cui la loro casa utilizza l’energia per il riscaldamento. Funzioni come tado° Energy Cockpit e Energy Savings Report forniscono ai clienti previsioni sulle future bollette, confronti mensili e analisi delle stanze che utilizzano maggiormente il riscaldamento per consentire una corretta pianificazione e identificare i momenti e le aree della casa in cui è possibile aumentare ulteriormente il risparmio.

– Fonte www.dire.it –

Elezioni, Muzio: “Il rilancio del turismo passa dai borghi”

“Il futuro del turismo passa dai borghi”. E’ chiaro il messaggio di Annalisa Muzio, candidata alle regionali per Forza Italia, e da sempre grande sostenitrice della ricchezza rappresentata dai borghi.

Un lavoro costante, fatto come presidente di associazioni e come consigliere comunale, sul territorio di Latina dove i borghi rappresentano la storia della città.

Ma la provincia di Latina è piena di esempi di borghi bellissimi alcuni ancora poco conosciuti e fuori dalle mete turistiche.

“I borghi sono la nostra storia – afferma Annalisa Muzio – e come tale vanno valorizzati, riqualificati e rilanciati per quanto riguarda il turismo. 11 borghi in provincia di Latina, e poi quelli di Cisterna, Pontinia, Sabaudia, San Felice Circeo, Terracina, Sperlonga, Gaeta, Fondi, Cori e Fossanova, solo per citarne alcuni, a testimonianza di quanto il territorio della provincia di Latina sia uno scrigno dal valore inestimabile. Ma per incentivare il turismo nei borghi e per riqualificare alcune aree  – aggiunge Annalisa Muzio – la Regione deve svolgere un ruolo fondamentale. Promozione turistica e azioni strategiche di marketing territoriale per valorizzare la conoscenza delle nostre eccellenze territoriali, le bellezze, le tipicità, le tradizioni e l’enogastronomia.

Grazie a propri bandi e contributi regionali, ma anche grazie a fondi in arrivo con il PNRR – aggiunge Annalisa Muzio – bisogna pensare ad un rilancio dell’intero settore che ha un potenziale enorme ancora tutto da scoprire. Programmazione di azioni per un turismo sempre più sostenibile che è certamente un trampolino di lancio in grado di valorizzare le bellezze paesaggistiche e culturali del nostro territorio. E che il turismo sia un volano importante per l’economia lo dicono i dati: la filiera del turismo in Italia è ripartita. Il 2022fa notare la candidata al consiglio regionale – si è chiuso sfiorando i 400 milioni di presenze turistiche, con un balzo del +38,2% sul 2021 (dati Assoturismo – CST). Nel 2017 il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo proclamava come il turismo nei borghi avesse fatto registrare il 36% dell’afflusso turistico totale italiano, con un trend in costante crescita del 3% annuo per il 2018 e il 2019 prima dello stop imposto dal Covid. I turisti mossi dal desiderio di scoprire storia e tradizioni legate ai borghi – aggiunge ancora Annalisa Muzio – sono gli stessi che si dimostrano attenti ad un turismo sostenibile e rispettoso dell’ambiente. E sono soprattutto i giovani a prediligere mete di viaggio usando mezzi di trasporto a basso impatto ambientale e facendo scelte culinarie all’insegna dei prodotti a km 0 e di acquisti consapevoli orientati al sostentamento dell’artigianato locale. E allora perché una provincia come la nostra che può contare su questo immenso patrimonio con borghi bellissimi, in montagna o affacciati sul mare, non inizia seriamente a mettere in campo tutte le strategie possibili per attirare questo tipo di turismo?

