Dietro l’incendio di un negozio in via Sant’Agostino col gestore all’interno, la notte dello scorso 6 settembre, c’era una brutta storia di atti persecutori, perché un’indagine della Polizia, coordinata dalla Procura di Latina, ha permesso di scoprire ad appiccare le fiamme era stata l’ex compagna dell’uomo, una Di Silvio di 34 anni arrestata per effetto dell’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari emessa dal giudice per le indagini preliminari Giuseppe Cario.
Nel frattempo la donna è stata sottoposta all’interrogatorio di garanzia, occasione nella quale ha risposto alle domande che il gip le ha rivolto. Assistita dall’avvocato Emanuele Farelli, la 34enne ha ammesso di avere appiccato l’incendio, ma si è anche difesa dall’accusa di stalking, sostenendo di avere agito perché l’ex compagno in passato l’avrebbe picchiata e la riempiva di telefonate.
Quella notte era stato lo stesso gestore dell’attività, un autolavaggio con servizi di gommista, a indirizzare le indagini verso l’ex compagna. Prima di tutto perché sosteneva di averla riconosciuta: lui stava trascorrendo la notte all’interno dell’esercizio, quando aveva sentito la voce dell’ex che lo chiamava. Senza muoversi, visionato le telecamere attraverso lo smartphone, l’aveva vista in diretta mentre appiccava le fiamme all’ingresso del locale. A quel punto lui era uscito, spegnendo il fuoco prima che potesse prendere il sopravvento.
La stessa vittima aveva spiegato agli investigatori che la relazione tra i due era finita, a luglio dopo tre mesi di convivenza, perché la 34enne era particolarmente gelosa e violenta e aveva persino aggredito la sua ex compagna, senza motivo. Fatto sta che dopo la fine della loro relazione, la donna aveva iniziato a tormentarlo, fino a cercare di aggredirlo. Fino al tentativo di incendio.
A incastrare la donna, per l’episodio di quaranta giorni fa, sono state prima di tutto le registrazioni delle telecamere del negozio che la riprendono mentre appicca le fiamme, ma anche i filmati della video sorveglianza di un distributore di carburanti che si trova a breve distanza dal negozio dell’ex compagno. Una telecamera infatti l’ha ripresa mentre riempie una bottiglia con la benzina, giusto una decina di minuti prima dell’incendio appiccato proprio utilizzando carburante. L’inchiesta della Procura, affidata al pubblico ministero Marco Giancristofaro, ruota attorno ai reati di atti persecutori e tentato incendio aggravato.
