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Malore nel cuore della notte, poi la disperata corsa in ospedale: muore bimbo di soli tre anni

Taranto – Un bambino di 3 anni è morto all’ospedale Santissima Annunziata, dove era stato trasportato d’urgenza dal 118 dopo un improvviso malore. Il piccolo si trovava a Castellaneta quando, nel cuore della notte, si è sentito male e sono stati allertati i soccorsi.

Un’ambulanza del 118 lo ha accompagnato rapidamente al pronto soccorso, ma il bambino è arrivato in condizioni gravissime. I medici hanno tentato a lungo di rianimarlo, ma nonostante gli sforzi, il piccolo è deceduto poco dopo il suo arrivo, intorno alle 2.15.

La salma è ora a disposizione dell’autorità giudiziaria, che dovrà accertare le cause del decesso. Al momento, i medici non formulano ipotesi sulla causa della morte.

Fondi, candidati sindaco: inizia il round degli annunci, sarà una settimana intensa

L’attesa, forse, è durata anche più del previsto, ma alla fine ecco che arrivano i nomi: oggi, salvo colpi di scena, sarà il giorno dell’annuncio del candidato sindaco di Forza Italia. Gli azzurri, che guidano la città da oltre due decenni, devono far fronte al post Maschietto, in quanto l’attuale primo cittadino ha deciso di farsi da parte dopo un mandato. La scelta è ricaduta sul suo vice e coordinatore di Forza Italia locale, nonché ex vice presidente della provincia pontina Vincenzo Carnevale.

Attesa per l’annuncio ufficiale che dovrebbe avvenire direttamente dal palco della convention azzurra che si terrà nel pomeriggio al palazzetto dello sport alla presenza del vicepremier Antonio Tajani. L’investitura, dovrebbe avvenire – come prassi locale vuole – direttamente da parte dall’uomo forte del partito a livello locale, provinciale e regionale: ovvero il senatore Claudio Fazzone.

Ma gli altri non stanno a guardare e, secondo gli addetti ai lavori, l’annuncio di oggi aprirà il valzer delle ufficialità: martedì pomeriggio gli stati generali di Fratelli d’Italia daranno il via libera alla candidatura di Annarita Del Sole, contrapponendosi alla coalizione di Forza Italia, probabilmente, con l’obiettivo di recuperare l’alleanza con la Lega e con civiche di area.

Sempre in settimana, anche se ancora non è stato scelto il giorno, toccherà anche al centrosinistra annunciare il proprio nome che, salvo colpi di scena dell’ultimo minuto, dovrebbe essere l’attuale consigliere comunale Salvatore Venditti.

Ci vorrà qualche giorno in più, e probabilmente si arriverà a fine mese, per il civico Francesco Ciccone che, oltre a cercare di chiudere varie liste alternative alle attuali compagini politiche in campo, sta anche cercando di portare sotto la sua ala altre esponenti non schierati a destra o a sinistra.

Da capire, invece, cosa ne sarà di altri candidati e forze in campo al momento fuori dagli schemi politici.

Terracina, gli operatori balneari vivono nell’incertezza: il Comune si nasconde

*di Chiara D’Ambrosio

Con l’avvicinarsi della stagione balneare 2026 cresce l’incertezza tra gli operatori del litorale di Terracina. La questione delle concessioni demaniali marittime, da anni al centro del dibattito nazionale e legata all’applicazione della direttiva Bolkestein, continua infatti a generare dubbi e preoccupazioni tra i gestori degli stabilimenti.

Alcuni operatori hanno già iniziato a contattare i propri clienti abituali per raccogliere eventuali manifestazioni di interesse in vista dell’estate, ma lo fanno con cautela. In diversi casi, come emerge da comunicazioni inviate agli abbonati, gli stabilimenti stanno informando con trasparenza della situazione ancora incerta: al momento, infatti, si è in attesa di indicazioni ufficiali da parte dell’amministrazione comunale riguardo alle autorizzazioni necessarie per la prossima stagione.

Proprio per questo motivo molti gestori stanno chiedendo ai clienti soltanto una conferma preliminare di interesse, rinviando ogni decisione definitiva a quando il quadro normativo e amministrativo sarà più chiaro. L’obiettivo è quello di riuscire comunque a organizzare per tempo la stagione, pur in un contesto che resta ancora in evoluzione.

