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Latina, la nuova giunta chiude la crisi

Adesso attesa per il consiglio comunale e per il salvataggio spericolato di ABC, l'analisi politica attorno al Municipio

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Al sindaco è stato attribuito anche in questa circostanza il ruolo di protagonista, ma quello che le è stato effettivamente consentito di fare nel rimpasto della sua Giunta, è il compito di annunciatrice. Perché anche stavolta la partita è stata giocata fuori del palazzo municipale. Il caso Nasti è nato e andava risolto come caso politico, ed è stata la politica a ricomporlo. E senza scomodare Matilde Celentano.

L’avvicendamento Nasso-Galardo alla guida dei Servizi Sociali e dell’Ambiente è una partita giocata a due tra Alessandro Paletta e Nicola Calandrini, il primo correttamente intenzionato a far valere all’interno del gruppo di Noi Moderati gli accordi presi a inizio consiliatura, che prevedevano di dividere a metà, tra Addonizio e Galardo, la presenza in Giunta; il secondo fermamente determinato a tenere dentro l’esecutivo, non importa a fare cosa, il suo uomo più fidato, Michele Nasso. Stanco di subire le continue incursioni degli altri gruppi di maggioranza, Fratelli d’Italia in testa, il coordinatore di Noi Moderati ha posto la questione sul futuro dell’azienda sociale: o mi lasciate carta bianca, oppure accomodatevi. Ed è andata a finire con un’assunzione piena di responsabilità da parte di Calandrini e compagni. Una follia mettersi al timone di Abc? No, perché la laboriosa tessitura del senatore di Fd’I, oltre che a trovare il modo per spegnere la crisi in maggioranza e per traghettare in sicurezza il sindaco Celentano fino a fine mandato, avrebbe portato alla sottoscrizione di un accordo che impegna tutti i segretari dei partiti di maggioranza ad approvare i bilanci di Abc, vecchi e nuovi. Cinque in tutto.

Lo aveva peraltro annunciato in un comunicato stampa il capogruppo consiliare di Fd’I, Cesare Bruni, che sottilmente, per districarsi nella rete soffocante e ingombrante delle ingerenze del coordinatore provinciale del partito nelle questioni amministrative del Comune di Latina, aveva ritenuto necessario specificare che quella di Calandrini e del partito “non è una supplenza, ma un sostegno”.

E passiamo oltre, all’altro avvicendamento, alla guida dell’assessorato alla Pubblica Istruzione, un affare tutto interno alla Lega, con il subentro di Federica Censi al posto di Francesca Tesone. Anche in questo caso si sarebbe trattato di dar corso ad accordi interni assunti ad inizio consiliatura.

E questo è soltanto il piatto di contorno, perché la portata principale del rimpasto è quella servita a tavola nel posto lasciato libero da Ada Nasti, l’assessorato alle Finanze e al Patrimonio. 

Il rispetto delle quote rosa imponeva che per una donna che se ne va ne debba arrivare un’altra, anche se non necessariamente per assumere la guida dello stesso  assessorato, ma i movimenti tutti al maschile tra Servizi Sociali e Ambiente, hanno alla fine imposto la scelta di una figura femminile, competente e con tutte le carte in regola per sostituire la collega Nasti: si tratta di Antonina Rodà, commercialista molto stimata ed esperta nella materia  della pubblica amministrazione. 

Questa è la Giunta che ufficializza il superamento della crisi nel Comune di Latina. Adesso si corre verso la seduta del Consiglio comunale che entro il 30 aprile dovrà approvare i bilanci di Abc: da quei documenti contabili è nata la crisi in maggioranza e su quei bilanci, col sacrificio dell’onore dei consiglieri che non hanno mai voluto alzare la mano temendo di finire altrimenti nel buco nero degli accertamenti della Corte dei Conti, si chiuderà la crisi. 

Cosa è cambiato da allora? Niente, a parte il patto di consiliatura sottoscritto il 7 marzo dai partiti di maggioranza. 

“E’ lì  – ha detto il sindaco Celentano nel corso della presentazione – che abbiamo tracciato il percorso che va da oggi fino ai prossimi due anni”. 

Buon viaggio e buona fortuna. 

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Giornalista di lungo corso, è nato a Latina nel 1958. Dopo gli studi classici, si è laureato in Scienze Politiche, indirizzo Politico-Sociale, presso la Facoltà “Cesare Alfieri” dell’Università degli Studi di Firenze. La sua carriera giornalistica inizia nel 1983, con collaborazioni su periodici, radio e televisioni private locali. Due anni più tardi, nel 1985, si iscrive all’Ordine dei Giornalisti. Nel 1988 entra a far parte del gruppo che darà vita alla prima redazione del quotidiano Latina Oggi, fondato da Giuseppe Ciarrapico. In quella redazione Panigutti muove i primi passi da cronista, occupandosi di nera, bianca e successivamente di cronaca giudiziaria. Il suo percorso professionale all’interno della testata è scandito da una crescita costante: Capo Servizio nel 2004, Capo Redattore Centrale nel 2005, Vice Direttore nel 2006 e, infine, Direttore Responsabile nel 2007, ruolo che ricoprirà fino al 2023, anno della sua uscita dal gruppo Editoriale Oggi.
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