Home Cronaca Aprilia, Pietro Fazio (UDC): “La fiducia si conquista prima del voto”

Aprilia, Pietro Fazio (UDC): “La fiducia si conquista prima del voto”

Il ritorno alle urne sarà anche un vero esame per i politici e riguarderà le alleanze e la capacità di spiegare quale città si vuol costruire

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La politica apriliana ha imparato la lezione? Prosegue il dibattito lanciato dalla nostra testata sulla decisione del Governo di prorogare di altri sei mesi la gestione commissariale, prima di restituire alla volontà popolare la scelta di chi dovrà amministrare la città.

La politica, soprattutto dopo una stagione amministrativa così travagliata, è chiamata a dimostrare di aver compreso le ragioni che hanno determinato la perdita di fiducia e di essere in grado di costruire le condizioni per recuperarla.

Il ritorno alle urne, dunque, sarà anche un vero e proprio esame per la classe politica apriliana e riguarderà soprattutto i comportamenti, le scelte, le alleanze, il rapporto con i cittadini e la capacità di spiegare con chiarezza quale città si intenda costruire. Ospitiamo, dunque, l’intervento del coordinatore cittadino dell’UDC, Pietro Fazio.

“La domanda posta è scomoda, ma necessaria: dopo lo scioglimento del Consiglio comunale, la politica apriliana avrà imparato qualcosa?
È presto per dirlo. Sarebbe però un errore arrivare alle prossime elezioni pensando che, terminato il commissariamento, si possa semplicemente ricominciare da dove ci siamo fermati.
Quello che è accaduto ad Aprilia pesa sulla credibilità delle istituzioni e su un rapporto tra cittadini e politica che da tempo mostra segnali di difficoltà. Le responsabilità giudiziarie sono personali e vengono accertate nelle sedi competenti. Alla politica spetta un altro compito: capire quali fragilità siano emerse e cosa debba cambiare.
Non credo serva una resa dei conti tra centrodestra e centrosinistra. Ricostruire chi governava, con chi e in quale momento può alimentare polemiche e attribuire responsabilità politiche. Ma da solo non ci dice come evitare di ripetere gli stessi errori.

La domanda che mi interessa è un’altra: quale politica vogliamo dopo il commissariamento?

Credo si debba ripartire dalla qualità delle persone e dal modo in cui vengono scelte. Competenza, autonomia, affidabilità e senso delle istituzioni devono contare davvero quando si affida a qualcuno una responsabilità pubblica. Non possono essere parole da riscoprire in campagna elettorale.
Poi c’è il rapporto con la città. Aprilia ha un patrimonio di imprese, associazioni, professionisti, volontari, insegnanti e cittadini che ogni giorno contribuiscono alla vita della comunità. La politica dovrebbe saper ascoltare queste energie sempre, non soltanto quando si avvicina il momento del voto.
E serve una direzione.

Siamo abituati a discutere del problema del giorno, dell’emergenza, del singolo provvedimento. È inevitabile, ma non può bastare. Amministrare significa anche chiedersi quale Aprilia vogliamo tra dieci o vent’anni e costruire un percorso che non venga azzerato a ogni cambio di amministrazione.
Per questo trovo importante la distinzione proposta nell’articolo tra alternanza e alternativa. Cambiare chi governa è alternanza. Costruire un’alternativa significa anche cambiare il modo di scegliere le persone, prendere le decisioni, coinvolgere la città e rendere conto dei risultati.

E questo, a mio avviso, riguarda tutti. Partiti, esperienze civiche e chiunque voglia assumersi la responsabilità di amministrare Aprilia.

Prima o poi la città tornerà al voto. Ci saranno candidati, coalizioni e programmi. È normale che sia così. Il vero banco di prova, però, sarà capire se nel frattempo saremo riusciti a ricostruire almeno una parte della fiducia perduta e a offrire ai cittadini qualcosa di più della semplice riproposizione degli schieramenti.
Perché la fiducia non si chiede agli elettori alla vigilia del voto.
Si conquista prima.”

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