Coraggio, condivisione, accoglienza, equità, solidarietà, operosità e vicinanza. Sono le parole che hanno scandito la serata di piazza delle Erbe, ad Aprilia, dove Davide Zingaretti ha ufficializzato la propria candidatura a sindaco, mettendo fine a un’attesa che, in realtà, durava ormai da giorni.
Parole che rappresentano altrettanti auspici, tutt’altro che semplici da realizzare in una città che sembra aver smarrito parte del proprio entusiasmo, dopo le delusioni accumulate e le difficoltà nel riuscire a esprimere pienamente capacità amministrativa e competenze. A pronunciarle sono stati alcuni sostenitori provenienti dal mondo della scuola, del lavoro, dello sport, del volontariato e delle periferie. Uno alla volta, sono saliti sul palco per raccontare l’Aprilia che vorrebbero, componendo un mosaico di aspettative e richieste rivolte a chi si candida a governare la città.
Poi è arrivato il momento di Zingaretti. L’intervistatore gli ha rivolto una domanda che, considerata la presenza di oltre duecento persone in piazza, aveva ormai una risposta ampiamente prevedibile: «Davide, ma tu personalmente quale ruolo e responsabilità vorresti avere?».
La replica ha sciolto ogni riserva: «Per una persona che, come me, fin da piccolo ha avuto Aprilia nella testa, costruire in questi mesi un percorso importante con i partiti, che ringrazio, mi ha fatto decidere: mi candido sindaco di Aprilia».
Gli alleati, seduti in prima fila (Vincenzo Giovanni, segretario provinciale di Italia Viva e figura di lunga esperienza nella vita amministrativa cittadina, Fabrizio Fiorentini e Sara Samperi per AVS, Giovanna Porrino per Aprilia Domani, Andrea Ragusa per i Cinque Stelle) sono saliti sul palco soltanto alla fine, per la fotografia di rito. Un dettaglio che racconta, almeno nelle intenzioni, una leadership che vuole essere condivisa e una coalizione che punta a presentarsi unita. Gli abbracci, gli applausi e il clima della serata hanno restituito l’immagine di un centrosinistra sicuro nelle proprie possibilità di vittoria.
Ma l’entusiasmo non basta. Prima di pensare a come governare Aprilia, bisogna vincere le elezioni. E per riuscirci occorre trasformare le parole in un programma concreto, capace di tenere insieme sensibilità politiche diverse e rispondere ai problemi reali della città.
Zingaretti, nonostante i suoi 27 anni, può contare su un’esperienza amministrativa maturata sia all’opposizione sia alla guida della macchina comunale. Un percorso che gli consente di conoscere le difficoltà della politica locale e, soprattutto, le dinamiche che possono condizionare il funzionamento di un consiglio comunale.
Dal palco non ha nascosto le difficoltà di trovare una sintesi tra posizioni differenti: «È più facile far ragionare un’assemblea di cittadini inferociti che portare su una linea un intero consiglio comunale, dove si consumano scontri più ideologici che pratici».
Un’affermazione che suona come un invito a superare contrapposizioni e personalismi per costruire un progetto condiviso. I relatori della serata, con le loro testimonianze, hanno rappresentato in qualche modo i garanti di un primo patto con la città: un impegno ideale attorno al quale Zingaretti intende costruire il programma e, potenzialmente, allargare la coalizione.
L’accelerazione sulla candidatura, del resto, non sembra mettere in difficoltà soltanto gli avversari politici. Può diventare anche uno strumento per sollecitare gli alleati ancora incerti e attrarre nuove forze, in una fase in cui gli accordi elettorali non sono necessariamente definitivi.
Il tema della legalità ha rappresentato uno dei passaggi più significativi della serata. Interpellato sul suo significato, Zingaretti ha risposto senza esitazioni: «Non è una parola, un termine che si esaurisce nella burocrazia, ma un modo di intendere la condotta nella vita e nella politica».
Il riferimento al terremoto giudiziario che ha investito la politica apriliana era inevitabile. E proprio su questo terreno è arrivato uno degli interventi più duri, con un attacco alla proroga dell’incarico al dirigente chiamato a occuparsi dei progetti legati al PNRR.
«Un esempio di legalità? Nelle scorse ore è stato prorogato un dirigente implicato nell’operazione Assedio, è stato prorogato a gestire il PNRR nella nostra città: ecco, questo lo trovo profondamente vergognoso. Da quando siamo stati sciolti per mafia abbiamo fatto un patto di fiducia con le istituzioni che dovevano guidarci verso le elezioni. Beh, questo patto diverse volte è venuto meno, ma non a causa nostra».
