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Distretto bufalino dell’Agro Pontino, via libera più vicino: la Regione promette tempi brevi

Dal convegno di Pontinia arrivano impegni sui decreti della Legge 75 e sul riconoscimento del Distretto che coinvolge 11 Comuni

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Istituzioni, associazioni di categoria e allevatori si sono ritrovati a Pontinia per fare il punto sul futuro della filiera bufalina dell’Agro Pontino e sul percorso di riconoscimento del nuovo Distretto Agroalimentare dedicato ai prodotti derivati bufalini.

Il convegno, organizzato nell’ambito della settima edizione di “Lady Bu – La sagra della bufala dalla testa alla coda”, ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti istituzionali e del mondo agricolo.

Ad aprire i lavori sono stati l’assessore alla Promozione del Territorio Beatrice Milani e il sindaco Eligio Tombolillo, collegato da Alghero. A seguire è intervenuto il presidente della Provincia di Latina Federico Carnevale, che ha espresso apprezzamento per l’attivazione di uno strumento dedicato alla valorizzazione del comparto.

Un progetto che coinvolge 11 Comuni

Il Distretto Bufalino punta a costruire una rete territoriale capace di mettere insieme amministrazioni, allevatori, associazioni di categoria e mondo universitario.

Al convegno erano presenti rappresentanti di diversi Comuni coinvolti o interessati al progetto, tra cui Sabaudia, Terracina, Sezze, Priverno, Prossedi, Sonnino e Amaseno.

A introdurre il tema è stata Romina Realacci, presidente della Commissione Agricoltura del Comune di Pontinia.

Legge 75, l’impegno per rendere operativi i decreti attuativi

Uno dei passaggi centrali della giornata ha riguardato la Legge 75 del 21 aprile 2026, che contiene disposizioni sanzionatorie a tutela dei prodotti alimentari italiani.

L’onorevole Aldo Mattia, relatore della legge, ha sottolineato l’importanza dei controlli e del nuovo sistema sanzionatorio, legato al fatturato delle aziende, e si è impegnato davanti agli allevatori ad avviare un’azione politica per rendere rapidamente operativi i decreti attuativi.

Nel corso del confronto è intervenuto anche il professor Pierluigi Benedetti Panici, portando il punto di vista di allevatore e produttore.

Confagricoltura: «Tracciabilità e redditività devono andare insieme»

Il direttore di Confagricoltura Latina Mauro D’Arcangeli ha posto l’accento sulla necessità di tutelare una filiera considerata strategica per l’Agro Pontino.

Secondo quanto emerso, tracciabilità, trasparenza e redditività devono procedere insieme, perché non basta conoscere il percorso del prodotto: occorre capire anche dove si concentra il valore generato lungo la filiera.

La Regione: «A breve il riconoscimento ufficiale»

La seconda parte del convegno si è concentrata proprio sul futuro del Distretto Bufalino.

Il consigliere regionale Vittorio Sambucci, intervenuto anche in rappresentanza dell’assessore Giancarlo Righini, ha assicurato che la Giunta regionale dovrebbe fornire a breve il via libera al riconoscimento ufficiale del Distretto e del relativo statuto.

Salvatore La Penna, vicepresidente della Commissione regionale Agricoltura, ha invece insistito sull’importanza di costruire una rete stabile tra i soggetti coinvolti.

Il consigliere regionale Angelo Tripodi ha ricordato il percorso politico già compiuto alla Pisana, con una mozione e un ordine del giorno approvati all’unanimità, sottolineando anche il contributo delle associazioni di categoria e dell’Università della Tuscia.

Il ruolo dell’Università della Tuscia

L’ateneo è stato rappresentato dai docenti Umberto Bernabucci, Loredana Basiricò e Chiara Evangelista.

Bernabucci si è soffermato sul supporto tecnico e scientifico che l’Università potrà offrire, in particolare per la valorizzazione dei prodotti e il percorso delle certificazioni.

Obiettivo: rendere operativo il Distretto in tempi brevi

A chiudere il convegno è stato Giovanni Bottoni, assessore all’Agricoltura del Comune di Pontinia e ideatore del progetto.

L’auspicio espresso è quello di completare rapidamente l’iter affinché il Distretto Bufalino possa diventare operativo e trasformarsi in un sistema unitario per tutelare e valorizzare il comparto.

Bottoni ha inoltre ricordato il lavoro svolto da Francesca Barbati sul versante tecnico-finanziario e ha ringraziato allevatori e Comuni per il contributo alla stesura dello statuto.

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