APRILIA ANNO ZERO
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Ilaria Cavallin nasce ad Aprilia nel 1983. Discendente di una famiglia di coloni veneti giunti in città ai tempi della bonifica dell’Agro Pontino, affonda le proprie radici nella realtà locale e nella frazione di Carano, dove i Cavallin rappresentano da generazioni una presenza storica e significativa per il territorio.
Consegue la laurea in Giurisprudenza e intraprende la professione forense. Nel corso degli anni matura una solida esperienza, specializzandosi in numerosi settori del diritto, tra cui il penale, il diritto di famiglia, il societario, il tributario e il bancario.
L’esordio in politica risale al 2018, quando si candida per la prima volta al Consiglio comunale nella lista Domenico Vulcano Sindaco. Ottiene un buon risultato personale, ma il ballottaggio premia il sindaco uscente, Antonino Terra, relegando la coalizione guidata dall’ex maresciallo dei carabinieri ai banchi dell’opposizione.
Conclusa quella consiliatura, decide di ricandidarsi nel 2023. Pur rappresentando a livello provinciale il movimento fondato dall’ex governatore della Liguria Giovanni Toti, sceglie di sostenere la coalizione di centrodestra candidandosi in una lista civica. Al termine della sfida elettorale, conclusasi al ballottaggio contro la coalizione civica guidata da Luana Caporaso, il centrodestra torna alla guida della città dopo quattordici anni, riportando al governo una coalizione di partiti politici con l’obiettivo di restituire ad Aprilia un ruolo centrale nel panorama provinciale.
Nominata capogruppo di Unione Civica, durante l’anno di amministrazione guidata dal sindaco Lanfranco Principi — conclusasi con l’operazione “Assedio” e il successivo scioglimento del Consiglio comunale — si distingue per il suo stile istituzionale, pacato e dialogante. Mette la propria esperienza professionale al servizio dell’attività amministrativa, occupandosi in particolare di ambiente, legalità, tutela dei minori, educazione stradale e sport. In qualità di presidente della Commissione Ambiente e componente dell’Osservatorio per la Legalità, promuove iniziative e proposte su temi di particolare rilevanza per la comunità.
Tra le sue passioni c’è il ciclismo, interesse trasmessole dal padre Giancarlo, scomparso di recente. Alla sua memoria è stata dedicata la prima edizione della Gravel, disciplina ciclistica che unisce le caratteristiche della mountain bike e della bicicletta da strada, sviluppandosi su percorsi misti.
Stimata anche dagli avversari politici, che ne riconoscono correttezza, equilibrio ed empatia, ha recentemente aderito all’UDC, di cui è vicecoordinatrice cittadina con delega alla Giustizia e al Sociale. Nel partito vede il punto di riferimento per la costruzione di un centrodestra moderato, capace di ascoltare le esigenze del territorio e di dialogare con le altre forze politiche.
A chi sostiene che il centrodestra sia uscito indebolito dallo scioglimento del Consiglio comunale, replica: «Le responsabilità penali sono personali. Chi vuole lavorare per la città non ha perso voglia né entusiasmo.»
La credibilità dei politici, dopo lo scioglimento del Comune per infiltrazioni, è inevitabilmente crollata. Secondo lei, gli elettori saranno più attenti a fare una distinzione tra chi opera onestamente per la comunità oppure sceglieranno il candidato secondo i vecchi parametri?
“Ferma restando l’impossibilità di decifrare con esattezza le dinamiche elettorali prima che si manifestino, credo che i cittadini di Aprilia abbiano dimostrato nel tempo una notevole maturità civica. È naturale che vicende così gravi abbiano incrinato quel delicato rapporto fiduciario che costituisce il fondamento stesso della rappresentanza democratica. Del resto, come ricordava Luigi Einaudi, «la fiducia è un capitale che si accumula lentamente e si disperde rapidamente».
Sono tuttavia convinta che gli elettori sapranno distinguere tra chi ha inteso la politica come servizio alla comunità e chi, invece, ne ha fatto un mero strumento di affermazione personale. Saranno chiamati a valutare non soltanto i programmi, ma soprattutto la coerenza, i comportamenti e la credibilità delle persone.
L’effetto più insidioso di questa fase rischia di essere l’astensionismo, già attestatosi su livelli preoccupanti nelle elezioni amministrative del 2023. La disaffezione rappresenta infatti una sconfitta per l’intera democrazia, perché è sintomo della rottura del patto fiduciario tra elettore e amministratore.
La politica dovrà quindi riconquistare credibilità non con le parole, ma con i fatti, attraverso trasparenza, competenza e una presenza autentica e costante sul territorio.”
Qual è stata la sua reazione personale alla notizia del commissariamento e dello scioglimento del Consiglio comunale? E quale è stato il sentimento prevalente tra le persone a lei vicine?
“La mia prima reazione è stata di profondo rammarico e di sincera amarezza. Lo scioglimento di un Comune rappresenta sempre una ferita per l’intera comunità, indipendentemente dalle responsabilità individuali che saranno accertate nelle sedi competenti.
Ho pensato immediatamente ai tanti cittadini che avevano riposto speranza in un progetto amministrativo, ma anche agli amministratori che, estranei alle contestazioni, avevano dedicato tempo, energie e passione al bene della città.
Tra le persone che ho incontrato ho percepito soprattutto delusione, preoccupazione e rabbia. Ma accanto a questi sentimenti ho colto anche una volontà diffusa di rialzarsi e di guardare avanti. In fondo, la storia delle comunità insegna che i momenti di crisi possono diventare occasioni di rinascita.
