“In una congiuntura economica particolarmente complicata, aggravata anche dal rincaro dei prezzi del petrolio e per l’energia e gas, il comune di Aprilia valuti la possibilità di aderire alla rottamazione quinques dei tributi locali, quali IMU, TARI, sanzioni amministrative”.
Questa la proposta del Coordinamento di Fratelli d’Italia per mettere in evidenza le richieste giunte da parte di molte famiglie e imprese apriliane, in forti difficoltà economica, e non per mancanza di volontà chiedono l’adesione alla rottamazione.
“Pur consapevoli di dover versare il dovuto nelle casse dell’ente – è quanto recita la nota di Fratelli d’Italia- queste persone si trovano nella drammatica posizione di dover scegliere se ottemperare al proprio dovere e pagare regolarmente i tributi e se impiegare le ristrette risorse a propria disposizione per rispondere a bisogni primari. Stessa situazione riguarda aziende in crisi, costrette a scegliere se pagare i tributi o pagare gli stipendi ai propri dipendenti”.
“Per questo motivo, il Coordinamento di Fratelli d’Italia Aprilia si associa alla richiesta avanzata anche da altri gruppi politici e lancia un appello alla Commissione Straordinaria che amministra il Comune di Aprilia, affinché valuti positivamente la possibilità di aderire alla rottamazione quinqués dei tributi locali, quali IMU, TARI, sanzioni amministrative. Solo così l’ente darà una possibilità concreta a quanti, tra cittadini e imprese, desiderano mettersi in regola ma ad oggi non sono riusciti a sostenere la spesa”.
“Aderire alla rottamazione del resto, comporterà non pochi vantaggi per il Comune, che avrà la possibilità di incassare somme precedentemente difficili da recuperare, riducendo le così pendenze di vecchia data, ma consentirà anche di ridurre l’adozione di procedure coattive, diminuendo il carico di lavoro relativo alle attività di recupero coattivo, spesso lunghe e costose. Il Comune inoltre, potrà agire in modo del tutto autonomo e decidere quali carichi ammettere alla definizione agevolata”.
“Come partito, siamo convinti che buona amministrazione vuol dire certamente stanare gli evasori, che generando ammanchi recano danno all’intera comunità, ma vuol dire anche – conclude la nota – applicare le misure consentite dalla legge in maniera elastica, facendo il possibile per mettere in condizione di regolarizzarsi coloro che non hanno versato il dovuto per difficoltà reali e comprovate”.
