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Filippine, avverte gli amici e poi apre il fuoco a scuola: 16enne uccide due studenti prima di togliersi la vita

I compagni non avevano preso sul serio le sue parole. Otto ragazzi sono rimasti feriti, quattro dei quali versano in condizioni critiche

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Terrore alla National High School di Banga, nella provincia di South Cotabato, sull’isola filippina di Mindanao. Uno studente di 16 anni è entrato armato nell’istituto e ha aperto il fuoco contro i compagni, uccidendo due alunni e ferendone altri otto. Subito dopo si è tolto la vita.

Le due giovani vittime avevano 14 anni. Tra gli otto studenti raggiunti dai colpi, almeno quattro verserebbero in condizioni critiche. Tutte le persone coinvolte nella sparatoria avrebbero un’età compresa tra i 14 e i 17 anni.

Secondo quanto riferito dal sindaco di Banga, Albert Palencia, il sedicenne avrebbe anticipato le proprie intenzioni ad alcuni amici. Si sarebbe seduto accanto a loro, invitandoli a tornare a casa perché dopo pranzo avrebbe realizzato il suo piano.

Gli studenti, tuttavia, non gli avrebbero creduto perché il ragazzo era conosciuto come un burlone. Poco dopo il giovane avrebbe impugnato una pistola calibro 9, appartenente al padre, e avrebbe fatto irruzione in un’aula vicina, sparando contro gli studenti. Al termine dell’attacco avrebbe ricaricato l’arma per poi rivolgerla contro sé stesso.

I filmati circolati sui social mostrano momenti di panico all’interno dell’istituto, con decine di ragazzi in fuga per mettersi al riparo. In uno dei video sarebbero visibili anche numerose tracce di sangue all’interno di un’aula.

Sconvolto il governatore del South Cotabato, Reynaldo Tamayo, che ha manifestato incredulità davanti a una tragedia che nessuno avrebbe mai immaginato potesse verificarsi nella comunità.

Terzo attacco mortale da giugno

Quella avvenuta a Banga sarebbe la terza sparatoria mortale registrata in una scuola delle Filippine dal mese di giugno. Una sequenza drammatica che sta alimentando il dibattito sulla sicurezza negli istituti, sull’accesso dei minorenni alle armi e sull’influenza esercitata dai contenuti violenti diffusi online.

La polizia ha avviato gli accertamenti per ricostruire le motivazioni dell’attacco e verificare l’attività del sedicenne su internet. Gli investigatori stanno inoltre cercando di comprendere come il ragazzo sia riuscito a impossessarsi dell’arma custodita dal padre.

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