Home Blog Pagina 3336

Usa, avvistato e abbattuto nuovo oggetto aereo non identificato

Canada – Gli USA hanno reso noto un nuovo avvistamento sospetto nei cieli nordamericani: si tratta di “un oggetto aereo non identificato” che ha sorvolato ad alta quota il Canada settentrionale, prima di essere poi abbattuto dalla dall’aviazione americana e canadese. L’episodio è stato poi confermato anche dal premier canadese Justin Trudeau. Non è chiaro che oggetto sia o se sia collegato al pallone-spia cinese a un altro oggetto non identificato abbattuto sopra l’Alaska venerdì.

Anche l’oggetto non identificato abbattuto nel Canada settentrionale, nello Yukon “aveva una forma cilindrica”, come quello neutralizzato venerdì in Alaska. Lo ha detto il ministra della Difesa canadese Anita Anand. L’oggetto, ha proseguito, era più piccolo del pallone-spia abbattuto dal Pentagono al largo delle coste del South Carolina e volava a 40mila piedi (12 mila metri) di altitudine, ponendo “una ragionevole minaccia alla sicurezza aerea”. Anand ha sottolineato che non è prudente speculare ora sull’origine e la natura dell’oggetto, invitando ad attendere l’esame dei resti dopo il loro recupero.

“Il licenziamento di Motolese è ingiustificato”: inizia il processo di Appello

Il 16 febbraio prossimo si svolgerà presso la Corte di Appello di Roma, la prima udienza del processo di appello promosso da Federlazio per chiedere la riforma della sentenza del Tribunale Ordinario di Latina n. 424/2021 depositata il 25.03.2021. La sentenza richiamata è quella con la quale l’ex Direttore della sede Federlazio di Latina, Saverio Motolese, si era visto riconoscere dal giudice del Lavoro, il diritto a ricevere una cospicua indennità – a titolo di indennità supplementare e per il mancato preavviso di licenziamento – a fronte del licenziamento per giusta causa che gli era stato comunicato da Federlazio il 22 maggio 2018, sulla scorta di una serie di contestazioni. Si legge nella sentenza richiamata che “il Tribunale accerta e dichiara che il licenziamento intimato al ricorrente è ingiustificato e il Giudice, oltre al pagamento delle indennità, rigetta la domanda riconvenzionale avanzata da Federlazio e condanna quest’ultima alla refusione delle spese di lite”.

A conclusione di una causa durata tre anni, il giudice aveva stabilito che il “licenziamento di Motolese si fondava su una serie di contestazioni, tutte risultate viziate da evidenti criticità, vuoi per la genericità dei fatti contestati, vuoi per l’assoluta carenza di condotte di rilievo disciplinare”. Nessuna delle contestazioni mosse nei confronti di Saverio Motolese dalla Direzione generale di Federlazio, “riusciva a fare emergere una inadeguatezza di Motolese rispetto a legittime aspettative datoriali, al ruolo assegnatogli e rispetto ai risultati auspicabili in termini oggettivi” . Anzi, “sono rimaste totalmente incontestate tutte le circostanze dedotte da Motolese nel ricorso, in riferimento all’andamento positivo della sede di Federlazio Latina”, nel lungo periodo in cui ha rivestito il ruolo di Direttore.  Elemento, questo, di assoluto rilievo. Se ne deduce che Motolese, ex direttore di Federlazio Latina, malgrado i risultati positivi conseguiti dall’associazione sul territorio, sia stato allontanato con una serie di motivazioni che, a parere del giudice del lavoro, sono apparse pretestuose e inconsistenti.