Le preoccupazioni degli operatori sono emerse anche nei giorni scorsi durante un incontro tra diversi titolari di stabilimenti balneari, nel corso del quale non sono mancate critiche nei confronti dell’amministrazione comunale. Secondo parte della categoria, infatti, servirebbero indicazioni più rapide per affrontare una situazione che rischia di avere ricadute concrete sull’organizzazione della stagione estiva.

A complicare ulteriormente il quadro è intervenuta anche una recente pronuncia del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sezione di Latina. Con la sentenza n. 195 del 2026, i giudici amministrativi hanno ribadito un orientamento ormai consolidato: le concessioni demaniali marittime destinate ad attività turistico-ricreative devono considerarsi scadute il 31 dicembre 2023.

Secondo il TAR, le proroghe previste negli ultimi anni dalla normativa nazionale — comprese quelle che ipotizzavano un’estensione fino al 2024 o al 2027 — risultano incompatibili con il diritto europeo. Il riferimento è in particolare all’articolo 12 della direttiva servizi e ai principi di libera concorrenza previsti dal Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea.

Il tribunale ha inoltre richiamato l’orientamento già espresso dall’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, sottolineando che le concessioni non possono essere automaticamente prorogate e che l’assegnazione delle aree demaniali deve avvenire attraverso procedure di gara pubblica, aperte a tutti gli operatori economici. Il caso specifico esaminato dai giudici riguardava una concessione rilasciata nel 2015 dal Comune di Gaeta per la gestione di una spiaggia libera attrezzata nella zona di Sant’Agostino. Il ricorso è stato accolto per quanto riguarda la legittimità della concessione, mentre la richiesta di risarcimento danni è stata respinta per mancanza di prove sufficienti.

La decisione si inserisce in un contesto giurisprudenziale ormai abbastanza definito, che rende sempre più difficile rinviare l’avvio delle gare pubbliche per l’assegnazione delle concessioni balneari. Tuttavia, sul piano amministrativo molti comuni costieri si trovano ancora a gestire una fase di transizione complessa. A Terracina la questione resta quindi aperta. L’assessorato competente, guidato da Gianluca Corradini, è chiamato a trovare un equilibrio tra il rispetto degli obblighi derivanti dalla normativa europea e le esigenze di un comparto che rappresenta una componente fondamentale dell’economia turistica locale.

Tra le possibili soluzioni si parla anche di una proroga tecnica limitata al tempo necessario per organizzare e avviare le gare pubbliche. Una misura che, secondo alcuni osservatori, potrebbe consentire di evitare ripercussioni immediate sulla stagione estiva ormai alle porte, purché le procedure vengano avviate in modo concreto e trasparente.
Nel frattempo, tra gestori di stabilimenti, amministrazioni e cittadini resta alta l’attenzione su una vicenda che continua a generare interrogativi sul futuro del litorale e sull’organizzazione delle prossime stagioni balneari.

Cisterna, polemiche in consiglio: l’opposizione non si presenta

Che nel Comune di ci sia un clima un po’ pesante è un dato di fatto, ma sarebbe impossibile il contrario stando anche alle vicende legate alle inchieste al clima politico incandescente. Ma in pochi credevano che dalla mozione di sfiducia al sindaco Mantini si arrivasse addirittura ad una situazione opposta, il silenzio. Perché l’opposizione, in polemica, ha deciso di non presentarsi in aula.

Alla fine il consiglio comunale si è svolto, la maggioranza ha dato fiducia al sindaco, sono state approvate le variazioni di bilancio e altri punti. Il tutto con soli 13 consiglieri in aula.

Non sono mancate le comunicazioni del primo cittadino che, per prima cosa ha voluto spiegare come la maggioranza è salda.

Sulla questione sono intervenuti i capogruppo di maggioranza accusando: “Gli habitué delle mozioni di sfiducia oggi non si sono presentati in Aula per discuterla, anzi hanno fatto di peggio. Consapevoli di non avere i numeri per la votazione, hanno ritirato la mozione di sfiducia accampando una serie di scuse. Hanno contestato addirittura al Presidente del Consiglio comunale di averla messa in discussione troppo presto, il decimo giorno, ovvero il primo giorno utile dalla sua presentazione. A detta loro, il Presidente del Consiglio è stato troppo solerte”.

