La famiglia Benacquista, da decenni titolare della omonima società di basket che tanto lustro ha regalato e regala alla città di Latina, insegue da qualche anno l’obiettivo di realizzare una struttura sportiva che possa garantire alla squadra e al nutrito vivaio di giovani e giovanissimi cestisti, di potersi allenare e disputare i rispettivi campionati in casa.
Un obiettivo che tre anni fa è diventato irrinunciabile dopo la chiusura del palazzetto dello sport di via dei Mille a causa di una grave e pericolosa carenza strutturale. La location proposta dai Benacquista per ospitare la struttura sportiva che intenderebbero realizzare completamente a proprie spese, si trova all’angolo tra via del Lido e via Nascosa, in una zona a destinazione agricola che ospita un manufatto commerciale e la cui conformazione, ovviamente con interventi di adeguamento, consentirebbe di ospitare il corpo centrale del progetto.
E’ stato chiaro da subito che per consentire la realizzazione del progetto dei Benacquista sarebbe necessaria l’approvazione di una variante urbanistica per il cambio di destinazione dell’area agricola, ma la proposta di delibera per la variante dovrebbe arrivare in Consiglio comunale munita di uno specifico parere attestante la prevalente utilità pubblica della struttura che si vorrebbe realizzare. Un parere che negli ultimi tre anni nessuno si è sentito di esprimere mettendolo nero su bianco.
Il dubbio, elementare, è se una struttura privata possa essere ritenuta di pubblica utilità, ma di una utilità così evidente da consentire di forzare il lungo e sempre insidioso iter amministrativo di una variante urbanistica. L’opinione corrente, dentro e fuori dal palazzo comunale, è che una variante del genere, qualora venisse adottata, aprirebbe la strada a una molteplicità di richieste che qualora si riuscisse a gestire correttamente rischierebbe di compromettere le regole urbanistiche intorno alle quali costruire lo sviluppo della città e del territorio. E’ per questa ragione che sfiancati dai “ni” degli ultimi tre anni, i Benacquista hanno ripiegato sul progetto di una tensostruttura e di una variante “a tempo determinato”, fintanto che permarrà lo stato di emergenza provocato dall’inagibilità del Palabianchini.
Una soluzione che taglierebbe la testa al toro sollevando dirigenti e consiglieri dal carico di responsabilità di una variante definitiva, ma che presta il fianco a un’osservazione elementare posta ieri in Commissione congiunta dal consigliere di Lbc Dario Bellini: “Se tra un anno il Palabianchini venisse finalmente riaperto, cosa ne sarà della tensostruttura del Latina Basket?
Il requisito della pubblica utilità della struttura resterebbe ancora valido?” Probabilmente bisognerebbe creare una nuova situazione di emergenza per tenere in vita la pubblica utilità della struttura. E la città di Latina con le situazioni di emergenza ha una certa familiarità. Lo ha spiegato bene il consigliere di Fratelli d’Italia Mario Faticoni, voce fuori dal coro di partito, che pur esprimendosi a favore della richiesta dei Benacquista ha puntato l’indice sull’assenza di una programmazione organica dell’impiantistica sportiva, come peraltro testimonia la mancata prosecuzione dell’iter per il Piano degli impianti sportivi in zona extraurbana, avviato già nel 2008 e poi misteriosamente interrotto nel 2014 dopo la richiesta di documentazione da parte della Regione Lazio.
Solo attraverso una pianificazione generale, ha spiegato Faticoni, la città può sperare di poter superare lo stato di continua emergenza che richiede ogni volta soluzioni tampone che spesso rischiano di essere affrettate. Ancora più a fondo la posizione di Noi Moderati, che attraverso il consigliere Nicola Catani ha messo in guardia l’amministrazione dai rischi di commettere eventuali passi falsi: “Per noi la pubblica utilità del progetto di cui discutiamo c’è tutta e siamo favorevoli all’approvazione, ma deve essere chiaro che il riconoscimento della pubblica utilità deve essere contenuto negli atti istruttori degli uffici e non affidato soltanto alla valutazione politica del Consiglio comunale, perché dobbiamo evitare che all’indomani dell’avvio dei lavori qualcuno possa ritenere che l’iter sia imperfetto ed intervenire come troppo spesso abbiamo visto accadere in città”.
A stanare le logiche politiche che probabilmente sono alla radice dell’annosa vicenda Benacquista è stato il consigliere di Forza Italia Giuseppe Coriddi, riconoscendo la sussistenza del problema della mancanza di adeguati spazi per l’esercizio delle attività sportive in città e dunque la necessità di dare una risposta alla richiesta avanzata dalla società Latina Basket di dotarsi di una struttura di sopravvivenza. “Ritengo che il progetto abbia una valenza di pubblica utilità e dico fin d’ora che Forza Italia voterà a favore di questo progetto, ma non comprendo la ragione per la quale ci troviamo in una triplice commissione consiliare; anzi, la comprendo benissimo: adesso che siamo in dirittura d’arrivo, tutti vogliono salire sul carro del vincitore, a cominciare da quelli che non sono stati in grado di dare risposte ai Benacquista negli ultimi tre anni. Se la pratica relativa alla tensostruttura è stata presentata al Suap, è quell’ufficio che se ne deve occupare assumendosi anche le responsabilità degli esiti – ha insistito Coriddi – qual è il senso della presenza della commissione urbanistica e della commissione per lo sport, forse quello di appesantire il procedimento?”.
L’osservazione non è stata gradita dai destinatari e pare che l’assessore Muzio abbia chiesto di poter cancellare la sua firma dalla proposta di delibera che martedì finirà in Consiglio comunale. La domanda che resta aperta e che dovrebbe essere l’oggetto della discussione nel Consiglio comunale di martedì, non è quella sul grado di utilità pubblica di una struttura realizzata da un privato, ma più semplicemente se una pubblica amministrazione debba, e possa, affidare a un privato interventi di pubblica utilità per sopperire alla propria incapacità di programmazione e alla propria assenza di visione e prospettiva, anche politica.