La sentenza, come aveva dichiarato l’avvocato di Motolese Giuseppe Ibello “ha segnato e certificato la fine di un percorso che ha trovato il riconoscimento del valore della prestazione del dottor Motolese sul territorio, sia nelle sua veste di Direttore dell’associazione, sia come punto di riferimento di una parte del mondo dell’imprenditoria del nostro territorio”. Inoltre, il giudice aveva rigettato la domanda riconvenzionale della Federlazio con la quale aveva chiesto “la condanna di Motolese al pagamento risarcitorio di 126.463 euro, pari al valore della somma delle quote associative delle 95 aziende dimesse, subito dopo il suo licenziamento”. Federlazio, aveva tentato, senza alcun risultato, di contestare il fatto che a seguito dell’avvenuto licenziamento di Motolese, numerose imprese associate si erano dimesse per aderire in una nuova compagine, seguendo lo stesso Motolese e l’allora Presidente di Federlazio di Latina, Giampaolo Olivetti, provocando così all’associazione un danno per la perdita delle quote associative riferite alle aziende dimesse.

Ma il giudice aveva ritenuto che tale condotta addebitata al Motolese “non avesse provocato alcun pregiudizio lamentato da Federlazio, tanto meno la fuoriuscita dall’Associazione di un numero consistente di imprese associate”. Aggiunge il giudice che “le imprese ex associate a Federlazio avevano deciso in piena autonomia di “seguire” Olivetti e Motolese in una nuova esperienza di rappresentanza imprenditoriale, stante anche la natura fiduciaria del rapporto associativo”. A meno che non si vogliano considerare così tanti imprenditori privi di libero pensiero e capacità di discernimento, appare evidente dagli atti e dallo svolgimento del procedimento, che le loro dimissioni dalla Federlazio, libere e consapevoli, furono scaturite proprio dalla non condivisione del licenziamento di Motolese.

Serie C, il Latina rimonta il Francavilla e si prende 3 punti pesantissimi

Grande successo casalingo per il Latina che batte la Virtus Francavilla grazie ad una grande rimonta di squadra. Fabrizi e Ganz guidano la riscossa nerazzurra dopo l’iniziale svantaggio. La partita inizia subito in maniera vibrante, con la Virtus Francavilla che trova dopo poco il vantaggio. Al minuto 11, infatti, la squadra ospite riesce a trovare il varco giusto con Patierno, che supera Tonti in uscita. L’inizio dell’azione è però viziato da un fallo su Sannipoli sulla metà campo non fischiato dal direttore di gara. Un match che si dimostra nervoso fin dalle prime battute, con tanti falli e proteste nei confronti dell’arbitro. Nel frattempo, il Latina fatica ad organizzare una vera reazione mentre la Virtus Francavilla prova a controllare il pallino del gioco con continui lanci lunghi verso le punte.

Ci prova Ganz a risvegliare il Latina, con una girata volante da dentro l’area che si perde di poco alta sopra la traversa. E poco dopo arriva il pareggio dei nerazzurri. Grande azione sulla destra di Carissoni che mette al centro dell’area con un cross perfetto che trova puntuale all’appuntamento Fabrizi. Il falco di testa si avventa sulla sfera e la scaraventa in rete per l’1-1 del Latina. In pieno recupero ancora Carissoni sfiora il 2-1 con una bordata dalla destra che viene disinnescata da Avella.

Il secondo tempo riparte subito fortissimo. Il Latina attacca e dopo quattro minuti Ganz si guadagna un importantissimo calcio di rigore. È lo stesso numero dieci che si incarica della battuta, spiazzando il portiere Avella. Tre partite giocate e due gol segnati, che impatto per Ganz con la maglia del Latina. Al 60’ i primi cambi per Daniele Di Donato: Furlan rileva Riccardi, mentre De Santis entra al posto dell’infortunato Cortinovis. In contropiede la squadra nerazzurra si dimostra pericolosa, ma non riesce a chiudere il match.

Torna in campo anche Lorenzo Rosseti nelle file del Latina, con il numero undici che rileva Luca Fabrizi. Spazio anche per Peschetola allo scoccare del novantesimo minuto. Dopo sei lunghissimi minuti di recupero l’arbitro fischia la fine del match, decretando il successo della squadra nerazzurra. Tre punti pesantissimi che fanno continuare la corsa verso l’obiettivo stagionale.