Tra inclusione e fusione, la sfida di Giovanni Acampora per Frosinone e Latina – VIDEO INTERVISTA

Eletto per acclamazione, per la seconda volta alla guida della Camera di Commercio di Frosinone e Latina, Giovanni Acampora si sottopone ad un’intervista nella redazione di Latina News per rispondere a domande sui risultati ottenuti nei cinque anni del suo primo mandato e sui programmi da affrontare nei prossimi cinque anni.

Un obiettivo su tutti: proseguire nel percorso di avvicinamento delle due province, quella pontina e quella ciociara, per cercare di far germogliare i semi della fusione identitaria tra due territori che si sono sempre guardati a distanza, ma che hanno in comune la forza e il carattere per far sentire la voce dell’area più a sud del Lazio, il territorio più vivace, produttivo e culturalmente più aperto della nostra regione.

Una sfida difficile ma affascinante, giocata sul registro della condivisione.

LA VIDEO INTERVISTA

“Aprilia Anno Zero”: il territorio tra presente e futuro secondo Valentino Di Leno – L’INTERVISTA

Valentino Di Leno, è originario della Puglia, ma vive da anni ad Aprilia, dove conduce con successo un’attività di ristorazione ed accoglienza; è sposato, padre di un bambino, ed è il presidente del Comitato di Quartiere Fossignano, frazione del Comune di Aprilia, un’area che ha una storia che affonda le sue radici in tempi lontanissimi poiché, originariamente, faceva parte del territorio dominato dall’antica Ardea e dai suoi popoli.
Una località ricca di testimonianze, come le tombe a camera a Valle Carniera, lasciate dai Rutuli e,successivamente, scoperte e studiate da un archeologo svedese nel 1932 ed, infine, chiuse negli anni ’80. Nel Medioevo a Fossignano sorgeva il castello dei Frangipane, il cui nome porta oggi la sede del Comitato, assegnata ed inaugurata nel 2021; la sede era stata confiscata nel 2019 e i residenti di Fossignano ne fecero richiesta, per poi ottenerla.
In un ex ferramenta i volontari del Comitato, in un quartiere privo di tutto, sono riusciti, in pochi anni, a creare un microcosmo: dalla biblioteca ai corsi di fotografia, musica, inglese, lo sportello di ascolto, assistenza legale e, addirittura, il mercatino del riuso; i Babbo Natale in Vespa per i più piccini e la partecipazione a tutte quelle iniziative che richiedono connessione ed unità.
Un servizio di volontariato davvero esemplare.

All’ombra del Castello dei Frangipane, e di quel po’ che ne rimane, sono in tanti ad augurarsi che, prima o poi, vada a governare Aprilia qualche visionario, qualcuno cioè capace di trasformare sogni audaci in realtà concrete, magari puntando in alto e mirando ad obiettivi elevati.
Lo spettacolo naturale del paesaggio, un panorama di forte impatto e l’ambizione di quanti vorrebbero che il territorio trovasse realmente, e non a parole, la sua vocazione turistica. Soprattutto coloro che in quel quartiere hanno investito nell’ospitalità turistica, in un contesto sì storico e rurale, ma soprattutto complicato, perché – se non fosse per i residenti – sarebbe abbandonato a se stesso e degradato. A Fossignano attraverso la creatività ed una procedura operativa si realizzano le piccole cose del quotidiano, ma è sognando che si mettono in campo i grandi progetti.

Come pensa sia possibile, oggi soprattutto, avvicinare le persone alla politica, alla vita cittadina e del proprio quartiere dopo lo scioglimento del comune per infiltrazioni mafiose?

“Penso che qualunque cittadino possa fare politica, dal momento in cui si partecipa alla gestione della cosa pubblica. Segnalare il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti, oppure il malfunzionamento dell’illuminazione pubblica, rappresenta già un primo approccio alla politica della Città o del proprio Quartiere. Conquistare la fiducia dei cittadini, invece, è un altra cosa. Avere sempre un riscontro da parte degli enti preposti o comunque dall’amministrazione non è purtroppo cosa scontata. Soprattutto se i cittadini si trovano una Città come Aprilia commissariata per mafia, dove è evidente che la politica non ha saputo gestire nel migliore dei modi la cosa pubblica, lasciando le casse del Comune vuote e le finanze in rosso e, aggiungo, con tante lacune organizzative. Per poter far riavvicinare le persone alla politica occorre sicuramente una nuova classe amministrativa, sana, che sappia dare finalmente riscontro alle istanze dei cittadini e dei Comitati di Quartiere. I cittadini vorrebbero vedere risultati tangibili. Siamo tutti stanchi delle promesse che ci vengono raccontate da tanti anni.”

