Caduto con la bicicletta in circostanze inspiegabili, Gianluca Ciuffa di 55 anni di Cori è morto dopo due giorni di ricovero nel reparto della Rianimazione dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina. Il trauma cranico non gli ha lasciato scampo, ma l’espianto degli organi autorizzato dai suoi familiari ha permesso di salvare altre vite: la morte cerebrale era stata accertata già martedì, ma solo ieri è stato eseguito l’intervento che ha consentito il prelievo di polmoni, fegato, reni e cuore per le donazioni.
La tragedia si è consumata domenica mattina, mentre Gianluca Ciuffa pedalava con la propria bicicletta per una passeggiata tra Cori e Norma, lungo la strada panoramica che collega i due paesi attraverso i Monti Lepini. Trovato esanime sull’asfalto, era stato soccorso d’urgenza e trasportato in ospedale, mentre i carabinieri del Comando stazione di Cori effettuavano i riscontri per ricostruire la dinamica dell’incidente che gli è costato la vita.
Gli accertamenti ruotano attorno alla bicicletta, che non presenta danni riconducibili a urti o investimenti da parte di altri veicoli, ma aveva una ruota bucata. Per ora l’ipotesi più accreditata resta quella della caduta autonoma e non può essere escluso neppure che sia stato un malore a farlo cadere sull’asfalto. L’uomo indossava un casco di protezione, ma è stato il trauma cranico, con ogni probabilità, a costargli la vita. La ruota forata sembra compatibile con la caduta causata da una buca, ma non può essere comunque escluso un contatto laterale con un veicolo in transito. Per ora non sono emersi elementi utili a chiarire le circostanze dell’incidente.
