Ancora nessuna novità sul caso della morte di Aurora Livoli, seppur ormai l’indagine è per omicidio ai danni del peruviano di 57 anni fermato per altro reato contestato la stessa sera del decesso della 19enne di Monte San Biagio.
Ancora non si sa nulla sulla data dei funerali, anche perché la salma non è stata sbloccata e considerato il fine settimana e il 6 che è festa, l’ok da Milano potrebbe arrivare non prima di mercoledì con il possibile trasferimento il giorno successivo e i funerali a Monte San Biagio il 9 gennaio. Ma siamo ancora nell’ambito delle ipotesi.
Alcuni media nazionali riportano la storia del 57enne, irregolare sul territorio nazionale con tanto di decreto di espulsione datato 2024. L’uomo avrebbe a suo carico diversi precedenti per violenza sessuale e, oltre ad aver ammesso responsabilità riguardo l’aggressione a una 19enne nella metro circa un’ora prima che le videocamere di sorveglianza lo ritraevano in compagnia di Aurora, pare – ma anche questo sarà da appurare nei prossimi giorni – che lo stesso abbia ammesso che quella sera era sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.
L’unico dato certo di quanto emerso dall’esame autoptico, è che i lividi sul collo della giovane sarebbero compatibili con un possibile strangolamento. Tant’è che gli inquirenti, vista la storia dell’indagato, ipotizzano che il decesso possa essere riconducibile a un tentato abuso, o successivo a tale atto di violenza. Ma su quest’ipotesi, probabilmente bisognerà attendere i risultati di alcune analisi.
Intanto a Monte San Biagio, e soprattutto nella ristretta cerchia dei parenti, tutti vogliono capire cosa sia accaduto. Dove è stata Aurora prima di quella tragica sera e soprattutto, se conosceva quell’uomo o se si è trattato di un tragico e sfortunato incontro.
