Il sindaco Alberto Mosca sta valutando eventuali azioni da intraprendere nelle sedi competenti per opporsi alla decisione della FEE che ha revocato l’attribuzione della bandiera blu al Comune di Sabaudia.
Gli consiglieremmo di valutare prima di tutto l’opportunità di seguire la linea del silenzio, in segno di rispetto per la morte di due persone annegate nelle acque del litorale di Sabaudia rimasto senza la necessaria sorveglianza di un servizio di bagnini.
Il fatto che altri sindaci pontini abbiano lo stesso tipo di problema con il servizio di vigilanza in mare, non esime Mosca dalle proprie responsabilità.
I comuni hanno sempre un anno di tempo per predisporre i servizi stagionali di cui la cittadinanza ha bisogno, e non è tollerabile che ogni volta le questioni si affrontino quando è già tardi.
Quanto alla lamentata carenza di giovani disposti a fare il bagnino, nessuno si interroga sulle ragioni del fenomeno. Si tratta di un lavoro di grande responsabilità, ma a chi voglia farlo oggi viene richiesto di svolgere anche una serie di mansioni aggiuntive e senza ulteriori compensi: prendere o lasciare.
I Comuni, che affidano il servizio ad associazioni o cooperative, sanno tutto, ma preferiscono non vedere. Invece i ragazzi in possesso del patentino di salvamento in mare vedono lungo: se qualcuno annega mentre loro stanno sistemando i lettini o aprendo gli ombrelloni, saranno loro a portare il peso della responsabilità per la morte di una persona, e a doversi difendere in tribunale. No grazie.
