Riportare attorno allo stesso tavolo Regione, istituzioni e soggetti coinvolti nella lunga dismissione dell’ex centrale nucleare di Borgo Sabotino. È la richiesta avanzata dal consigliere regionale del Partito Democratico Salvatore La Penna al presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e all’assessora all’Ambiente Elena Palazzo.
La Penna ha inviato una PEC chiedendo la riattivazione del Tavolo regionale della trasparenza sul decommissioning, fermo, secondo quanto riferisce, dal 2019.
L’iniziativa nasce dal lavoro del Forum “Innovazione, Ricerca, Imprese e Ambiente” del PD di Latina e punta a riaprire un confronto su un processo destinato, secondo quanto evidenziato dal consigliere, a interessare il territorio ancora per diversi decenni.
«Il termine è oggi previsto oltre il 2055»
«Il decommissioning dell’ex centrale di Borgo Sabotino – sottolinea La Penna – è una vicenda che riguarda direttamente la sicurezza ambientale, la gestione dei rifiuti radioattivi, il monitoraggio del territorio e le prospettive future di riqualificazione dell’area. Parliamo di un processo complesso e di lunga durata, il cui termine è oggi previsto oltre il 2055. Per questo è necessario mantenere costante l’attenzione delle istituzioni regionali e territoriali».
Tra i nodi indicati c’è anche la particolare tecnologia dell’impianto.
«A rendere particolarmente complesso il processo di dismissione sono anche le caratteristiche tecnologiche della centrale di Borgo Sabotino, dotata di un reattore magnox a gas-grafite. Lo smantellamento dell’isola nucleare costituisce una delle operazioni più impegnative del decommissioning e, proprio per tali caratteristiche, è legata alla piena disponibilità del Deposito nazionale, non essendo possibile per la grafite uno stoccaggio temporaneo».
Un Tavolo istituito nel 2013 e fermo da sette anni
La Penna ricorda che il Tavolo regionale era stato istituito nel 2013 con l’obiettivo di creare una sede dedicata all’informazione e al confronto sulle attività di dismissione della centrale e sulle problematiche collegate.
«Il Tavolo della trasparenza – ricorda il consigliere del PD – è stato istituito dalla Regione Lazio nel 2013 proprio con l’obiettivo di garantire informazione, partecipazione e confronto sulle attività di dismissione dell’impianto nucleare di Latina e sulle problematiche connesse. Nel corso degli anni ha rappresentato anche una sede di interlocuzione con i soggetti competenti, come SOGIN e ISIN. L’ultima riunione risale al 2019».
Da allora, sottolinea il consigliere regionale, sono trascorsi sette anni.
Rifiuti radioattivi e futuro dell’area
Per La Penna la necessità di riattivare il confronto è legata non soltanto alla durata delle operazioni, ma anche alle questioni ancora aperte sul destino dei materiali e sulla futura riqualificazione dell’area.
«Sono trascorsi sette anni e riteniamo necessario riprendere quel percorso. La durata del decommissioning, le questioni legate alla gestione dei rifiuti radioattivi e al futuro Deposito Nazionale, il monitoraggio ambientale e le prospettive di riconversione e riqualificazione delle aree interessate rendono ancora più importante avere una sede istituzionale nella quale le informazioni siano condivise e il territorio possa essere adeguatamente informato».
Nella richiesta viene indicata anche l’opportunità di rafforzare il coordinamento istituzionale considerando le connessioni con il sito del Garigliano e il confronto già avviato negli anni passati con la Regione Campania e gli enti locali coinvolti.
«Non sovrapporre competenze, ma garantire informazione»
La Penna precisa che la proposta non punta a trasferire al Tavolo funzioni tecniche o autorizzative che appartengono agli organismi competenti a livello nazionale.
«La riattivazione del Tavolo – aggiunge La Penna – non deve significare sovrapporre competenze tecniche o autorizzative che spettano agli organismi nazionali, ma creare uno spazio stabile di informazione, coordinamento e partecipazione. Anche rispetto alle nuove prospettive energetiche e infrastrutturali che interessano l’area di Borgo Sabotino, è fondamentale che ogni passaggio avvenga nella massima trasparenza e sia compatibile con le attività di decommissioning e con le esigenze di sicurezza ambientale. Per questo – conclude – chiediamo alla Regione di convocare nuovamente il Tavolo in tempi brevi e di aggiornarne, ove necessario, la composizione e le modalità di funzionamento».
La richiesta è ora nelle mani della Regione, alla quale il consigliere PD chiede di restituire al territorio una sede stabile di confronto su decommissioning, sicurezza ambientale e futuro dell’ex sito nucleare di Latina.