Perché – fa notare la Muzio – c’è bisogno di fare sistema tra pubblico e privato, tra associazioni di categoria e Camera di Commercio, tra Comuni, Provincia e Regione. Tutti gli sforzi fatti fino ad oggi non sono riusciti a produrre un granché in termini di aumento di presenze e questo perché tutti hanno pensato di potere fare da soli. Non si può più pensare di lavorare ad un così grande progetto ognuno per conto suo. La politica – commenta la candidata di Forza Italia – ha il compito di fare da collante tra tutti i soggetti interessati al rilancio di questa provincia che tanto ha, in termini di ricchezze, e a cui tanto ancora manca per fare quel passo in avanti necessario ad essere inserita in percorsi turistici virtuosi soprattutto per i tanti turisti che soggiornano a Roma e Napoli. Un uso ottimale delle risorse ambientali, paesaggistiche e storiche e la rinascita dell’artigianato e delle tradizioni locali, anche quelle culinarie, sono oggi possibili. Il Lazio può essere la destinazione turistica capofila di un’Italia ancora in parte inesplorata e i borghi rappresentano, certamente, destinazioni alternative per chi sceglie itinerari di vacanza fuori dalle rotte commerciali.

E allora – conclude Annalisa Muzio – mettiamo insieme le offerte dei vari Comuni, le necessità di artigiani, ristoratori, albergatori e commercianti cercando di rendere appetibile la provincia di Latina e le sue tante bellezze. I borghi e le loro attività possono aspirare a equiparare l’offerta turistica delle grandi città con tutti i vantaggi della lontananza dal caos. Ma soprattutto i borghi possono costituire una concreta risorsa per risollevare l’economia e le sorti dei piccoli e medi comuni e delle loro attività”.

Unci Agroalimentare: finanziamenti fino ad 1,5 milioni di euro a imprese agricole

“Si aprono nuove opportunità per le imprese del territorio del comparto agricolo. Per i giovani di età non superiore ai 41 anni, che intendano avviare un’attività o potenziarla, sono previsti finanziamenti pubblici fino al 100% degli investimenti” . Così Gennaro Scognamiglio, presidente nazionale di Unci Agroalimentare.

“L’Ismea – Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare – ha spiegato il dirigente dell’associazione di categoria del mondo cooperativistico –, un ente pubblico che promuove lo sviluppo delle imprese nel comparto primario, ha predisposto nuove agevolazioni, con la misura Generazione Terra. Unci Agroalimentare informa pertanto gli operatori economici ed i cittadini interessati che è possibile partecipare al bando per l’accesso ai finanziamenti. Le sedi territoriali dell’associazione sono pronte a fornire informazioni ed assistenza per la pratica”.

La misura di Ismea è finalizzata a favorire lo sviluppo e il consolidamento di superfici condotte nell’ambito di una attività imprenditoriale agricola o l’avvio di una nuova impresa agricola, attraverso il finanziamento del 100% del prezzo di acquisto di terreni.

In particolare, Generazione Terra si rivolge a giovani imprenditori agricoli (età non superiore a 41 anni non compiuti) che intendono ampliare la superficie della propria azienda mediante l’acquisto di un terreno, confinante o funzionalmente utile con la superficie già facente parte dell’azienda agricola condotta in proprietà, affitto o comodato, da almeno due anni alla data di presentazione della domanda oppure consolidare la superficie della propria azienda mediante l’acquisto di un terreno già condotto dal richiedente, con una forma contrattuale quale il comodato o l’affitto, da almeno due anni alla data di presentazione della domanda.

Generazione Terra, inoltre, si rivolge a giovani startupper con esperienza (età non superiore a 41 anni non compiuti) che intendono avviare una propria iniziativa imprenditoriale nell’ambito dell’agricoltura ed anche a giovani startupper con titolo (età non superiore a 35 anni non compiuti) che intendono avviare una propria iniziativa imprenditoriale nell’ambito dell’agricoltura.

Il finanziamento massimo previsto è di 1.500.000 euro, in caso di giovani imprenditori agricoli e giovani startupper con esperienza e di 500.000 euro, in caso di giovani startupper con titolo.

“1860, La Verità”, sabato la presentazione del libro al Castello Angioino

Sabato 11 febbraio, alle ore 9:45, presso il Castello Angioino di Gaeta, sarà presentato il libro “1860: La Verità. Da centinaia di documenti inediti, i veri “come e perché” dell’impresa garibaldina e dell’Unità d’Italia”, di Antonio Formicola e Claudio Romano, Edizioni Apeiron.

