Il conto del caro energia continua a crescere e anche per la provincia di Latina l’impatto potenziale potrebbe essere pesante. Secondo una proiezione elaborata da CNA Latina, a fine 2026 i maggiori costi sostenuti da famiglie e imprese pontine potrebbero raggiungere circa 320 milioni di euro.
La stima territoriale parte dall’ultimo aggiornamento nazionale di CNA al 30 settembre. Dall’inizio di marzo, in Italia, sarebbero stati sostenuti circa 16,5 miliardi di euro di maggiori costi rispetto ai prezzi medi registrati a febbraio.
Di questi, tra 7,4 e 7,6 miliardi riguardano benzina e gasolio, tra 5,8 e 6 miliardi l’energia elettrica e tra 3 e 3,3 miliardi il gas. Nel solo mese di settembre l’aggravio viene quantificato in circa 5 miliardi di euro.
Cannavale: il problema non riguarda più soltanto le bollette
A richiamare l’attenzione sull’impatto del fenomeno è Giuseppe Cannavale, presidente di CNA Latina.
Il punto, secondo l’associazione, è che gli aumenti stanno colpendo contemporaneamente carburanti, elettricità e gas, incidendo sui bilanci delle famiglie ma anche sui costi di produzione delle imprese.
Per le attività più piccole, ogni incremento dei costi energetici significa una riduzione dei margini disponibili e una minore capacità di investire e programmare.
Se le condizioni attuali dovessero proseguire, CNA stima a livello nazionale un conto complessivo di circa 33 miliardi di euro entro la fine del 2026, con oltre 16 miliardi di ulteriori costi concentrati nel quarto trimestre.
Quasi la metà dell’aggravio sarebbe determinata dai carburanti.
Elettricità, il PUN di settembre sale a circa 208 euro per MWh
Sotto pressione resta anche il prezzo dell’energia elettrica.
Secondo i dati riportati da CNA Latina, il PUN medio di settembre ha raggiunto circa 208 euro per MWh, contro i 114,41 euro di febbraio.
L’aumento si avvicina quindi all’82% in pochi mesi, con conseguenze particolarmente significative per le attività che hanno consumi energetici elevati.
Nel Lazio il conto potenziale arriva a 3,2 miliardi
Partendo dallo scenario nazionale, CNA Latina ha elaborato una proiezione sui territori.
Per il Lazio, l’aggravio potenziale a fine anno viene stimato in circa 3,2 miliardi di euro, mentre per la provincia di Latina il conto potrebbe attestarsi intorno ai 320 milioni.
L’associazione precisa però che non si tratta di un dato ufficiale di CNA nazionale, bensì di una proiezione territoriale ottenuta rapportando lo scenario italiano al peso demografico dei diversi territori.
Il Lazio conta circa 5,7 milioni di residenti, pari al 9,7% della popolazione italiana, mentre la provincia di Latina, con circa 567mila abitanti, rappresenta il 9,9% della popolazione regionale.
A Latina oltre il 70% dei consumi elettrici arriva dalle attività economiche
A rendere particolarmente delicato il tema per il territorio pontino è anche il peso del sistema produttivo.
Secondo i dati richiamati da CNA Latina, nel 2024 la provincia ha registrato oltre 2.400 GWh di consumi elettrici, dei quali più del 70% riconducibili alle attività economiche.
A questo si aggiunge il peso dei carburanti sulle imprese del trasporto e su tutte le attività che utilizzano quotidianamente mezzi e veicoli per lavorare.
L’aumento del costo dell’energia rischia quindi di propagarsi lungo l’intera filiera, incidendo non soltanto sulle bollette ma anche sui costi di produzione e distribuzione.
CNA: prorogare le misure sui carburanti non basta
Per Cannavale, una proroga delle misure di contenimento dei prezzi dei carburanti, attualmente al vaglio del governo, sarebbe necessaria e auspicabile.
Secondo le stime riportate dall’associazione, potrebbe produrre un risparmio nazionale compreso tra 400 milioni e oltre un miliardo di euro, a seconda della durata degli interventi.
Ma per CNA Latina non sarebbe sufficiente.
L’associazione chiede interventi più strutturali, una maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi, misure realmente accessibili alle micro e piccole imprese e l’utilizzo dell’eventuale maggior gettito fiscale per ridurre il costo dell’energia.
L’obiettivo indicato è riportare il caro energia al centro delle politiche economiche, affiancando alle misure immediate una strategia di lungo periodo capace di tutelare la competitività delle imprese.