Il tabellino

Latina-Virtus Francavilla 2-1
Latina Calcio 1932: Tonti, Esposito Ant., Amadio, Di Livio, Sannipoli (90’ Peschetola), Ganz, Carissoni, Calabrese, Fabrizi (82’ Rosseti), Riccardi (60‘ Furlan), Cortinovis (60’ De Santis). A disp.: Giannini, Pellegrino, Belloni, Barberini, Di Mino, Bezziccheri, Nori, Bordin, Esposito And., Gallo. All.: Di Donato
Virtus Francavilla: Avella, Idda, De Marino, Maiorino (64’ Karlsson), Di Marco (46’ Macca), Patierno, Caporale, Risolo (78’ Tchetcheoua), Cisco (74’ Solcia), Murilo, Minelli (74’ Cardoselli). A disp.: Milli, Romagnoli, Manarelli, Ejesi, Prinelli, Carella, Yakubiv. All.: Calabro
Marcatori: 11’ Patierno (VF), 41’ Fabrizi (L), 50’ Ganz (L, rig.)
Arbitro: Gioele Iacobellis di Pisa, 1° Assistente Nicola Di Meo di Nichelino, 2° Assistente Nidaa Hader di Ravenna, 4° Uomo Raffaele Gallo di Castellammare di Stabia
Ammoniti: 16’ Patierno (VF), 18’ Esposito Ant. (L), 30’ Di Marco (VF), 66’ Di Donato (L, non dal campo), 69’ Risolo (VF)
Angoli: 2-4
Recupero: 1’, 6’
Note: 1149 spettatori di cui 484 abbonati e 3 ospiti

Lavoro, torna lo smart working per i genitori. Prorogato quello per i fragili

Smart working prorogato fino al 30 giugno 2023 per i lavoratori fragili e torna il lavoro agile per i genitori con figli minori di 14 anni nel settore privato. È quando prevede un emendamento al milleproproghe approvato nelle commissioni del Senato presentato da Antonio Nicita del Pd. È stato approvato all’unanimità dalle commissioni Bilancio e Affari costituzionali del Senato.

“Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e il Governo mantengono le promesse sulla proroga fino al 30 giugno per i lavoratori fragili, tanto del settore pubblico che di quello privato”, si legge in una nota del ministero. Il ministro Marina Calderone, in tal senso, aveva già annunciato durante il question time al Senato del 26 gennaio l’impegno a trovare le risorse per permettere la proroga dello smart working oltre il 31 marzo. “Impegno concretizzatosi grazie alle coperture finanziarie (16 milioni), oltre che del Ministero del Lavoro, anche dei Ministeri dell’Economia e delle Finanze e dell’Istruzione e del Merito ad un emendamento al Decreto Milleproroghe approvato stamattina all’unanimità presso le Commissioni Bilancio e Affari costituzionali del Senato”, conclude la nota. – Fonte www.dire.it –

Sezze – Sabato un convegno sull’economia sociale

Organizzato dall’Associazione nazionale Vigili del fuoco in congedo – Città di Sezze e dall’Associazione “Valorizzazione ricerca e promozione onlus” di Sezze in collaborazione con la Parrocchia di Santa Lucia, il convegno “L’economia sociale, una prospettiva per il futuro” si terrà a Sezze, sabato 18 febbraio alle 18.30, presso la stessa Parrocchia di Santa Lucia.  Interverranno: Giorgia Diletta Nigri, ricercatrice della LUMSA nonché membro del Comitato scientifico di Economy of Francesco, il movimento che raggruppa gli economisti under 35 di tutto il mondo convocati ad Assisi da Papa Francesco; Caterina Costa, presidente del Centro per la Pace di Assisi impegnata in progetti di cooperazione internazionale; Angela Pierli, Project Manager di Città di Castello esperta nella creazione di reti di economia sociale e civile; Massimiliano Porcelli, presidente della Cooperativa Utopia 2000 in giro per l’Italia a presentare il docufilm che racconta il progetto del Girasoli Tour.