Oggi Aprilia ha bisogno di ritrovare fiducia nelle istituzioni e in sé stessa, ricostruendo un’identità civica fondata sulla legalità, sulla partecipazione e sul rispetto delle regole.”
Dopo quanto accaduto – che è ancora tutto da dimostrare – pensa sia possibile fare politica in maniera libera ad Aprilia?
“Penso che chi sceglie di impegnarsi nella vita pubblica non sia mai completamente libero da pressioni, aspettative e interessi che gravitano attorno ai luoghi della decisione politica. Il potere, per sua natura, attrae interessi differenti e talvolta contrapposti.
Proprio per questo ritengo che gli amministratori di una città importante come Aprilia non possano essere lasciati soli. La migliore garanzia contro ogni forma di degenerazione non è l’isolamento, ma la partecipazione massiccia dei cittadini alla politica attiva.
Hannah Arendt sosteneva che la politica nasce quando gli uomini si incontrano e dialogano nello spazio pubblico. È attraverso il confronto costante con cittadini, associazioni, comitati e realtà territoriali che si costruiscono anticorpi democratici efficaci.
Una comunità vigile, consapevole e partecipe rende molto più difficile il radicarsi di fenomeni opachi o criminali. L’indifferenza e l’isolamento, invece, sono spesso il terreno sul quale prosperano le peggiori distorsioni della vita pubblica.”
Il candidato sindaco viene scelto perché effettivamente rappresenta una sintesi tra le forze che lo sostengono e risponde a caratteristiche precise: perché a questo identikit non risponde quasi mai una donna?
“Si tratta di una questione complessa, che non può essere liquidata con risposte semplicistiche.
Per troppo tempo il contributo delle donne alla politica è stato valutato attraverso categorie riduttive. Talvolta si è cercata la presenza femminile più per adempiere a un obbligo formale (le c.d. “quote rosa”) che per valorizzare autentiche competenze e capacità di leadership. Eppure la storia dimostra il contrario. Le donne hanno spesso saputo esercitare il governo delle istituzioni con pragmatismo, equilibrio e determinazione.
Anche nella nostra realtà esistono figure femminili di grande valore che hanno dimostrato competenza e capacità amministrativa, oltre che grande carattere. Forse è arrivato il momento di superare definitivamente la logica delle quote e di riconoscere il merito come unico vero criterio di selezione della classe dirigente.
È questo il giusto criterio per la scelta di un futuro sindaco che, oltre che capace e di carattere, dovrà essere affiancato da un team di tutto rispetto. Sarà, infatti necessario risollevare tutti i settori, con particolare riguardo ai settori tecnici, al settore sociale e alla necessità di ricreare un’identità, attraverso le iniziative come il Carnevale, o la festa di San Michele.”
L’ azzeramento delle istituzioni locali non ha modificato il processo di costruzione del percorso di risanamento della politica che, piuttosto, si è concentrata nel rivolgersi accuse reciproche. Perché secondo lei?
“Purtroppo la politica contemporanea sembra sempre più attratta dalla polemica permanente. Lo scontro genera visibilità immediata, mentre la costruzione paziente di soluzioni richiede tempo, ascolto e responsabilità.
Norberto Bobbio ricordava che la democrazia non è il luogo degli amici, ma degli avversari che si rispettano. Oggi invece assistiamo troppo spesso a una degenerazione del confronto pubblico, dove prevale la delegittimazione dell’altro anziché il merito delle idee.
Credo che Aprilia abbia bisogno di una stagione diversa, capace di mettere al centro il bene comune e non gli interessi di parte. Il vero cambiamento non consiste soltanto nel rinnovare i nomi, ma nel cambiare il modo di fare politica.
Torniamo alla riflessione precedente: al politico vecchio stampo piace l’agone, la trincea, lo scontro. Oggi purtroppo l’intento di emergere coincide con lo screditare gli altri. Anche in questo caso, sarebbe opportuno un atteggiamento costruttivo e orientato verso il bene comune.
Il rischio di ricadere sempre nelle medesime logiche è dietro l’angolo.
Per questo, senza voler essere ridondante, si dovrebbe guardare ad una visione comune, che punti ad un futuro di pianificazione. Diversamente si rischierebbe di continuare a fissare il dito di chi indica la Luna e non la Luna stessa.”
Secondo lei le prossime liste elettorali vedranno la partecipazione di persone coinvolte con le amministrazioni che hanno avuto a che fare con le accuse mosse dalla magistratura per l’operazione Assedio?
“Ritengo che chi ha operato correttamente e con coscienza possa guardare con serenità al giudizio degli elettori.
Quanto accaduto deve però rappresentare per tutti un momento di riflessione collettiva. La politica non può limitarsi a rivendicare la propria estraneità ai fatti: deve anche interrogarsi sulle proprie responsabilità culturali e sui meccanismi che hanno consentito il verificarsi di determinate situazioni. Come affermava Alcide De Gasperi, «un politico guarda alle prossime elezioni, uno statista guarda alle prossime generazioni». Credo che i cittadini sapranno riconoscere chi si candida per spirito di servizio con una visione d’insieme più ampia ed una autentica missione orientata al bene comune, e chi, invece, considera la politica esclusivamente come uno strumento di potere.
La scelta finale spetterà agli elettori, che sono e restano i veri custodi della democrazia. In una fase così delicata, competenza, trasparenza e credibilità non saranno semplicemente qualità apprezzabili: saranno requisiti imprescindibili per chiunque ambisca a rappresentare la comunità di Aprilia.
Nel frattempo, unitamente ad alcune valide figure, continuiamo a lavorare in un’ottica di ascolto e rielaborazione dei bisogni e delle idee dei cittadini, confidando di dare risposte efficaci e pragmatiche alle questioni di maggiore interesse.”