Quale sentimento prevale, in questo momento, tra i cittadini del suo quartiere e, soprattutto, tra i giovani, percepiti come degli invisibili nella comunità dove vivono?

“Sicuramente sconforto e scarsa fiducia nei confronti dell’amministrazione. Se un cittadino denuncia una situazione di degrado e di carenza di sicurezza come ad esempio una strada dissestata, solitamente ci si aspetta un riscontro. Se non arriva una risposta il cittadino perde la fiducia e non segnala più i vari disservizi.”

Come membro del comitato di quartiere prima e come presidente poi, si è speso molto per Fossignano e la periferia in generale: secondo lei è possibile trasferire queste attitudini e capacità nella gestione di Aprilia perché diventi una città migliore?

“Certamente! Dal Dicembre del 2023, da quando ho ricevuto dal Direttivo la mia carica da Presidente ho cercato da subito una collaborazione con la giunta pro tempore con il quale stavamo portando alcuni risultati nel nostro Quartiere. Un Assessore a suo tempo apprezzando il mio lavoro ci definì “le sentinelle del territorio” ringraziandomi delle segnalazioni che quasi giornalmente gli riportavo. Così dai lavori pubblici, ambiente e tutti gli altri aspetti che riguardano il nostro Quartiere. Credo che questo dovrebbe essere il giusto modo di lavorare e l’opportunità da dover dare a noi Comitati”.

Quali risposte ha avuto in questi anni dagli altri comitati di quartiere? E’ così difficile fare gruppo, tessere alleanze per il bene comune?

“L’alleanza è basata su un concetto, ‘tutti uniti per il bene di Aprilia’ . Certo che tutti i Comitati sono uniti e non solo, collaboriamo anche con le associazioni del territorio come ad esempio Aprilia Commercio che ha organizzato una bellissima iniziativa per i Presepi che ha messo in sana competizione i vari Quartieri offrendo anche dei premi. Le battaglie che condividiamo maggiormente sono per la sicurezza dei cittadini e per una maggiore tutela ambientale. Purtroppo poi ci accomunano diversi problemi come i disservizi dell’acquedotto pubblico, la scarsa illuminazione e le precarie condizioni del manto stradale. La nota dolente è che sicuramente siamo tutti ‘sulla stessa barca’. Quindi è ovvio che cerchiamo di aiutarci anche confrontandoci e cercando insieme la soluzione migliore per ogni problema”.

Ci dica tre temi dai quali, secondo lei, si dovrebbe ripartire per amministrare al meglio Aprilia. Escludiamo dall’elenco la questione morale, che dovrebbe essere il presupposto.

“Posso tranquillamente dire che la risposta si racchiude in tutte le risposte di questa intervista. Sicuramente la prossima classe politica che andrà a governare Aprilia dovrà essere capace, innanzitutto, di riconquistare la fiducia del cittadino/elettore. Quella fiducia può essere riconquistata sicuramente con la presentazione di nuove figure che sappiano dimostrare il loro sano ed esclusivo interesse per la Città di Aprilia, abbinato alla capacità di amministrare un Comune di ottantamila abitanti con notevoli problematiche ereditate da una cattiva politica che ha amministrato per decenni. Dare ascolto ai vari Comitati che rappresentano le istanze dai territori, i quali non si accontenteranno più delle promesse elettorali, ma vorranno confrontarsi direttamente e trovare risposte concrete da parte di chi ha l’ambizione di governare non di esercitare il potere.”

Minacce ai Carabinieri: scattano i domiciliari per Cha Cha Di Silvio

Un controllo stradale si è trasformato in un episodio di tensione che ha portato all’arresto di un uomo di 58 anni, si tratta di Costantino Di Silvio detto Cha Cha. 

I Carabinieri di Latina hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico nei confronti del 58enne, accusato di resistenza a pubblico ufficiale.

Il provvedimento è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina su richiesta della Procura, dopo gli accertamenti condotti dai militari dell’Arma.

