Per la seconda estate consecutiva, la piscina comunale dell’ex CRAL non sarà aperta al pubblico. Un caso? Per il Partito Democratico di Aprilia questo ennesimo stop non rappresenterebbe semplicemente un ritardo, ma costituirebbe uno dei simboli di una città che negli ultimi anni ha visto spegnersi troppi servizi pubblici, spazi di aggregazione e opportunità sociali.
E pensare che il complesso socio ricreativo è stato oggetto negli ultimi anni di interventi di rigenerazione urbana e questo ai fini dello sviluppo e promozione delle attività sportive e riduzione dei fenomeni di marginalizzazione sociale. Riletto oggi sembra quasi una beffa, le domande che in molti si stanno ponendo riguardano proprio il completamento del progetto, cioè se si è concluso e se il cantiere è stato riconsegnato.
Il Partito Democratico, però, interviene per sollevare la questione dal punto di vista sociale, più che chiarire aspetti legati ai lavori, perché
“la struttura di via Enrico Fermi non era una qualunque attrazione balneare – si legge in una nota del partito del centrosinistra – ma uno dei pochissimi luoghi davvero accessibili a tutti nel centro urbano di Aprilia: un punto di riferimento per famiglie, anziani, ragazzi e persone in condizioni di fragilità economica. Era, a tutti gli effetti, un presidio pubblico di socialità, sport e inclusione”.
“Se nel 2024 l’impianto aveva funzionato regolarmente assicurando tariffe popolari e agevolazioni per le fasce più deboli – si legge ancora nella nota – il 2025 ha purtroppo segnato lo stop definitivo. Una paralisi nata prima dal rinvio dei lavori necessari e poi alimentata dalla complessa fase di difficoltà amministrativa che sta attraversando la nostra comunità. Tutto questo accade nonostante Aprilia avesse ottenuto un importante finanziamento del PNRR, nell’ambito della misura dedicata allo sport e all’inclusione sociale. Si tratta di risorse preziose che avrebbero dovuto restituire alla città uno spazio moderno, sicuro e pienamente fruibile, e che invece rischiano di rimanere una promessa sulla carta”.
La questione, per i Democratici, non si limita ai lavori pubblici ma riguarderebbe in generale il modello di comunità che si vuol costruire perché “tenere aperta una piscina pubblica significa garantire il diritto allo sport anche a chi non può permettersi le strutture private, offrire ai giovani un’alternativa sana durante i mesi più caldi, contrastare la marginalità delle famiglie e, allo stesso tempo, generare un indotto economico vitale per le attività commerciali del centro cittadino”.
La stagione estiva è ormai alle porte, ma non esiste ancora alcuna comunicazione ufficiale sui tempi e sulle modalità di riapertura dell’impianto: dunque chi ha sollecitato che l’apertura della piscina avvenisse prima della bella stagione?
Il Partito Democratico di Aprilia ritiene indispensabile che la Commissione Straordinaria faccia luce sulla situazione.
“I cittadini hanno il pieno diritto alla trasparenza: è fondamentale conoscere lo stato reale degli interventi legati al PNRR – concludono dal Pd -la data certa in cui la struttura tornerà finalmente fruibile e il piano di gestione che verrà adottato per tutelarne la natura pubblica e accessibile. Aprilia non può permettersi di continuare a rinunciare ai propri spazi sociali”.
Il Cral, realizzato nel 1962 a spese della famiglia Sada, proprietari della Simmenthal, ha assolto per anni il ruolo delle istituzioni ed offerto a generazioni di giovani, la possibilità di fare sport e di sperimentare discipline che ancora oggi, non sono alla portata dell’offerta sportiva, perché è innegabile che alcune specialità non sono accessibili a tutti. E questa possibilità era aperta ai figli dei dipendenti della azienda, che produce carne in scatola, ma anche ai bambini e giovani di tutta Aprilia. Chiudere il Cral, vuol dire fermare la storia della città.