Oltre agli autori, interverranno il Sindaco di Gaeta, Cristian Leccese, l’Arcivescovo di Gaeta, Luigi Vari, e il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, Marco Dell’Isola. L’incontro sarà moderato da Roberto Mari, Capo di Gabinetto del Sindaco di Gaeta.

SINOSSI

Gli Autori hanno condotto per oltre 40 anni un’approfondita ricerca, soprattutto presso l’Archivio di Stato di Napoli, che ha portato alla consultazione di circa 200.000 documenti risalenti al periodo compreso tra il 1859 ed il 1863 e riferiti al Regno delle Due Sicilie. Dalla ricerca sono emersi svariate centinaia di missive, telegrammi, dispacci ed altro materiale in gran parte inedito che illustrano, senza possibilità di equivoci, i “veri” antefatti, eventi, decisioni, retroscena collegati all’impresa garibaldina ed alla conseguente unità d’Italia.

Formicola e Romano, in questo loro lavoro, hanno inteso separare in modo netto e perentorio la narrazione dei “fatti” dal loro commento. Infatti, dopo una breve presentazione nella quale spiegano la genesi di questo volume, hanno inserito una stringata ma esaustiva introduzione con cui illustrano al Lettore la situazione internazionale dove maturò l’intera vicenda partendo dalla fine del Congresso di Vienna, fino alla salita al trono partenopeo di Francesco II. 

Quindi vi è il vero “corpo” del libro costituito da circa 500 documenti d’epoca (alcuni riprodotti anche fotograficamente) che, messi semplicemente in ordine cronologico ed il cui testo è stato riportato fedelmente nonché contraddistinto dalla relativa nota archivistica, finiscono con l’essere, né più, né meno, una sorte di “diario scritto a più mani” che descrive non solo la cronaca degli avvenimenti che precedettero e costituirono quel complesso di eventi noto a tutti come “Unità d’Italia”, ma illustra anche le motivazioni politiche, le strategie militari ed i rapporti diplomatici tra le varie nazioni che ebbero un ruolo in questa vicenda.

Gli Autori, in coda al lavoro, hanno quindi espresso delle “considerazioni finali” nelle quali hanno evidenziato diciotto elementi di particolare rilievo che, secondo loro, scaturiscono dalla lettura dei documenti riportati in precedenza. 

Tra i vari elementi di novità che emergono dalla lettura dei documenti d’epoca riportati in questo libro, vi è la dimostrazione che i “mille non erano mille” bensì quasi 45.000, a cui vanno aggiunti le migliaia di siciliani che scelsero di combattere al loro fianco, e che spiega come e perché ebbero la meglio su un Esercito borbonico forte di circa 35.000 effettivi in Sicilia. Come anche, sebbene Francesco II fosse stato informato della preparazione e della partenza della spedizione garibaldina dal suo efficientissimo “servizio segreto”, attuò contromisure militari e diplomatiche inefficaci e strategicamente sbagliate. Ed ancora come le armi dei borbonici, oltre ad essere numericamente insufficienti, erano tecnologicamente vecchie, mentre le “camice rosse” erano dotate di armi modernissime e performanti. E poi la raccolta e gestione dei flussi finanziari che permisero la realizzazione dell’impresa militare, con il ruolo fondamentale di Giuseppe Garibaldi come “promoter” della raccolta fondi in tutto il mondo, nonché della parte che ebbe la Banca Brambilla di Milano come collettore del flusso finanziario. E tanto altro ancora. 

Ne esce fuori una “verità incontestabile” che ben si distingue dalla “narrazione classica” a cui tutti gli italiani sono abituati avendola studiata, più volte, nel corso della loro carriera scolastica.

Da questo lavoro, alla ben nota frase “la Storia la scrivono i vincitori”, è dunque doveroso aggiungerne un’altra: “la Vera Storia la raccontano soli i Documenti”.