I fatti risalgono al 21 febbraio scorso, quando i Carabinieri avevano fermato l’uomo per un controllo in via Umberto I. Durante la verifica era emerso che il Costantino Di Silvio era alla guida di un’automobile nonostante la patente gli fosse stata revocata, circostanza legata alla misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno a cui è sottoposto.

Nel corso dell’accertamento, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo avrebbe reagito con atteggiamenti ostili, arrivando a rivolgere frasi minacciose nei confronti dei militari.

Gli elementi raccolti dai Carabinieri sono stati trasmessi alla Procura della Repubblica di Latina, che ha ritenuto sussistenti gravi indizi di reato anche in relazione alle ulteriori violazioni degli obblighi previsti dalla misura di prevenzione già a carico dell’indagato. Da qui la richiesta di applicazione di una misura cautelare, poi accolta dal Gip al termine dell’interrogatorio preventivo.

Al termine delle procedure di rito, l’uomo è stato posto agli arresti domiciliari nella propria abitazione, con controllo elettronico, come disposto dall’autorità giudiziaria.

Aprilia, insulta e minaccia i Carabinieri durante l’installazione del braccialetto elettronico: arrestato un 47enne

Nel pomeriggio di ieri i Carabinieri della Stazione di Aprilia hanno arrestato in flagranza di reato un uomo di 47 anni del posto, già noto alle forze di polizia, ritenuto responsabile dei reati di violenza, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale.

La convocazione per il braccialetto elettronico

L’uomo era stato convocato presso la Stazione dei Carabinieri per l’installazione del braccialetto elettronico, misura prevista nell’ambito di un diverso procedimento penale in cui risulta indagato.

Durante le operazioni, però, il 47enne ha dato in escandescenza, arrivando a oltraggiare e minacciare i militari presenti.

In attesa della convalida dell’arresto

Al termine delle formalità di rito, l’uomo è stato trattenuto nelle camere di sicurezza della Stazione di Aprilia.

L’arrestato resterà a disposizione dell’Autorità giudiziaria, in attesa della convalida dell’arresto con rito direttissimo, prevista nella giornata di domani.

Latina si candida alla sperimentazione nazionale contro il caporalato

La giunta del Comune di Latina, guidata dal sindaco Matilde Celentano, ha approvato la candidatura dell’ente alla sperimentazione nazionale per l’inserimento lavorativo delle vittime di caporalato.

Con una deliberazione adottata nella seduta odierna, su indirizzo dell’assessore ai Servizi sociali Michele Nasso, il Comune ha dato il via libera alla partecipazione al progetto che prevede la realizzazione di un Progetto di assistenza individualizzato (Pai) costruito sui bisogni della persona e finalizzato al raggiungimento dell’autonomia.

Un finanziamento da 160mila euro

«Questa iniziativa – ha spiegato il sindaco Matilde Celentano – è coerente con le misure che il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali attiva sugli enti locali già titolari dei progetti Sai (Sistema di Accoglienza e Integrazione), al fine di valorizzarne l’infrastruttura con la disponibilità di un’equipe multidisciplinare».

Il Comune di Latina è risultato candidabile e meritevole di un finanziamento di 160mila euro, come comunicato da Anci nazionale nel febbraio scorso.

La selezione ha riguardato dieci città italiane con una maggiore incidenza del fenomeno migratorio, individuate anche sulla base del numero di permessi di soggiorno rilasciati dalle Questure, e in grado di garantire una copertura equilibrata dell’intero territorio nazionale.

Celentano: «Una risposta concreta contro lo sfruttamento»

«La deliberazione di giunta approvata oggi, che autorizza la partecipazione del Comune di Latina alla sperimentazione nazionale – ha dichiarato Celentano – è una risposta concreta alla lotta al caporalato da parte dell’amministrazione».

La sindaca ha ricordato anche il processo in corso per la morte di Satnam Singh, nel quale il Comune di Latina si è costituito parte civile.

«Mentre è in corso il processo, diventato simbolo estremo di sfruttamento, ci stiamo adoperando in collaborazione con Anci e con la Fondazione Cittalia per dare una risposta concreta ai bisogni del territorio e offrire possibilità di riscatto alle vittime».