L’incontro si aprirà con i saluti di Don Giovanni Grossi, parroco della Chiesa di Santa Lucia, Paolo Casalini, presidente dell’Associazione nazionale Vigili del fuoco in congedo – Città di Sezze  e di Lidano Lucidi, sindaco di Sezze. Modererà il convegno Andrea Gianolla, vice presidente dell’ Associazione “Valorizzazione ricerca e promozione onlus” e direttore del coro dell’Associazione “Passione di Cristo” di Sezze. È prevista la partecipazione  di alcuni sindaci dei Monti Lepini, i Dirigenti i degli Istituti scolastici di Sezze e i rappresentanti degli studenti. “Il convegno – hanno affermato gli organizzatori – punta  a far  confrontare alcuni esperti di settore. Confronto  volto a esplorare in particolare le potenzialità future di un modo di fare economia più attento ai valori dell’equità e della giustizia sociale. In un’epoca storica come quella che stiamo vivendo, caratterizzata da grandi disparità e diseguaglianze che rischiano di deflagrare, riteniamo utile sperimentare, anche nel nostro territorio, nuovi percorsi legati a un’economia maggiormente redistributiva”. 

Al termine del convegno verrà proiettato il docufilm “Tutto quello che sarà” del regista pontino Renato Chiocca sul “Girasoli Tour”, il viaggio di 3500 chilometri  che il presidente della Cooperativa Utopia 2000 onlus, in compagnia del giovane Dennis Lucarelli (ospite della Comunità educativa residenziale di Roccagorga), sostenuti dal Consiglio d’amministrazione della stessa Cooperativa,   hanno percorso interamente in bicicletta, dal 10 giugno al 15 luglio del 2021,  nell’Italia  che resiste, come recita “Viva l’Italia”, canzone di Francesco De Gregori, nell’Italia empatica e innovativa. “Ringrazio gli organizzatori e la Parrocchia di Santa Lucia  – ha sottolineato Massimiliano Porcelli –  per questo invito davvero gradito. Ma in particolare ringrazio Maria Contento,  consigliera della Presidenza del Consiglio dei Ministri,  appassionata di queste tematiche, che sarà presente all’incontro”. In programma, durante la serata un collegamento con Dennis Lucarelli, il monore coprotagonista del docufilm. Questa di Sezze è la terza tappa, dopo Bevagna e Cori,  del tour delle proiezioni  dello stesso docufilm. Queste le altre tappe: Grosseto, Salerno, Roma, Verona, Fondi, Vasto, Assisi. Perugia, Ascoli e Milano.

Agevolazioni tariffarie trasporto pubblico locale, riaprono i termini per richieste e abbonamenti

Riapertura termini Agevolazioni tariffarie trasporto pubblico locale 2023. A partire dalle ore 9.00 di mercoledì 15 febbraio 2023, la Regione Lazio riaprirà il sistema relativo alle Agevolazioni tariffarie sul trasporto pubblico locale e sarà quindi possibile effettuare le richieste o i rinnovi degli abbonamenti annuali.

Resta confermata la procedura per l’accesso al sistema SIRGAT, che sarà effettuabile esclusivamente tramite identificazione digitale: SPID/CIE/CNS/Utenza Regione Lazio. La richiesta prodotta dal sistema regionale, va presentata in copia al comune di residenza con tutti i relativi allegati, per effettuarne l’approvazione.

Omicidio a colpi di pistola, cadavere scoperto in un dirupo

Varese – Il cadavere di un uomo ucciso a colpi di pistola è stato trovato ieri in un canalone a Castelveccana, nei boschi in provincia di Varese.

Lo ha reso noto la Procura di Varese. Secondo quanto emerso e riportato dalla stampa nazionale, la vittima sarebbe un uomo di origini nordafricane, che dopo essere stato colpito sarebbe precipitato per oltre centro metri.

Sulla strada che costeggia il dirupo, sono stati rinvenuti due bossoli di piccolo calibro. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco con gli specialisti del nucleo Speleo Alpino Fluviale e i carabinieri, allertati da una telefonata.

Regionali, oggi e domani alle urne: ma andare a votare con il cane si può?

Oggi e domani, nel Lazio e in Lombardia si voterà per elezioni regionali ed essendo domenica sarebbe comodo unire il dovere civico al piacere della passeggiata con il nostro amato cane. Ma possiamo portarlo con noi al seggio e nella cabina elettorale? L’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) dà qualche indicazione sul tema.

