C’è un momento, ogni primavera, in cui la letteratura smette di essere solo pagina scritta e torna a farsi incontro, voce, comunità. A Latina accadrà di nuovo lunedì 27 aprile, quando il Premio Strega farà tappa nel cuore della città, trasformando il giardino di Palazzo M in un crocevia di storie, generazioni e visioni.
Dopo il successo della scorsa edizione, il ritorno dello Strega tour nel capoluogo pontino non è soltanto una conferma, ma un segnale preciso: Latina vuole continuare a giocare un ruolo da protagonista nel panorama culturale italiano. L’appuntamento, fissato alle 17:30 in Corso della Repubblica, si inserisce nell’undicesima edizione di Lievito, che rinnova la collaborazione con la Fondazione Bellonci e rilancia uno dei suoi eventi più attesi.
Non si tratta solo della presentazione della “dozzina” dei candidati all’ottantesima edizione del Premio, ma di un’occasione più ampia di confronto e partecipazione. La città diventa spazio di dialogo tra autori e lettori, tra memoria e contemporaneità. Un dialogo che trova radici profonde nel legame con Antonio Pennacchi, la cui opera ha contribuito a dare a Latina una dimensione letteraria riconosciuta a livello nazionale.
La novità di quest’anno aggiunge un tassello significativo a questo racconto collettivo: gli studenti entrano direttamente nel processo, non più soltanto spettatori ma protagonisti. Alcuni ragazzi dei licei Majorana e Manzoni faranno infatti parte della giuria del Premio Strega Giovani, portando uno sguardo nuovo e necessario nel giudizio sulle opere in concorso. È un segnale chiaro di apertura e fiducia nelle nuove generazioni, chiamate a misurarsi con la letteratura contemporanea in modo attivo.
E non finisce qui. Gli studenti del Manzoni contribuiranno anche alla serata con un intervento musicale, accompagnati da archi, a sottolineare quella contaminazione tra arti che è ormai cifra distintiva dell’evento. Letteratura e musica, dunque, si intrecciano in un unico racconto condiviso.
L’ingresso libero e la vocazione inclusiva dell’iniziativa ribadiscono una visione precisa: il libro come strumento di coesione, come motore di vita culturale e civile. In questo scenario, Latina non è soltanto tappa di un tour prestigioso, ma luogo vivo, capace di accogliere e rilanciare idee, storie e talenti. Un piccolo grande laboratorio culturale che, ancora una volta, sceglie di aprirsi e di partecipare.
