Anche la SLP CISL scende in campo per chiarire la vicenda relativa alla mancata consegna della corrispondenza a Minturno, fatto sollevato da un volantino affisso su un palo di una strada, nel quale c’era un messaggio per il postino “Siamo ancora vivi. Consegnateci la nostra posta”. Una vicenda che aveva denunciato la CGIL, che aveva puntato l’indice contro la riduzione del personale e le difficoltà del Centro distribuzione di Formia.
Daniele Sperlonga, segretario provinciale della CISL, si schiera al fianco dei lavoratori sempre al fianco dei lavoratori e della verità dei fatti, non nascondendo la sorpresa nel “leggere ancora una volta dichiarazioni che finiscono, direttamente o indirettamente, per scaricare responsabilità sui lavoratori, che invece rappresentano la vera parte lesa di questa situazione. I portalettere – ha precisato il sindacalista – stanno continuando a garantire il servizio in condizioni sempre più difficili, affrontando quotidianamente carichi di lavoro importanti, territori vastissimi, problematiche logistiche e criticità strutturali che certamente non dipendono da loro. Far passare il messaggio che il personale “non riesca a governare” il servizio o che il lavoro svolto non sia congruo rischia solo di delegittimare chi ogni giorno, con sacrificio, cerca di dare risposte ai cittadini. Se davvero si vuole affrontare il problema, occorre smetterla con comunicati utili soltanto a creare tensione e destabilizzazione. Servono invece confronto serio, proposte concrete e responsabilità condivise da parte di tutti gli attori coinvolti. La situazione di Minturno ne è un esempio evidente. Il cartello apparso in via Bonomo, con il messaggio rivolto ai postini, fotografa certamente un disagio dell’utenza, ma evidenzia anche un altro problema che nessuno vuole affrontare: la questione della toponomastica. In quella zona il nome della via risulta modificato ormai da circa due anni, ma molti utenti non hanno ancora provveduto ad aggiornare indirizzi, utenze, riferimenti anagrafici e dati collegati alla corrispondenza. La posta continua ad arrivare con indirizzo via Pietro Fedele. A questo si aggiungono spesso cassette prive di indicazioni corrette o riferimenti insufficienti. È evidente che un portalettere, soprattutto quando opera temporaneamente su una zona o vi viene applicato da poco tempo, non può colmare da solo lacune amministrative e criticità territoriali che dovrebbero essere affrontate dal Comune e dagli enti competenti. Ognuno deve fare la propria parte: il Comune deve garantire una toponomastica aggiornata e chiara, i cittadini devono regolarizzare i propri riferimenti postali e il sindacato dovrebbe sedersi ai tavoli per individuare soluzioni reali, anziché limitarsi ad attaccare un sistema già sotto pressione. Troppo semplice puntare il dito senza contribuire concretamente a risolvere i problemi. Ancora più grave è far ricadere tutto sui lavoratori, che continuano invece a garantire il servizio con professionalità e senso di responsabilità, nonostante le enormi difficoltà operative quotidiane.”
