C’è già una pista nell’indagine sull’omicidio di Ibrahim Dibba, il gambiano di 27 anni ucciso a colpi di pistola l’altra sera in viale XXIV Maggio, di fronte alla chiesa dell’Immacolata a Latina. Poche ore dopo l’agguato infatti gli investigatori della Polizia hanno trovato e sequestrato l’automobile utilizzata dagli autori dell’esecuzione. A indirizzare il lavoro dei poliziotti è la provenienza della vettura, perché si tratta di un’utilitaria, una Kia Picanto di colore scura noleggiata presso una società del capoluogo pontino, tra l’altro la stessa che lo scorso anno forniva le vetture in locazione a due diversi sodalizi di trafficanti di droga.
L’auto era parcheggiata in un’area di sosta alle spalle dei palazzoni di via Pionieri della Bonifica, nel quartiere Campo Boario. Con ogni probabilità era stata lasciata intenzionalmente in un luogo defilato, dagli assassini, per rendere più complesso il suo recupero. In seguito al ritrovamento, ieri notte, l’utilitaria è stata sottoposta a sequestro e portata in Questura, per consentire agli specialisti della polizia scientifica di effettuare i rilievi per raccogliere impronte digitali e tracce genetiche di chi l’ha utilizzata.
Nel corso della notte un responsabile della società di noleggio è stato convocato in Questura per chiarire i termini della locazione, ovvero indicare la controparte che ha stipulato il contratto di affitto del mezzo. Sugli sviluppi delle indagini vige il massimo riserbo, ma gli investigatori sono convinti che a noleggiare la vettura fosse stata una terza persona rispetto a chi effettivamente la utilizzava. È una prassi consolidata tra coloro i quali utilizzano questo tipo di macchine per compiere attività illecite, sempre più diffuse. Ma questo sembra condizionare la ricostruzione dell’omicidio.
Al tempo stesso gli investigatori lavorano per ricostruire i movimenti della vittima e le sue frequentazioni. Risultava irregolare nel territorio italiano, anzi era destinatario di un ordine di espulsione emesso dal Questore, che ovviamente non aveva rispettato. Frequentava la zona del Villaggio Trieste e in particolare i gruppi di stranieri che si rivolgono alla mensa della Caritas. Secondo quanto riferito da alcuni suoi conoscenti, la vittima avrebbe avuto una discussione animata lo stesso giorno in cui è stato ucciso, nel tardo pomeriggio, poche ore prima dell’esecuzione.
Secondo una prima ricostruzione, il giovane gambiano arrivato in Italia nel 2017, l’altra sera stava camminando a piedi sul marciapiede di viale XXIV Maggio, dallo stesso quartiere Villaggio Trieste che frequentava in direzione di corso Matteotti. A sparargli è stato il passeggero della Kia Picanto, che l’ha affiancato praticamente senza neppure fermarsi, colpendolo all’altezza dell’addome, ma in maniera defilata. L’omicida avrebbe sparato tre colpi, ma solo due sarebbero andati a segno. Sufficienti comunque per uccidere Ibrahim Dibba, morto poco dopo il suo arrivo in ospedale.
Subito dopo l’esecuzione, presumibilmente, gli autori della spietata esecuzione hanno proseguito fino a raggiungere il parcheggio nella zona tra via Pionieri della Bonifica e via Sante Palumbo, dove hanno parcheggiato per dileguarsi. Una serie di telecamere hanno consentito agli investigatori della Squadra Mobile di risalire alla targa dell’utilitaria per avviare le ricerche. Una rapida evoluzione dell’indagine che sembra prospettare una svolta imminente.
