Era un volto noto alla Polizia l’uomo di 47 anni di Giugliano in Campania gambizzato a colpi di pistola una settimana fa a Latina, anche perché figura tra gli indagati nell’inchiesta su un maxi furto in banca messo a segno da una banda di specialisti nel novembre del 2023 a Casale Monferrato. Insieme al fratello di 44 anni, anche lui trapiantato a Latina, sono considerati dagli investigatori della Questura di Alessandria tra i promotori del colpo insieme agli altri componenti del sodalizio, quasi tutti campani, oltre a tre brindisini. Parliamo di un furto che aveva fruttato un bottino stimato, al ribasso, in 15 milioni di euro, ossia il contenuto di 250 cassette di sicurezza svuotate nel caveau.
L’azione criminale era di quelle sensazionali perché la banda del buco era passata per le fogne, creando un tunnel per accedere direttamente nel caveau, beffando in questo modo di dispositivi di allarme: erano entrati in azione di sabato sera e il colpo era stato scoperto il lunedì, all’apertura dell’istituto di credito. Un’accurata indagine della Questura di Alessandria aveva permesso di risalire alle utenze telefoniche utilizzate dai ladri, poi alle loro auto, iniziando l’opera di identificazione della banda, composta da almeno 11 persone, un numero che è salito a 18 contando tutti i soggetti che hanno contribuito. Si è scoperto dopo che avevano affittato un negozio nella città piemontese per utilizzarlo come base operativa per lo scavo nella fogna.
La svolta nel corso delle indagini era arrivata grazie a una serie di informatori, tra i quali un soggetto che poi si è scoperto essere un ex appartenente alla banda, che aveva preso parte alle fasi preparatorie del colpo già nel 2021, quando il piano era saltato per questioni non ancora chiare, prima di essere ripreso due anni dopo. In ogni caso quell’uomo era stato estromesso dall’esecuzione del furto e quindi non aveva ricevuto la sua parte del bottino, per questo si era vendicato. Poi insieme ad altri due soggetti, nel maggio del 2024, aveva affrontato uno dei componenti della banda del buco, ma i tre erano stati feriti a colpi di pistola. In quel periodo era stato avvicinato anche il 47enne ferito nell’agguato di una settimana fa, come aveva confidato all’interlocutore di una sua telefonata intercettata, ma era riuscito a scampare all’aggressione.
Nel corso dell’indagine sul furto in banca gli inquirenti sono riusciti a ricostruire i ruoli di tutti i componenti del sodalizio, che lo scorso anno avevano ricevuto gli avvisi di garanzia e sequestri di beni, questi ultimi poi annullati dal Tribunale del Riesame. Il coinvolgimento nell’inchiesta piemontese non fa altro che complicare il contesto nel quale gli investigatori della Questura di Latina cercano una risposta sulla gambizzazione del 47enne, vittima dell’agguato di venerdì 19 giugno davanti all’abitazione del fratello, in una traversa della statale Pontina a sud di Latina.
