Il bando per l’affidamento in gestione dello stadio Francioni e degli impianti sportivi della ex Fulgorcavi scade alle 12 di lunedì 29 giugno, ma è quasi certo che tra le offerte che dovrebbero pervenire al Comune di Latina non ci sarà quella della società Latina Calcio 1932.
Il Presidente della compagine nerazzurra, Antonio Terracciano, e’ netto: “Non presenteremo nessuna offerta”, e rinvia a gara espletata eventuali commenti e spiegazioni sulle ragioni della defezione che promette di scatenare un terremoto.
Qualora il Francioni dovesse finire nelle mani di una società diversa dal Latina Calcio, l’undici nerazzurro potrà comunque disputare il campionato di serie C nello stadio cittadino, pagando il canone previsto.
Ma è molto probabile che problemi di altro genere si affacceranno presto all’orizzonte: negli ambienti sportivi, e non soltanto quelli, si dà per scontato che la società di calcio Nuovo Latina, che fa capo ad alcuni imprenditori del capoluogo, presenterà una propria offerta per aggiudicarsi la gestione del Francioni, e lo farebbe servendosi del titolo di serie D del Certosa, società di un comune dell’hinterland romano che avrebbe già ceduto la titolarità della propria squadra ad un gruppo imprenditoriale romano pronto a sostenere la scalata del Nuovo Latina, che transiterebbe sotto la denominazione di Certosa Nuovo Latina, oppure Nuovo Latina Certosa.
Il che potrebbe voler dire che al Francioni si giocherebbe tutte le domeniche, una volta per il campionato di serie C e l’altra di serie D. A parte i problemi per la cittadinanza, già vessata dalle necessarie misure di sicurezza che impongono l’inibizione di un quadrante importante della città attorno allo stadio, si corre il rischio di perdere per strada un’altra importante compagine sportiva locale, dopo le migrazioni di pallanuoto e volley.
I tifosi non parlano, l’amministrazione comunale sembra tutt’altro che preoccupata e anzi, secondo alcuni vedrebbe di buon l’ingresso in scena del Nuovo Latina, benché questo potrebbe essere il primo passo di una strategia capace di riportare in città, con nuove ambizioni di grandeur, personaggi che hanno già dato prova di non essere all’altezza di compiti di rappresentanza e di solidità etica, come si converrebbe al Presidente di una società sportiva che incarna l’immagine della città. Latina non ha bisogno di capriole all’indietro.