Per il Ministero dell’Interno nulla osta: non ci sono prescrizioni che vietano all’elettore di essere accompagnato dal proprio cane, ma è il presidente del seggio che ha la possibilità di acconsentire o meno l’accesso al nostro amico con la coda.

«Teniamo presente che possono sussistere motivi particolari, si spera veritieri, per i quali il presidente di seggio può vietare l’accesso a Fido», spiega la responsabile dello Sportello legale dell’Oipa, l’avvocato Claudia Taccani, «per esempio, la presenza al seggio di persone fobiche o che possono avere reazioni allergiche alla presenza dei cani. In casi come questi è necessario bilanciare gli interessi e garantire il diritto al voto, sempre rispettando l’animale la cui tutela, ricordiamolo, è prevista dall’articolo 9 della Costituzione». L’Oipa sottolinea che però nessun divieto o limitazione può sussistere per i cani guida di persone non vedenti.

Ma come condurre il nostro cane quando andiamo al seggio? Occorre anzitutto portarlo diligentemente al guinzaglio evitando la “lunghina” e la modalità di scorrimento nel caso di guinzaglio estensibile. È bene inoltre portare la museruola da far indossare, come prevede la legge, solo in caso di necessità e, quindi, se ci sia richiesto per accedere al seggio con il quattrozampe.

«È utile informarsi all’entrata dell’edificio che ospita le urne: solitamente le stesse forze dell’ordine presenti possono fornirci istruzioni e, in caso di dubbio, spieghiamo cordialmente che già esiste un’indicazione positiva da parte del Ministero dell’Interno», prosegue l’avvocato Claudia Taccani. «In caso di accesso negato, mai lasciare il nostro cane incustodito fuori dalla scuola: potrebbe patire uno stress o spaventarsi. Ricordiamo infine che potremmo essere responsabili  in caso di danni causati dal nostro cane anche se in quel momento non è con noi, e soprattutto teniamo sempre presente che il pericolo di furto di animali incustoditi è sempre incombente».

Volley, brutto ko casalingo per Cisterna

Brutta sconfitta per Cisterna, Monza si impone 3-1 al Palasport di via delle Province. I padroni di casa esprimono una buona pallavolo nel primo set, poi si perdono nei parziali successivi. Gli ospiti trovano la quadra grazie ai cambi di coach Eccheli che in corsa sostituisce Grozer con l’ex Swarc e proprio il canadese in coppia con il connazionale Maar, altro ex di lusso, mettono in difficoltà il team di coach Soli. Baranowicz gioca tutte le carte a disposizioni, alternando attacchi e mettendo spesso i suoi in condizione di trovare punti importanti. Monza più ordinata e meno sprecona alla fine si porta a casa i tre punti e mette in cassaforte una grossa ipoteca sui play off scudetto

Primo set: Cisterna parte bene con uno sprint di più tre sugli avversari, 6-3. Baranowicz alterna palle tra Sedlacek e Dirlic, che mettono a terra palle veloci, 10-7. Monza trova il pareggio con Marr che da posto quattro mette a terra su posto uno avversario, 11-11. La Top Volley si riporta avanti grazie a Sedlacek che prima mette a segno una pipe e poi mura Grozer, 14-11. Dirlic da posto due trova il mani fuori del muro avversario, 17-14. Azione lunghissima con difese impeccabili di Catania, poi Baranowiz smarca Dirlic che mette palla a terra, 18-15. Magia dell’opposto croato di Cisterna che si inventa un pallonetto spiazzando la difesa avversaria, 20-17. Gutierrez in battuta mette a segno due ace consecutivi, 24-19. Baranowicz ha la meglio a rete contro Di Martino, 25-20.

Secondo set: Inizio parziale giocato punto a punto con i padroni di casa costretti a rincorrere, 6-7. Kaliberda attacca da posto quattro su posto cinque, 7-7. Pareggio Cisterna con Kaliberda che mette a segno una diagonale potentissima, 13-13. Ace Sedlacek, sorpasso Top Volley, 14-13. Le due squadre in campo non mollano, Cisterna più uno, Sedlacek sale in cielo, da posto tre mette palla ma terra su posto sei avversario 18-17. Sorpasso Monza con Maar, 21-22. Grozer trova il mani out, 23-25.

