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Infortuni sul lavoro, estate nera nel Lazio: 24 morti. A Latina i casi fatali salgono da 7 a 10

La Cgil fotografa un peggioramento diffuso: nei primi otto mesi del 2026 oltre 30mila denunce nel Lazio. A Latina gli infortuni crescono del 6,6%

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Infortuni sul lavoro, estate nera nel Lazio: 24 morti. A Latina i casi fatali salgono da 7 a 10

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La Cgil fotografa un peggioramento diffuso: nei primi otto mesi del 2026 oltre 30mila denunce nel Lazio. A Latina gli infortuni crescono del 6,6%.

Ventiquattro morti in tre mesi

Ventiquattro persone hanno perso la vita sul lavoro nel Lazio tra giugno, luglio e agosto 2026, con un incremento del 26% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

È il dato messo in evidenza dalla Cgil di Roma e Lazio sulla base dell’elaborazione dei dati Inail. Un’estate che il sindacato definisce «di sangue» e che si inserisce in un quadro più generale di crescita degli infortuni.

Nel solo mese di agosto sono state presentate nel Lazio 2.498 denunce di infortunio, l’11,7% in più rispetto all’agosto 2025. Otto hanno avuto esito mortale.

A Latina dieci denunce mortali nei primi otto mesi

Il peggioramento riguarda anche la provincia di Latina.

Nei primi otto mesi del 2026 le denunce di infortunio sul lavoro nel territorio pontino sono aumentate del 6,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Ancora più pesante il dato relativo agli eventi mortali: le denunce con esito mortale sono passate da 7 a 10.

L’aumento non riguarda soltanto Latina. La Cgil segnala una crescita delle denunce del 13% a Viterbo, del 10% a Rieti, dell’8,3% a Roma e del 3,3% a Frosinone.

Sul fronte degli episodi mortali Roma passa da 34 a 40 denunce, mentre Rieti sale da una a due.

Nel Lazio oltre 30mila denunce da gennaio ad agosto

Allargando lo sguardo all’intera regione, tra gennaio e agosto le denunce complessive sono passate da 28.141 a 30.417, con un aumento dell’8,1%.

Quelle relative agli infortuni avvenuti direttamente in occasione di lavoro crescono ancora di più: da 21.712 a 23.767, pari al 9,5%.

Le denunce con esito mortale passano invece complessivamente da 53 a 62, con un incremento del 17%. Considerando soltanto quelle avvenute in occasione di lavoro, si passa da 32 a 39, quasi il 22% in più.

Trasporti, sanità, commercio e costruzioni tra i settori più colpiti

Tra i comparti con il maggior numero di denunce di infortunio in occasione di lavoro figurano trasporto e magazzinaggio, con 2.106 casi, e sanità e assistenza sociale, con 2.042.

Seguono il commercio con 1.633 denunce e le costruzioni con 1.505.

Proprio nelle costruzioni le denunce con esito mortale sono salite da cinque a otto.

In termini percentuali, la Cgil segnala invece una forte crescita nelle attività artistiche, sportive e di intrattenimento, con un +42,2%, e nelle attività professionali, scientifiche e tecniche, con un +18,3%.

Crescono gli infortuni tra donne e giovani

Il peggioramento coinvolge anche alcune categorie specifiche.

Tra le donne le denunce aumentano del 10,4%.

Significativi anche i numeri relativi alle fasce più giovani: +14,1% tra i lavoratori dai 15 ai 19 anni, +11,5% tra i 20 e i 24 anni e +10,9% tra i 25 e i 29 anni.

La Cgil punta il dito anche sul caldo estremo

Per il sindacato, quanto accaduto durante l’estate rende necessario affrontare anche il rapporto tra sicurezza sul lavoro e temperature elevate.

“Giugno, luglio e agosto sono stati segnati da condizioni di caldo estremo che hanno aumentato l’esposizione al rischio di chi lavora, soprattutto all’aperto e nelle attività più pesanti. – evidenzia la Cgil di Roma e Lazio – Lo stress termico aumenta la fatica, riduce la concentrazione e la capacità di reazione ed è a tutti gli effetti un fattore di rischio sul lavoro. In alcuni casi è stato proprio il calore estremo a causare la morte delle persone. Non possiamo continuare ad affrontarlo come un’emergenza stagionale”.

La Cgil riconosce l’importanza dell’ordinanza regionale anticaldo, ma chiede interventi che vadano oltre la gestione stagionale dell’emergenza.

La richiesta: cambiare orari e organizzazione del lavoro

Tra le proposte avanzate ci sono una maggiore attenzione all’organizzazione dei turni e degli orari, più prevenzione e controlli e risorse per sostenere economicamente i lavoratori costretti a interrompere l’attività nelle ore più pericolose.

Il sindacato chiede inoltre alla Regione Lazio di favorire un confronto con il sistema delle imprese e le organizzazioni sindacali affinché l’organizzazione del lavoro venga progressivamente adattata anche agli effetti dei cambiamenti climatici.

La mobilitazione proseguirà il 17 ottobre a Roma, dove la Cgil sarà in piazza chiedendo che nella legge di bilancio vengano previste risorse adeguate per salute e sicurezza sul lavoro.

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