Home Politica “Asam serve un confronto pubblico sul futuro dell’azienda”

“Asam serve un confronto pubblico sul futuro dell’azienda”

Tra risanamento contabile, tagli ai servizi e rischio occupazionale, torna centrale il nodo delle scelte pubbliche e della trasparenza

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E’ ancora possibile, oggi, salvare la Multiservizi? Non esiste una sola risposta a questa domanda, esistono però risposte che esigono una spiegazione. Salvare la Multiservizi è possibile, da un punto di vista tecnico – contabile, riorganizzando i servizi e tagliando la spesa; è doveroso, invece, da un punto di vista politico per evitare l’ impatto sociale che deriverebbe dal licenziamento di risorse umane.

E’ possibile fare contemporaneamente entrambe le cose? Da un punto di vista politico per rispondere a questa domanda bisognerebbe, senz’altro, riavvolgere il nastro e tornare al recente passato: nel 2011 l’allora amministrazione civica che guidava il Comune di Aprilia – con la delibera n. 29 di consiglio comunale – avviò un profondo processo di risanamento delle casse dell’azienda eppure, malgrado ciò, quattro anni dopo, il Comune di Aprilia fu costretto ad entrare nella fase di liquidazione dell’azienda municipalizzata: nonostante le dichiarazioni d’intento, la società era ancora schiacciata dai debiti, soprattutto con l’ente previdenziale, per oltre dieci milioni di euro.

Anni quelli durante i quali la Asam fu spogliata di importanti servizi. Malgrado i tentativi di risanare l’azienza, già con la delibera n.89 del 21 dicembre 2010 il Comune di Aprilia aveva valutato l’opportunità, nell’ipotesi di trasformare la Progetto Ambiente Spa in una società mista (individuando con procedura ad evidenza pubblica un socio privato) per accorpare al servizio di igiene ambientale, la manutenzione del verde ed i servizi cimiteriali, nonché di aggregare i servizi di asfaltatura e segnaletica, di gestione dei parcheggi, di pulizia nonché di manutenzione idraulica e termica.

Per quanto riguarda invece la risposta alla domanda su come riorganizzare la Multiservizi in modo che non produca più perdite, in questi ultimi mesi sia nel Documento Unico di Programmazione dell’ente e nel piano esecutivo di gestione, sotto la gestione della commissione straordinaria, emerge l’intenzione del Comune di ridurre lo stanziamento per la Multiservizio per quanto riguarda il settore tecnologico e manutentivo.

Un investimento, per riprendere le parole dell’ex consigliere comunale, Davide Tiligna, che non risulterebbe sufficiente a garantire la copertura dell’intero anno di attività a parità di servizi affidati e, da qui, la conferma di una imminente sforbiciata. A riguardo delle più recenti dichiarazioni che farebbero temere per il futuro dell’Asam, nell’intervento dell’ex consigliere comunale Davide Tiligna viene rimarcato la ricaduta sociale che potrebbe derivare da una simile scelta.

“Sono, però, soprattutto i dati economici a far riflettere – commenta Tiligna – per la significativa riduzione delle risorse destinate all’azienda nel triennio, accompagnata da un progressivo spostamento di alcune funzioni verso capitoli di spesa esterni alla Multiservizi”. “La questione non riguarda un singolo servizio – è l’analisi di Tiligna – ma investe l’intero comparto tecnologico affidato all’azienda, comprendente attività essenziali per il funzionamento della città quali il portierato, la gestione dei parcheggi e le manutenzioni ordinarie. Servizi che negli anni hanno garantito continuità operativa, economicità per l’Ente e stabilità occupazionale”.

Dunque, se si sta delineando un percorso di progressivo disimpegno del Comune rispetto alla propria azienda speciale, perché ciò sta avvenendo senza un confronto pubblico e trasparente su alternative possibili? “Da una gestione commissariale – risponde Tiligna – con la politica formalmente distante – ci si sarebbe aspettati uno sforzo massimo per salvaguardare l’azienda pubblica, difendere l’occupazione e garantire continuità ai servizi, anziché procedere verso esternalizzazioni generalizzate che rischiano di produrre effetti sociali pesantissimi. Nessuno nega gli errori del passato. Ma negli ultimi anni l’Aprilia Multiservizi e i suoi lavoratori hanno pagato un prezzo altissimo: sacrifici, riduzioni e impegni concreti, anche grazie al collegio dei liquidatori, finalizzati al risanamento dei conti e al miglioramento dell’efficienza dei servizi. A fronte di questo percorso, oggi si risponde con tagli e frammentazione dei servizi. Salvare Aprilia Multiservizi significa difendere il lavoro, i servizi pubblici e la dignità di chi ogni giorno contribuisce al funzionamento della città. La città di Aprilia merita verità. I lavoratori meritano rispetto. Su questi temi non possono esserci silenzi né ambiguità”.

Una questione che fa emergere una esigenza: è forse il momento che la politica e la città tornino ad interrogarsi di cose concrete, anziché impegnare il tempo in argomenti irrilevanti o in analisi di purezza.

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