Terzo set: Parte forte Cisterna portandosi avanti grazie a Sedlacek, 4-1. Kaliberda da posto quattro trova il mani out avversario, 8-6. Sedlacek piega il muro avversario e mette a segno il tredicesimo punto per i bianco blu, poi Monza recupera il meno tre portandosi a una lunghezza dagli avversari, 13-12. Ace di Maar, sorpasso ospiti, 13-14. Scambio lunghissimo, Catania è ovunque, palla sulla testa di Baranowicz che serve Gutierrez, 15-14. Si gioca punto a punto, le due squadre in campo si contengono, 20-20. Serie postiva al servizio per Szwarc, 21-23. Mattei chiude la porta in faccia a Swarc, murato, 23-24. Monza si aggiudica il secondo set, 23-25.

Quarto set: Perfetto equilibrio sul parterre del palasport di Cisterna, 8-8. Monza mantiene un punto di vantaggio sui pontini ancora grazie a Swarc, 12-13. Staforini recupera un pallone incredibile, Baranowicz serve Sedlacek che non sbaglia, pareggio, 13-13. Infrazione Monza, vantaggio Cisterna, 17-16. Ace di Mattei, 20-18. Monza recupera e aggancia Cisterna, ancora Swarc, 20-20. Ace di Maar, 21-23. Monza si aggiudica il quarto set 22-25.

Il tabellino

Top Volley Cisterna – Vero Volley Monza: 1-3 (25-20; 23-25; 23-25; 22-25)
Top Volley Cisterna: Zingel 4, Martinez (ne), Catania (L), Kaliberda 8, Sedlacek 25, Zanni, Mattei 2, Dirlic 14, Rossi 5, Staforini (L), Baranowicz 1, Bayram 1, Guiterrez 5. All.: Soli.
Vero Volley Monza: Visic, Martilla 6, Pirazzoli (ne), Federici (L), Maar 20, Grozer 6, Rossi (L), Galassi 6, Hernandez 5, Beretta, Davyskiba (ne), Zimmermann, Di Martino 5, Szwarc 20. All.: Eccheli.
ARBITRI: Caretti, Zavater.
Note: Top Volley Cisterna: ace 8, err.batt. 16, ric.prf. 19%, att. 44%, muri 6. Vero Volley Monza: ace 6, err.batt 19, ric.prf. 17%, att. 45%, muri 7.
Mvp: Arhur Swarc (Vero Volley Monza)
Spettatori: 952

“1860: la verità”, presentato al castello Angioino il lavoro di Antonio Formicola e Claudio Romano

“La Storia la scrivono i vincitori, ma la Vera Storia la raccontano i documenti”. Con l’obiettivo di ricercare i veri “come e perché” dell’impresa garibaldina e dell’Unità d’Italia, nasce “1860: La Verità”, il libro di Antonio Formicola e Claudio Romano, presentato presso il Castello Angioino di Gaeta, alla presenza del Sindaco Cristian Leccese, dell’Arcivescovo di Gaeta Luigi Vari e del Rettore dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale Marco Dell’Isola. L’opera si propone di offrire al lettore una verità derivante da oltre 40 anni di approfondita ricerca, in modo particolare presso l’Archivio di Stato di Napoli, che ha portato alla consultazione di circa 200.000 documenti risalenti al periodo compreso tra il 1859 e il 1863 e riferiti al Regno delle Due Sicilie, ben diversa dalla “narrazione classica” studiata a scuola sui libri di storia. Dalla ricerca sono infatti emerse centinaia di missive, telegrammi, dispacci e altro materiale in gran parte inedito, che illustrano senza possibilità di equivoci i “veri” antefatti, eventi, decisioni, retroscena, collegati all’impresa garibaldina e alla conseguente Unità d’Italia.

