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Aprilia, sala Manzù: sette ex amministratori pronti al ricorso

L'ex assessore Iencinella, che ha chiesto di mantenere il nome della sala della biblioteca, ha protocollato una richiesta di revoca dell'atto

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Continua a far discutere la decisione della Commissione Straordinaria di modificare il nome della sala Manzù per dedicarla alla memoria di Aleardo Nardinocchi, docente e architetto scomparso prematuramente nel 2014.
L’ex assessore alla Cultura, l’avvocato Ermanno Iencinella, che nei giorni scorsi aveva scritto una lettera aperta per chiedere di rivedere la decisione, ha protocollato venerdì 28 agosto una richiesta di revoca che ha ricevuto l’adesione di Franco Gabriele, Luigi Bonadonna, Fabio Malecchi, Giustino Izzo e Monica Tomassetti, tutti ex assessori del Comune di Aprilia tra gli anni ’90 e 2000.

Si tratta di un passaggio propedeutico al ricorso vero e proprio per cancellare un pezzo della storia politica e culturale di Aprilia: nel 1991, durante la giunta Meddi, la sala maggiore della biblioteca fu intitolata al famoso scultore che ha avuto con la città pontina un forte e lungo legame.
Un rapporto che ha ispirato e incoraggiato molti artisti che, in quella intitolazione, hanno visto un riconoscimento importante verso le arti visive e la cultura di una città priva di spazi pubblici aperti e luoghi della memoria.

Naturalmente si tratta di un provvedimento destinato a far discutere e a creare ben più di qualche imbarazzo, considerato che nel mentre si chiede di non riconoscere l’intitolazione ad una figura, che molto ha significato per i giovani di Aprilia, non solo per quanti lo hanno conosciuto, com’è stata quella di Aleardo Nardinocchi.
In queste settimane molti esponenti della cultura apriliana, compresi gli ex compagni di liceo di Nardinocchi, figlio dell’architetto Roberto e nipote di Giorgio, giornalista di lungo corso, hanno ribadito l’importanza di questa nuova intitolazione.

Un nome che, a loro dire, non cancellerebbe né la memoria di Manzù, dal momento che il polo bibliotecario manterrebbe comunque il nome dello scultore, che ha dato vita anche al toponimo che identifica l’omonimo colle sul quale sorge la sua casa-atelier, in via Apriliana al civico 1, né il valore delle due figure che, seppur con visioni diverse, hanno entrambe contribuito a valorizzare la cultura e l’arte della città.

Se da un lato Iencinella e gli ex amministratori, firmatari della istanza di modifica, sostengono dei vizi procedurali per l’intitolazione, dall’altra i sostenitori del cambio del nome contestano il procedimento seguito nel 1991, considerandolo niente più che una semplice manifestazione d’intenti.

Sulla questione, fino ad oggi, non si sono mai esposte le Commissarie Straordinarie che sui social hanno incassato fortissime contestazioni da parte di chi non ha condiviso il provvedimento. Secondo qualcuno per la città di Aprilia, che starebbe vivendo un momento molto dedicato e verserebbe in uno stato di abbandono, sarebbero prioritari altri provvedimenti che non il cambio del nome della sala della biblioteca. Avranno ragione?

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