La scuola Gramsci rischia davvero di traslocare nell’ex palazzo di vetro, oggi Palazzo Colorato? E se sì, per quanto tempo gli studenti dovranno condividere l’edificio con gli uffici pubblici? Sono solo alcune delle domande che la lista civica “Agire” ha rivolto alla Commissione Straordinaria, facendosi portavoce delle indiscrezioni che da giorni circolano con insistenza. Voci che stanno generando forte preoccupazione tra famiglie, studenti e personale scolastico della scuola media.
Secondo i rumors, infatti, si starebbe valutando la dismissione dell’edificio di via Marco Aurelio, di proprietà di un privato, dove oggi ha sede la scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo “Antonio Gramsci”. Per l’istituto si tratterebbe di un ritorno alle origini, almeno per chi ricorda che proprio in quell’edificio, tra la fine degli anni Ottanta e Novanta, era stata istituita la scuola privata “European School”.
Secondo Agire, l’attuale edificio della Gramsci potrebbe non garantire più gli standard di sicurezza necessari ed “è altrettanto evidente che la dismissione della sede porterebbe un risparmio concreto, a partire dai costi dell’affitto”, puntualizza la lista civica in una nota. Tuttavia, si tratterebbe pur sempre di problematiche annose e mai affrontate prima, che rischiano ora di essere gestite con una soluzione “improvvisata”, lasciando sul tavolo troppi punti interrogativi.
“Spostare centinaia di ragazzi dentro un palazzo nato e concepito per ospitare uffici comunali può avere senso solo come soluzione realmente temporanea, inserita in una programmazione chiara che indichi fin da subito dove andranno gli studenti nel prossimo futuro. Un palazzo comunale, per quanto a norma per la funzione che oggi svolge, non nasce per essere una scuola. E qui c’è un aspetto che non può essere ignorato: la Gramsci è un istituto a indirizzo musicale, che ha bisogno di aule dedicate, spazi per lo studio e la pratica strumentale, ambienti adeguati a sviluppare al meglio la propria offerta formativa e idonei a garantire la piena inclusione degli studenti con disabilità o bisogni educativi speciali”, scrivono i componenti della lista civica.
Esponenti che mettono in questo modo in dubbio l’adeguatezza del palazzo comunale. L’immobile venne acquistato all’asta negli anni Novanta durante la Giunta Cosmi proprio per risparmiare sui costi degli affitti; in seguito, tra il 2015 e il 2016, è stato oggetto di un’importante opera di riqualificazione energetica e restyling finanziata con fondi europei, che lo ha trasformato in un edificio in classe A+.
Gli interrogativi che Agire rivolge sono anche altri: “L’edificio risponde davvero ai requisiti di una struttura scolastica quanto a sicurezza antincendio, vie di esodo, capienza, accessibilità e aspetti igienico-sanitari? E come si concilierebbe, nello stesso stabile, la presenza quotidiana di centinaia di studenti con quella ordinaria di uffici comunali, dipendenti e cittadini?”. Dalla lista civica arriva infine l’invito a valutare con attenzione anche l’inevitabile impatto sulla viabilità della zona.
Non mancano, sempre secondo le indiscrezioni degli ultimi giorni, riferimenti all’ex Tulipano, acquistato anch’esso per realizzare un centro polifunzionale al servizio della collettività. Proprio nell’ex tavola calda la Commissione Straordinaria sarebbe intenzionata a trasferire alcuni uffici comunali, così da liberare spazio per le esigenze didattiche della Gramsci.
“Ad Aprilia abbiamo imparato che troppo spesso ciò che nasce come provvisorio si trasforma in definitivo. Ed è qui il pericolo più grande. Una scuola sistemata temporaneamente tra gli uffici comunali, senza aule adeguate, senza laboratori, senza i propri spazi, perde progressivamente la propria identità”.
Anche per questo la lista Agire chiede massima chiarezza: il risparmio derivante dall’eventuale dismissione dell’attuale sede della Gramsci non deve essere considerato semplicemente un modo per fare cassa o per tamponare una criticità nell’immediato.
