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Aprilia, sicurezza a rischio sul ponte di via Isole

Secondo l'esponente dei Cinque Stelle, Ragusa, starebbero emergendo danni strutturali all'opera finanziata col PNRR

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Il ponte di via delle Isole è un’ennesima opera incompiuta? Riaperto alla circolazione il 30 settembre dello scorso anno, dopo le proteste per i ritardi nella consegna, sul ponte di via delle Isole si sollevano nuovi dubbi e ad indirizzare pesanti interrogativi sull’esecuzione dei lavori è, ancora una volta, il Movimento Cinque Stelle.

Già a febbraio di quest’anno quando alcuni automobilisti avevano segnalato numerose buche lungo il tracciato, Andrea Ragusa aveva scritto agli enti preposti affinché ci fosse una verifica sui lavori considerato che con la strada in quella stato, il cantiere non sembrava essere stato chiuso. E non è tutto, perche parti della segnaletica giacciono per strada creando rischi per coloro che transitano su quella strada.

“Si tratta di un’opera strategica per la riduzione del rischio idraulico del fosso Spaccasassi, e che è costata quasi un milione di euro, alla comunità, finanziata con fondi europei PNRR e che già mostra già criticità inaccettabili. Avevo documentato la segnaletica obsoleta, con il cartello di divieto ‘eccetto mezzi autorizzati’ che era ancora incredibilmente presente, massi utilizzati per la base del nuovo ponte e new jersey sull’argine tra le erbacce, le tubazioni esposte, i pozzetti aperti, una buca già aperta sul nuovo manto stradale e un asfalto nuovo che cominciava a cedere in corrispondenza dei giunti di dilatazione”, racconta oggi Ragusa.

Cosa è successo dopo quattro mesi da quella segnalazione? “Assolutamente nulla – sostiene Ragusa del Movimento Cinque Stelle – la situazione non è semplicemente ferma; è precipitata, trasformandosi in una vera e propria trappola mortale. Le rassicurazioni di allora sulla fine dei disagi sono state spazzate via da una realtà sconcertante”.

“Il ponte è congelato in quello che sembra uno stato di perenne incompiutezza dei lavori – spiega Ragusa – i massi e i new jersey sono ancora ammassati lì, mentre l’asfalto, non riparato a suo tempo, ha ceduto del tutto provocando il distacco di uno dei supporti in gomma che ricoprono i giunti e lasciando al centro della strada una voragine larga un metro e profonda ben venti centimetri”.

Ragusa ha realizzato nuove indagini visive con sopralluogo e fotografie che, a suo dire, sgombrerebbero il campo da ogni dubbio sulla gravità della situazione e sulla pericolosità delle condizioni effettive dell’opera.

“Dove prima parlavamo di semplici avvallamenti, oggi: l’asfalto adiacente ai giunti si è disintegrato lasciando spazio a un buco profondo e irregolare. Non stiamo più parlando di una comune buca – precisa Ragusa – ma di una lesione profonda che espone lo scheletro dell’opera e fornisce un dettaglio implacabile del livello di insicurezza del tratto stradale, con il primo giunto di dilatazione in gomma, che dovrebbe assorbire i movimenti della struttura, che si è staccato, disgregato ed è rimasto buttato a un lato della carreggiata”.

“Questo elemento intero mancante lascia scoperta un’ampia fascia di calcestruzzo rotto, un “gradino” profondo, al centro della carreggiata, che crea un rischio concreto e immediato per l’incolumità di auto, motocicli e biciclette. Residenti e non, si ritrovano a percorrere un’infrastruttura indegna e pericolosa, con la netta sensazione che il cantiere non sia mai stato chiuso.
È doveroso che la città di Aprilia abbia infrastrutture stradali all’altezza, soprattutto quando si tratta di opere finanziate con fondi europei straordinari – conclude Ragusa – chiedo risposte celeri con interventi risolutivi urgenti”.





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