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Il petardo non lontano dalla casa del sindaco di Fondi, la strana storia delle lettere anonime

La vicenda di cui si è molto parlato in città, ma che al momento non ha elementi per far pensare a qualcosa di diverso dalla bravata

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La questione del petardo esploso nei pressi dell’abitazione del sindaco Vincenzo Carnevale a metà agosto fa ancora parlare di sé a Fondi. In realtà, tra indiscrezioni, voci, chiacchiere di piazza e da bar non si è mai sopita la discussione in queste settimane.

L’uscita mediatica della notizia, ha solo messo un punto fermo sulla vicenda: non sembra essersi trattato di un atto intimidatorio. Ovviamente le indagini attivate dai carabinieri procedono nel riserbo che è necessario quando c’è di mezzo una figura pubblica come un sindaco di una città di quasi 40 mila abitanti, ma in molti osservano come lo stesso numero uno dell’amministrazione comunale, a metà agosto, era insediato da appena due mesi e la maggior parte dei dossier presi in mano, erano stati gestiti non da lui ma dal suo predecessore Beniamino Maschietto, seppur Carnevale era il suo vice.

Dalle ricostruzioni, comunque, si è risaliti alla data del 13 agosto, che tra le altre cose è stata una giornata molto complicata per lo stesso sindaco alle prese con la scomparsa della madre che era malata da tempo.

La cosa più inquietante della vicenda, però, non è neppure il fatto in sé che, secondo lo stesso sindaco e secondo la teoria più accreditata potrebbe essere rilegata alla bravata di un gruppo di ragazzi – forse stranieri – che hanno esploso un petardo in una zona decentrata della città e che, per loro sfortuna, hanno individuato la via in cui risiede il primo cittadino. La cosa più strana e poco chiara, invece, sarebbero delle presunte lettere anonime che sono iniziate a girare nelle ultime settimane, alcune arrivate addirittura ad alcuni consiglieri comunali, in cui si chiede loro di fare chiarezza su possibili ombre e silenzi sul fatto.

Non che i media debbano giustificarsi, ma il rischio, è quello di commentare una “non notizia”. Per tale motivo, non se ne era parlato e la cosa non era arrivata sulle cronache locali, anche perché al di là del boato, non c’erano apparentemente altri elementi che potessero far parlare di qualcosa di diverso dall’esplosione di un petardo e, in questo mese, la cosa non è cambiata.

Quindi, a meno che non emerga qualcosa di nuovo, probabilmente la storia tornerà nel dimenticatoio, anche per coloro che hanno preso a scrivere lettere senza neppure firmarle per far luce su un fatto che al momento non sembra avere nulla di particolarmente rilevante.

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