Parole politicamente pesanti, che riportano al centro il rapporto tra la città e le istituzioni chiamate ad accompagnarla verso il ritorno alla normalità amministrativa. La vicenda della proroga dirigenziale diventa così, nel discorso del candidato, il simbolo di una fiducia che deve essere ricostruita attraverso scelte coerenti e comportamenti trasparenti.
Il tema della legalità, tuttavia, non può esaurirsi nella critica alle decisioni altrui. Per una coalizione che ambisce a governare, dovrà tradursi anche in criteri chiari nella formazione delle liste, nella selezione dei candidati e nella definizione delle responsabilità politiche.
Tra i presenti si sono visti esponenti del mondo imprenditoriale, delle periferie e della società civile, dipendenti comunali, vecchi dirigenti in pensione ed ex amministratori delle stagioni politiche legate alle amministrazioni D’Alessio e Terra. Tra questi, Antonio Chiusolo, Franco Gabriele e Mauro Fioratti Spallacci.
Il Partito Democratico era rappresentato anche a livello provinciale e regionale, con il segretario provinciale Omar Sarubbo, il consigliere regionale Salvatore La Penna e l’ex segretario provinciale Claudio Moscardelli, per Italia Viva era invece presente il segretario regionale, Felice Casini.
Per Alleanza Verdi e Sinistra era presente il deputato Filiberto Zaratti, già assessore regionale all’Ambiente e conoscitore delle problematiche ambientali del territorio apriliano.
Una partecipazione che restituisce l’immagine di un’area politica intenzionata a ritrovare compattezza e ad ampliare il proprio perimetro. La presenza di figure con esperienze e percorsi differenti rappresenta una risorsa potenziale, ma anche una sfida: trasformare una convergenza elettorale in una proposta amministrativa credibile e coerente.
Tra le questioni emerse durante la serata, una lacuna merita però di essere evidenziata: l’ambiente. In un territorio segnato da problematiche legate all’inquinamento, alla qualità delle acque, alla gestione del suolo e alla pressione delle attività produttive, il tema avrebbe meritato uno spazio più esplicito nell’agenda programmatica.
La tutela ambientale non può essere considerata un capitolo secondario, né può essere separata dalle scelte sullo sviluppo economico, dalla pianificazione urbanistica e dalla qualità della vita dei cittadini. Ogni progetto destinato a incidere sul territorio dovrebbe confrontarsi con le sue conseguenze ambientali, con la salvaguardia delle risorse naturali e con la necessità di prevenire nuove criticità.
La presenza di Zaratti, che conosce le questioni ambientali del territorio, rende ancora più evidente l’opportunità di inserire questi temi tra le priorità del futuro programma. Forse si è trattato di una semplice omissione nel corso della serata o un tema sul quale il centrosinistra deve ancora elaborare una posizione organica su una materia decisiva per il futuro di Aprilia.
Per ora, l’incontro ha delineato soprattutto un metodo e un’intenzione: costruire una proposta attraverso il confronto con le diverse componenti della città. Il passaggio successivo dovrà essere quello di tradurre gli auspici in obiettivi, tempi e impegni verificabili.
La candidatura di Zingaretti apre una nuova fase nella costruzione del centrosinistra apriliano. Se in passato la costruzione del consenso è passata anche attraverso accordi elettorali e relazioni politiche consolidate, oggi la necessità di trasmettere un’immagine di legalità e autonomia impone un’attenzione ancora maggiore alla selezione dei candidati.
La questione morale non può restare sullo sfondo, soprattutto dopo le vicende che hanno segnato la vita politica cittadina. La credibilità di un progetto amministrativo si misura anche dalla capacità di stabilire criteri trasparenti, assumere decisioni prima della campagna elettorale e spiegare ai cittadini quali garanzie accompagneranno la scelta di chi sarà chiamato a rappresentarli.
Il centrosinistra sembra avere le condizioni per giocarsi una partita competitiva e proprio per questo dovrà dimostrare di saper fare la differenza non soltanto attraverso il nome del candidato sindaco o il numero delle alleanze, bensì attraverso la qualità delle liste, la solidità del programma e la chiarezza degli impegni assunti.
La serata di piazza delle Erbe ha segnato l’inizio ufficiale della corsa di Davide Zingaretti. L’entusiasmo registrato e la partecipazione trasversale segna l’inizio. La vera prova sarà trasformare quel clima in un progetto capace di affrontare le criticità di Aprilia, restituire fiducia nelle istituzioni e indicare con chiarezza quale città si intende costruire.
Aprilia, Davide Zingaretti rompe gli indugi: «Mi candido a sindaco».
Il segretario del PD rivendica il valore della legalità e attacca la proroga del dirigente impegnato sul PNRR
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