Verificare titoli autorizzativi, piano di sicurezza e segnaletica adottata sul cantiere di via Bardi, imporre, ove necessario, la delimitazione fisica dell’area di lavoro e del raggio d’azione del mezzo, come previsto dal disciplinare tecnico per la segnaletica e la sicurezza dei cantieri stradali e modulare tempi e modalità dei lavori in modo da minimizzare l’esposizione al rischio negli orari di entrata e uscita dalle scuole superiori, garantendo percorsi pedonali sicuri e protetti.
La sicurezza sui cantieri, si sa, non è materia semplice, ma per i Cinque Stelle si tratta di tre impegni imprescindibili per garantire la protezione da disastri e pericoli. Sotto la vigile attenzione delm M5S c’è il cantiere di via Bardi dove, proprio in questi giorni, sono in corso lavori di scavo per la posa di cavi elettrici effettuati con un bobcat che opera a ridosso del marciapiede utilizzato quotidianamente da numerosi pedoni, tra cui molti ragazzi in uscita dalle vicine scuole superiori; il bobcat opera all’interno di uno spazio delimitato da transenne.
Durante le operazioni, il braccio del mezzo ruota di 180 gradi sopra il marciapiede per scaricare il materiale scavato nel cassone del camion posizionato alle sue spalle, passando di fatto sopra al marciapiedi il cui utilizzo non è stato interdetto. Secondo Ragusa, che ha scritto una dettagliata nota sull’argomento, “la rotazione del braccio, una volta scaricata la benna e richiuso, avviene invadendo anche la sede stradale, con ulteriore rischio per la circolazione veicolare e per chi attraversa o cammina in prossimità del cantiere. In più occasioni alcuni pedoni, verosimilmente distratti (come una giovane che probabilmente ascoltava musica guardando altrove, video 1c), hanno continuato a passare sotto il braccio in movimento sopra il marciapiede nonostante i richiami della persona addetta al controllo, a dimostrazione di quanto sia inadeguata una semplice vigilanza “a vista” in un contesto così critico”.
La sicurezza dell’area è, inoltre, garantita da una sola persona, mentre in una situazione del genere, secondo il parere dell’esponente del Movimento, sarebbe indispensabile la presenza di almeno due addetti, posizionati uno per lato, in grado di presidiare contemporaneamente il marciapiede e la carreggiata. La normativa sulla sicurezza dei cantieri stradali prevede che cantieri, scavi, mezzi operativi e relativo raggio d’azione siano sempre delimitati, soprattutto sul lato di transito dei pedoni, mediante barriere, parapetti o altre recinzioni idonee a proteggerne l’incolumità.
“Nella giornata di ieri – prosegue il racconto di Ragusa – è stata effettuata una segnalazione telefonica alla Polizia Locale per rappresentare la pericolosità della situazione e chiedere verifiche sul rispetto delle norme di sicurezza. Nonostante ciò, oggi il cantiere si presentava nelle stesse condizioni di ieri, con le medesime modalità operative e senza adeguate protezioni a tutela dei pedoni e degli studenti che percorrono via Bardi negli orari di maggior afflusso. Si aggiunge che, dalla Notifica preliminare affissa, risulta che i lavori avrebbero dovuto interessare esclusivamente via Carducci e via Carroceto, senza alcun riferimento a interventi su via Bardi. Sul medesimo cartello è indicato inoltre che la data di termine delle opere era prevista per il 23/12/2025, mentre oggi il cantiere risulta ancora attivo con mezzi operativi in funzione e lavorazioni in corso su un tratto di strada non riportato nella documentazione esposta”.
Le incongruenze tra quanto comunicato nel cartello di cantiere e quanto effettivamente in corso solleva ulteriori perplessità sulla trasparenza dell’intervento e sul rispetto degli obblighi informativi verso cittadini e organi di controllo, che impongono la corretta indicazione dell’indirizzo del cantiere, della natura delle opere e della data di inizio e fine lavori. A maggior ragione, la presenza quotidiana di numerosi studenti delle scuole superiori, pedoni particolarmente vulnerabili, impone un livello di tutela elevato e misure di protezione adeguate rispetto ai rischi generati dal mezzo in movimento e dall’area di scavo. Andrea Ragusa ha pertanto inoltrato alle autorità un invio a verificare quanto segnalato.
