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Gaeta piange due volte: prima Pierluca e poi Eugenio, due giovani vite spezzate

A poche ore di distanza la città si è trovata a fare i conti con un doppio lutto. Avevano 19 e 20 anni i due ragazzi coinvolti nell'incidente

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Ci sono notizie che una città fatica persino a pronunciare. E quella arrivata nelle ultime ore a Gaeta è una di queste. Perché il dolore, già immenso per la morte di Pierluca Pascali, 19 anni, è diventato ancora più difficile da accettare quando anche Eugenio Vellotti, 20 anni, ha smesso di lottare in un ospedale romano.

Due ragazzi, due giovani vite ancora tutte da scrivere, accomunati da quella che doveva essere una normale notte d’estate e diventata invece una tragedia. Erano insieme sullo scooter quando, lungo la Flacca, nella zona di Villa Irlanda, si è verificato lo scontro con una Smart.

Pierluca è morto a seguito delle conseguenze dell’impatto. Eugenio, inizialmente trasportato al Dono Svizzero di Formia, era stato trasferito in eliambulanza a Roma per la gravità delle sue condizioni. Poi, nelle ore successive, la notizia che nessuno avrebbe voluto ricevere: anche lui non ce l’ha fatta.

E così Gaeta si è ritrovata improvvisamente davanti a un dolore doppio. Un dolore che attraversa le strade della città, entra nelle case, raggiunge i luoghi frequentati dai ragazzi e lascia ovunque quella domanda terribile che accompagna le tragedie di questo tipo, quelle alle quali si fatica a dare una spiegazione: perché?

«Non ci sono parole», aveva detto il sindaco Cristian Leccese nel messaggio rivolto alla famiglia di Pascali dopo aver appreso del primo lutto. Parole che oggi sembrano ancora più pesanti, perché il dramma riguarda due giovani della stessa comunità.

Eugenio, appena ventenne, avrebbe dovuto avere davanti l’estate, gli amici, i progetti, le occasioni ancora da vivere. Invece il destino ha interrotto tutto su un tratto di strada conosciuto da migliaia di persone.

Adesso Gaeta si stringe attorno alle famiglie. Restano il dolore, i ricordi, le fotografie e le tante storie che amici e conoscenti continueranno a raccontare di quei due ragazzi.

E resta anche una strada, la Flacca, che questa volta non è soltanto il luogo di un incidente. È diventata il confine drammatico tra ciò che era prima e ciò che, per due famiglie e per un’intera città, non sarà mai più come prima.

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