Una lunga serie di presunti episodi di bullismo consumati tra i banchi di scuola è sfociata nell’adozione di tre ammonimenti da parte del Questore di Latina nei confronti di altrettante studentesse minorenni di un istituto superiore della provincia. Il provvedimento, notificato nella giornata di ieri, rappresenta uno degli strumenti di prevenzione previsti dalla normativa per intervenire prima che situazioni di particolare gravità possano degenerare ulteriormente.
L’attività della Polizia di Stato è partita dalla segnalazione di comportamenti ritenuti intimidatori nei confronti di una compagna di classe. Gli approfondimenti svolti dagli investigatori avrebbero permesso di ricostruire un quadro fatto di ripetute pressioni psicologiche, minacce e tentativi di emarginazione, messi in atto, secondo quanto emerso, per costringere la ragazza ad assumersi la responsabilità di un episodio disciplinare del quale sarebbe stata estranea.
Nel corso degli accertamenti sarebbero emersi anche altri comportamenti ritenuti particolarmente invasivi. Tra questi, l’invio di messaggi dal contenuto minaccioso, il coinvolgimento di altri studenti nelle presunte azioni persecutorie e perfino l’accesso non autorizzato al telefono cellulare della vittima, con la consultazione dei contenuti personali e dei profili social.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la situazione sarebbe proseguita nonostante gli interventi educativi e di mediazione avviati dall’istituto scolastico. Le conseguenze avrebbero inciso profondamente sul benessere della studentessa, che avrebbe manifestato un crescente stato di ansia e disagio, con ripercussioni anche sulla vita scolastica.
Per questo il Questore ha disposto nei confronti delle tre ragazze la misura dell’ammonimento, prevista dalla normativa sul contrasto al bullismo e al cyberbullismo, con l’obiettivo di interrompere tempestivamente le condotte contestate e prevenire il ripetersi di episodi analoghi.
La vicenda si inserisce nell’attività di prevenzione che la Polizia di Stato porta avanti in collaborazione con le scuole del territorio, attraverso interventi mirati sia sul piano repressivo sia su quello della sensibilizzazione, per contrastare fenomeni che continuano a rappresentare una delle principali criticità nel mondo giovanile.
