A proposito dei tempi per organizzare i servizi, anche a Latina non scherzano. Sono tre anni che il Comune discute con la società Latina Calcio 1932 per individuare una via d’uscita onorevole dall’approssimazione dei rapporti che fino ad oggi hanno contraddistinto la gestione dello stadio Francioni, ed ecco che a meno di un mese dall’inizio del campionato di serie C il Comune di Latina diffida la società nerazzurra a lasciare la struttura di Piazzale Prampolini. Invece di chiudere un contenzioso, sono riusciti ad aprirne un altro. Di afa ne abbiamo abbastanza, non c’era davvero bisogno di scaldare anche gli animi dei tifosi nerazzurri. Sarà un’estate durissima, anche se la diffida del Comune è soltanto un anticipo di quello che si profila intorno alle sorti del Francioni.
Niente di nuovo, se guardiamo alla situazione delle piscine comunali e dei rapporti tra il Comune e la società Nuoto 2000. Vogliamo provare a dire che l’incapacità di gestire il settore degli impianti sportivi da parte dei nostri amministratori, passati e presenti, sia la causa della migrazione del volley che ha trovato casa a Cisterna e della pallanuoto che si è trasferita ad Anzio?
Il Palabianchini è inagibile e chiuso: colpa della malasorte.
Però tra 48 ore si va in Consiglio comunale per provare a salvare il salvabile, cioè trattenere a Latina il basket. Come si fa? Con una variante acrobatica che consentirà a una società privata di mettere su una struttura sportiva in un’area agricola gravata dalla presenza di un immobile commerciale sanato dalla condizione di abusivismo.
Il tutto in nome del rilevante interesse pubblico rappresentato dalla realizzazione di quell’impianto sportivo. Più semplice a dirsi che a dimostrarlo, ma stavolta dal cilindro è venuta fuori una soluzione capace di accontentare tutti: si farà una variante a orologeria. Fra tre anni suonerà la sveglia e il rilevante interesse pubblico di quell’opera sarà venuto meno. Questo vorrà dire che salvo proroga di altri due anni, come si spiega nella convenzione tra la società Latina Basket e il Comune di Latina, dovrà venire meno anche la presenza dell’impianto che dovrebbe sorgere in via Nascosa.
Vogliamo forse credere che fra tre o cinque anni il Comune sarà in grado di dare il benservito a una società che ha garantito un rilevante interesse pubblico alla città? Non sarebbe corretto, così come non è corretto far credere ai cittadini che la variante che si andrà ad adottare possa davvero essere provvisoria. Tanto vale fare le cose per bene, una volta nella vita. Non sta a noi dire come. L’amministrazione si assuma la responsabilità di prendere una decisione che sia tale, e duratura, perché di approssimazioni e provvisorietà ce n’è già abbastanza in giro. Quello che invece manca, è la capacità progettuale e di programmazione dell’ente. C’è davvero bisogno che siano i privati a dire al Comune cosa fare, come e quando? L’intervento privato è prezioso e con i chiari di luna finanziari che attanagliano le pubbliche amministrazioni, promette di diventare indispensabile. Ma se il ruolo del privato deve essere sostitutivo di quello pubblico, tanto vale chiudere le pubbliche amministrazioni. O no?