Formicola e Romano, in questo loro lavoro, hanno inteso separare in modo netto e perentorio la narrazione dei “fatti” dal loro commento. Infatti, dopo una breve presentazione nella quale spiegano la genesi di questo volume, hanno inserito una stringata ma esaustiva introduzione con cui illustrano al Lettore la situazione internazionale dove maturò l’intera vicenda, partendo dalla fine del Congresso di Vienna, fino alla salita al trono partenopeo di Francesco II. Quindi vi è il vero “corpo” del libro costituito da circa 500 documenti d’epoca (alcuni riprodotti anche fotograficamente) che, messi semplicemente in ordine cronologico ed il cui testo è stato riportato fedelmente nonché contraddistinto dalla relativa nota archivistica, finiscono con l’essere, né più, né meno, una sorta di “diario scritto a più mani” che descrive non solo la cronaca degli avvenimenti che precedettero e costituirono quel complesso di eventi noto a tutti come “Unità d’Italia”, ma illustra anche le motivazioni politiche, le strategie militari ed i rapporti diplomatici tra le varie nazioni che ebbero un ruolo in questa vicenda. Gli Autori hanno infine espresso delle “considerazioni finali” nelle quali hanno evidenziato diciotto elementi di particolare rilievo che, secondo loro, scaturiscono dalla lettura dei documenti riportati in precedenza.  

Tra i vari elementi di novità che emergono dalla lettura dei documenti d’epoca riportati in questo libro, vi è la dimostrazione che i “mille non erano mille” bensì quasi 45.000, a cui vanno aggiunti le migliaia di siciliani che scelsero di combattere al loro fianco, e che spiega come e perché ebbero la meglio su un Esercito borbonico forte di circa 35.000 effettivi in Sicilia. Come anche, sebbene Francesco II fosse stato informato della preparazione e della partenza della spedizione garibaldina dal suo efficientissimo “servizio segreto”, attuò contromisure militari e diplomatiche inefficaci e strategicamente sbagliate. Ed ancora come le armi dei borbonici, oltre ad essere numericamente insufficienti, erano tecnologicamente vecchie, mentre le “camice rosse” erano dotate di armi modernissime e performanti. E poi la raccolta e gestione dei flussi finanziari che permisero la realizzazione dell’impresa militare, con il ruolo fondamentale di Giuseppe Garibaldi come “promoter” della raccolta fondi in tutto il mondo, nonché della parte che ebbe la Banca Brambilla di Milano come collettore del flusso finanziario. E tanto altro ancora. 

«Sappiamo che sono sempre i vincitori a scrivere la storia – ha commentato il Sindaco Cristian Leccese –, e attraverso questo libro e i documenti che contiene è possibile effettuare una rilettura dei fatti, accertati da una ricca e puntuale ricerca storica. Ringrazio l’Arcivescovo Vari, il Rettore Dell’Isola e gli Autori Romano e Formicola per questa mattinata interessante e formativa: siamo onorati di aver ospitato nella nostra Gaeta la presentazione di questo lavoro frutto di anni di studi. Proprio qui, nella nostra Città, si è compiuta l’Unità d’Italia, e proprio questo Castello Angioino può essere definito un luogo simbolo, in cui hanno dimorato i reali borbonici prima di partire in esilio. Approfondire la nostra storia, le nostre radici, le dinamiche e le circostanze che hanno portato all’Unità nazionale e che vedono Gaeta protagonista, è oggi più che mai un fattore importantissimo, in ottica di una valorizzazione del Mezzogiorno e della consapevolezza di quello che è stato il nostro passato, anche dal punto di vista culturale. In considerazione di tutto ciò, come Amministrazione comunale stiamo pensando di cambiare il nome di Piazzale Risorgimento in Piazzale 13 febbraio 1861, giornata in cui si concludeva l’assedio di Gaeta, per ricordare l’eccidio avvenuto in quel luogo, che ha visto morire tanti cittadini gaetani, tra cui donne e bambini». La presentazione è stata arricchita da un’esposizione curata da Salvatore Gonzalez, direttore del “Museo del Fronte e della Memoria”, con cimeli appartenenti alle truppe garibaldine e borboniche.