Home Sotto la lente La corsa del sindaco di Sezze sulla pista dell’Urbanistica

La corsa del sindaco di Sezze sulla pista dell’Urbanistica

Accordi di programma al traguardo, la giunta municipale approva i primi progetti. Ma la storia è molto più lunga

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Poco più di un mese fa, il 20 luglio 2026, la giunta municipale guidata dal sindaco Lidano Lucidi ha approvato in rapida sequenza tre proposte di deliberazione relative a tre distinti interventi urbanistico-edilizi che rimandano agli accordi di programma approvati quindici anni fa dal Consiglio comunale nella seduta del 20 gennaio 2012. All’epoca era sindaco Andrea Campoli, e l’assise comunale aveva intenzione di dare una boccata di ossigeno alle attività imprenditoriali locali adottando una serie di varianti al Piano Regolatore, soprattutto cambi di destinazione d’uso, che avrebbero dovuto favorire il rilancio di qualche spezzone di economia con il riutilizzo a fini commerciali o artigianali di qualche immobile improduttivo o fino ad allora utilizzato impropriamente per fini diversi da quelli consentiti. Quell’accordo di programma traeva la sua ragion d’essere dall’iter già avviato nel 1997 con l’affidamento all’architetto Massimiliano Fuksas dell’incarico per la redazione di una variante generale al Piano regolatore del 1976.

Al bando pubblico per le proposte di accordi di programma avevano risposto in 34, e il responsabile unico del procedimento aveva ritenuto conformi soltanto 16 proposte. Il requisito necessario per l’accoglimento di ciascun progetto, era quello del rilevante interesse pubblico. Ed ecco la ragione che aveva indotto il responsabile del procedimento a dimezzare la lista dei pretendenti.

Ma le ragioni dei tecnici spesso non collimano con quelle della politica, così, subito dopo, ritenendo che si trattasse di opere finalizzate allo sviluppo economico del territorio e decisive per favorire l’occupazione, il Comune di Sezze aveva deciso di accettare anche le proposte non conformi al bando, ad eccezione di quattro. Alla fine le proposte accolte erano state 29 in tutto.

Affidando l’incarico di revisione del Prg all’architetto Fuksas, il Comune di Sezze voleva volare alto, ma quello che gli è riuscito di fare, oltre che volare basso chiudendo gli occhi sullo spessore dei progetti degli accordi di programma, è stato volare lentamente, molto lentamente, perché la delibera di adozione del progetto definitivo dell’archistar era arrivata soltanto nel 2012, anche stavolta quindici anni dopo l’avvio dell’iter. Ed era soltanto l’inizio, perché nel 2025, tredici anni più avanti, l’approvazione definitiva della variante al PRG non era ancora arrivata. La Regione Lazio ha avuto molto da ridire sull’iter amministrativo di quella variante, fino a spiegare a chiare lettere che quello che il Comune di Sezze si ostinava a chiamare Piano Urbanistico Comunale Generale era in realtà un vero e proprio Piano Regolatore Generale. Così, stanco di sentirsi chiedere ulteriori documentazioni e compreso che un progetto avviato nel 1997 avrebbe potuto rivelarsi superato prima ancora di essere attuato, l’amministrazione Lucidi ha pensato bene di revocare la variante generale al Prg. Probabilmente la decisione è stata sensata, anche se non è mai facile spiegare ai cittadini perché i loro soldi spesi dal Comune per ingaggiare l’architetto Massimiliano Fuksas siano stati buttati dalla finestra. Quanti soldi? Nessuno lo dice, nemmeno in Consiglio comunale, dove le opposizioni (?) non hanno alzato troppo la voce per contrastare la decisione di cancellare con un’alzata di mano i disegni del Piano Urbanistico Comunale Generale firmato da Fuksas.

Dove ci sono distribuzioni a pioggia, come nel caso dell’accoglimento dei 29 progetti di variante contrabbandati per accordi di programma di rilevante interesse sociale, la rete delle relazioni tra i cittadini e chi amministra è sempre prodiga di risultati, non ultimo quello di condizionare l’opposizione piegandola alle ragioni dell’opportunità politica.

il sindaco di Sezze Lidano Lucidi

Ma l’avventura urbanistica degli accordi di programma potrebbe riservare delle sorprese. L’iniziativa era nata sulla scia della revisione generale del Prg del 1976 e si sarebbe potuta concretizzare una volta adottato lo strumento elaborato da Fuksas, motivo per il quale i progetti presentati nel 2012 sono rimasti nel cassetto fino ad oggi: adesso che la revisione del Piano regolatore è stata revocata, su cosa si reggono gli accordi di programma? Certo non sul Prg del 1976, che non prevedeva niente di simile, né avrebbe potuto, perché all’epoca quell’istituto non era ancora stato introdotto dalla legislazione.

Sarà quindi difficile smentire il primo che alzerà la mano per dire che gli accordi di programma del Comune di Sezze oggi sono carta straccia. E desta una certa meraviglia la semplicità con cui il segretario generale del Comune si sia prestato ad accreditare la tesi secondo cui i primi tre progetti approvati dalla Giunta lo scorso 20 luglio siano portatori di “rilevante interesse pubblico”.

Si tratta di tre attività commerciali senza le quali, con tutto il rispetto per gli operatori del settore, i cittadini di Sezze possono continuare a vivere senza difficoltà.

Perché il sindaco Lucidi ha voluto a tutti i costi chiudere questa spinosa partita urbanistica? Potrebbero averlo spinto i partiti che lo sostengono da sempre da dietro le quinte trasparenti che hanno sempre lasciato intravedere le sagome del centrodestra e del partito democratico ; oppure si è lasciato convincere dalla terna di professionisti che fagocitano tutti gli incarichi e fanno il bello e il cattivo tempo a Sezze e dintorni; o ancora, ha bisogno di raccogliere consensi prima della prossima tornata elettorale per il rinnovo del consiglio comunale.

E come spesso accade, dalla piana pontina che ospita le istituzioni che dovrebbero vigilare sul territorio provinciale, nessuno si ricorda mai di alzare lo sguardo verso le colline.

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Giornalista di lungo corso, è nato a Latina nel 1958. Dopo gli studi classici, si è laureato in Scienze Politiche, indirizzo Politico-Sociale, presso la Facoltà “Cesare Alfieri” dell’Università degli Studi di Firenze. La sua carriera giornalistica inizia nel 1983, con collaborazioni su periodici, radio e televisioni private locali. Due anni più tardi, nel 1985, si iscrive all’Ordine dei Giornalisti. Nel 1988 entra a far parte del gruppo che darà vita alla prima redazione del quotidiano Latina Oggi, fondato da Giuseppe Ciarrapico. In quella redazione Panigutti muove i primi passi da cronista, occupandosi di nera, bianca e successivamente di cronaca giudiziaria. Il suo percorso professionale all’interno della testata è scandito da una crescita costante: Capo Servizio nel 2004, Capo Redattore Centrale nel 2005, Vice Direttore nel 2006 e, infine, Direttore Responsabile nel 2007, ruolo che ricoprirà fino al 2023, anno della sua uscita dal gruppo Editoriale Oggi.
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