Il percorso avviato con Anci e Cittalia

L’iniziativa fa seguito anche a un incontro organizzato da Anci e dalla Fondazione Cittalia, in sinergia con i Ministeri del Lavoro, dell’Interno e dell’Agricoltura e con la Regione Lazio, che si è svolto il mese scorso nell’aula consiliare del Comune di Latina.

All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, il sindaco Celentano, il prefetto Vittoria Ciaramella e rappresentanti di numerosi Comuni della provincia pontina.

L’iniziativa era finalizzata a illustrare il percorso per la costituzione dei Piani Locali Multisettoriali, strumenti di programmazione strategica per il contrasto allo sfruttamento lavorativo e la presa in carico delle vittime.

Il progetto di assistenza individualizzato

«È stato un incontro a valenza informativa e formativa – ha spiegato l’assessore Michele Nasso –. Da subito, in accordo con il sindaco, e grazie alla collaborazione degli uffici dei Servizi sociali, ci siamo messi al lavoro per cogliere le opportunità prospettate».

Il Progetto di assistenza individualizzato, alla base della candidatura al finanziamento, sarà seguito dalla dottoressa Roberta Berrè, capo servizio Politiche sociali.

Il progetto prevede percorsi di orientamento, formazione e riqualificazione professionale, accompagnamento al lavoro, oltre a servizi di supporto come assistenza abitativa o protezione, assistenza socio-sanitaria e psicologica, orientamento e assistenza legale, mediazione linguistico-culturale e sostegni individuali essenziali, con l’obiettivo di favorire l’autonomia e l’integrazione delle vittime di sfruttamento lavorativo.

Attentato incendiario ad Aprilia, arrestato un 30enne

Nel pomeriggio di oggi gli agenti della Squadra Mobile di Latina e del Commissariato di Polizia di Aprilia hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un trentenne originario della provincia di Roma, ritenuto gravemente indiziato di aver incendiato un’autovettura ad Aprilia.

Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Latina, su richiesta della Procura della Repubblica, al termine dell’interrogatorio preventivo svolto nella giornata di ieri.

L’auto cosparsa di benzina e data alle fiamme

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo avrebbe cosparso di benzina e incendiato l’autovettura di un pregiudicato residente in via Ugo La Malfa, con l’obiettivo di minacciarlo.

Le fiamme, inizialmente propagate a un’altra auto parcheggiata nelle vicinanze, si sono poi estese fino a raggiungere una porzione del solaio dell’appartamento sovrastante, un alloggio di proprietà ATER, dove viveva ed era agli arresti domiciliari il destinatario dell’atto incendiario.

Le indagini partite dall’incendio del 14 dicembre 2025

I fatti risalgono al 14 dicembre 2025, quando la Squadra Mobile di Latina, coordinata dalla Procura, ha avviato un’immediata attività investigativa.

Determinante è stata l’analisi dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati, che ha consentito di individuare il presunto autore. Le immagini lo avrebbero ripreso mentre si fermava in un distributore di carburante e riempiva una bottiglia di plastica con benzina, parzialmente travisato.

Successivamente l’uomo avrebbe parcheggiato nei pressi del luogo dell’attentato, versato il liquido infiammabile sull’auto della vittima e appiccato il fuoco, allontanandosi subito dopo.

L’indagato si sarebbe vantato del gesto

Nel corso delle indagini è emerso che l’indagato si sarebbe vantato dell’episodio, che sarebbe stato una ritorsione per un’aggressione subita dalla vittima.

Secondo quanto riferito dagli investigatori, il trentenne avrebbe sostenuto che il gesto avrebbe persino ispirato altri recenti attentati incendiari avvenuti ad Aprilia, con l’utilizzo del fuoco al posto delle armi da fuoco.

Le dichiarazioni durante l’interrogatorio

Durante l’interrogatorio preventivo, l’uomo avrebbe ammesso le proprie responsabilità, sostenendo però di aver voluto compiere soltanto una “bravata”, senza l’intenzione di colpire anche l’edificio ma soltanto l’auto della vittima.

Una versione che non ha convinto il giudice, che ha ritenuto sussistente la pericolosità sociale e il concreto rischio di recidiva.

Trasferito nel carcere di Latina

Dopo essere stato rintracciato ad Aprilia, il trentenne è stato arrestato e trasferito nel carcere di Latina.

All’uomo è stata contestata anche la recidiva, essendo già stato condannato in via definitiva per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali.

Si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che per l’indagato vale la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.