Home Politica Inquinamento dell’Astura ad Aprilia, Agire presenta un esposto

Inquinamento dell’Astura ad Aprilia, Agire presenta un esposto

Il fenomeno si ripete da tempo e fa temere per l'agricoltura, ma sui corsi d’acqua minori servirebbero più controlli

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Acque torbide e biancastre, schiuma persistente e un odore acre avvertibile anche a distanza dalla sponda. È il quadro segnalato da AGIRE – Idee e Territorio nel tratto del Fosso Astura in cui confluiscono il Fosso Carano e il Fosso della Ficoccia. Un nuovo episodio che riporta l’attenzione sulle condizioni dei corsi d’acqua che attraversano le campagne di Aprilia e sul rischio che eventuali fenomeni di inquinamento possano compromettere un sistema idrico importante anche per le attività agricole e sul quale il movimento ha presentato un dettagliato esposto agli organi competenti.

A preoccupare è soprattutto il ripetersi delle anomalie nello stesso tratto. La presenza di schiuma e la colorazione insolita delle acque, tuttavia, non consentono da sole di stabilire la natura delle sostanze presenti né di individuarne la provenienza. Servono analisi e accertamenti tecnici da parte degli enti competenti, per capire che cosa stia accadendo e se vi siano conseguenze per l’ambiente e per gli usi irrigui delle acque.

La segnalazione riaccende il tema sulle diverse criticità che interessano il bacino del fiume Astura e i canali che vi confluiscono. Del resto il reticolo idrico attraversa un territorio caratterizzato da una forte presenza di attività agricole, dove la qualità dell’acqua rappresenta un elemento essenziale per la tutela delle colture e dell’ambiente.

Più volte quei fossi e canali, che attraversano il territorio apriliano e alimentano il sistema idrografico dell’Astura, sono finiti nel mirino. In passato, anche il Canale Allacciante Astura, nella zona di Campoverde, è stato al centro di segnalazioni relative ad acque scure, cattivi odori e presunti sversamenti. Tutti episodi che richiedono verifiche puntuali per distinguere le situazioni accertate dalle segnalazioni ancora da approfondire. E, magari, anche interventi.

Anche le attività di monitoraggio ambientale condotte da ARPA Lazio sul tratto terminale del fiume Astura e sui canali limitrofi hanno posto attenzione alla qualità delle acque, attraverso la misurazione di parametri chimici e microbiologici. Il tema riguarda quindi non soltanto il singolo episodio, ma la necessità di mantenere sotto controllo un sistema di corsi d’acqua esposto alle pressioni delle attività umane e agricole.

Le eventuali responsabilità, così come l’origine delle anomalie segnalate, dovranno essere stabilite dagli enti competenti sulla base di riscontri oggettivi. A richiamare l’attenzione sulla situazione è Franco Vona, componente di AGIRE – Idee e Territorio, che invita a evitare accuse senza prove, ma chiede controlli più incisivi e risposte concrete.

«Non accusiamo nessuno, accusare senza prove è il modo migliore per non ottenere nulla», osserva Vona. «Però registriamo un fatto: lo stesso fenomeno si ripete, nello stesso tratto, e la sensazione diffusa è che sui corsi d’acqua minori il controllo sia episodico».

Vona, che è anche presidente del Comitato di Quartiere e lui stesso agricoltore, sottolinea le possibili ricadute sulle campagne apriliane, evidenziando come la tutela delle acque sia strettamente collegata alla salvaguardia delle attività produttive e degli agricoltori che dipendono dalle risorse idriche del territorio.

«Le campagne di Aprilia pagano da anni, ed è esattamente il motivo per cui certi fenomeni si ripresentano: chi li provoca sa di avere buone probabilità di non essere visto», afferma Vona.

Parole che esprimono la preoccupazione del comitato, mentre resta da verificare attraverso le analisi se le anomalie osservate siano riconducibili a sostanze inquinanti e, in caso affermativo, quale ne sia la provenienza.

Importante in questo contesto è anche il ruolo che gioca il Consorzio di Bonifica: all’ente, infatti, AGIRE chiede un sopralluogo tempestivo lungo il corso d’acqua, una verifica delle condizioni delle sponde e una presa di posizione pubblica sulla situazione, poiché tra le sue responsabilità vi è la cura e la vigilanza della gestione e della manutenzione del reticolo idraulico minore. Un tema particolarmente sentito dagli agricoltori, che contribuiscono economicamente al funzionamento del sistema consortile.

«Un sopralluogo tempestivo lungo l’asta del fosso, una verifica dello stato delle sponde e una presa di posizione pubblica del Consorzio varrebbero, in questo momento, più di qualunque dichiarazione politica», sostiene Vona.

La richiesta è quella di passare dalle segnalazioni agli accertamenti, verificando le condizioni del corso d’acqua e fornendo informazioni chiare a chi vive e lavora nelle aree attraversate dal reticolo idrico.

AGIRE fa sapere di aver depositato un esposto formale presso gli organi competenti, corredato dalla documentazione fotografica raccolta. L’iniziativa punta a sollecitare verifiche ufficiali sull’origine delle acque torbide, della schiuma e degli odori segnalati nel tratto interessato.

Al momento, in assenza di risultati analitici, non è possibile attribuire con certezza la causa del fenomeno né individuare eventuali responsabilità. Proprio per questo il comitato chiede che vengano effettuati controlli in tempi rapidi e che gli esiti siano resi noti.

AGIRE invita i cittadini in possesso di fotografie, video o segnalazioni relative agli ultimi giorni a trasmettere il materiale, così da integrarlo nella documentazione già presentata.

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